Sabato, 11 Luglio 2020

CRONACA NEWS

documenti falsiI carabinieri di Crotone hanno arrestato un imprenditore 32enne. I militari, nel corso di uno specifico servizio, hanno eseguito una perquisizione domiciliare nell'abitazione dell'uomo e hanno rinvenuto tre carte d'identita', tre banconote da 100 franchi svizzeri, una patente di guida, un codice fiscale ed una tessera sanitaria, tutti palesemente contraffatti. Inoltre, nel corso delle operazioni, e' stato accertato anche il possesso di un'autovettura di provenienza illecita. Tutto il materiale rinvenuto e' stato sottoposto a sequestro.

 

 

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pronto soccorso capodannoCIRO' MARINA - Un imprenditore, Carmine Valente, di 69 anni, e' morto in un incidente sul lavoro accaduto a Ciro' Marina, centro nel quale la vittima in passato era stato assessore comunale. Valente, titolare di un'impresa edile, nel momento dell'incidente stava lavorando sul terrazzo senza parapetto di un edificio di tre piani. L'uomo, presumibilmente per essersi sporto troppo, ha perso l'equilibrio ed e' precipitato nel vuoto, decedendo sul colpo. Inutili i soccorsi del 118. Sul posto i carabinieri di Ciro' Marina, che hanno avviato le indagini insieme agli ispettori del lavoro dell'Asp di Crotone.

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I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Crotone hanno denunciato per bancarotta fraudolenta il titolare di una società operante nella provincia. Le indagini, disposte dalla Procura della Repubblica di Crotone, hanno preso avvio dal fallimento di una società dichiarato dal tribunale della città nel maggio del 2014. Gli accertamenti, però, hanno permesso di appurare la distrazione di beni e, in particolare, la sottrazione alla massa fallimentare degli automezzi della società. Il dato è emerso nonostante il titolare dell'azienda avesse occultato la documentazione contabile e amministrativa. Ad insospettire i finanzieri è stata la vendita dei beni perfezionata in epoca antecedente alla dichiarazione di fallimento. Gli ulteriori controlli effettuati hanno permesso di accertare la sottrazione delle rimanenze di magazzino e la mancata registrazione di alcune fatture relative ad un debito nei confronti di un fornitore di materie prime.

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finanza truffaIl titolare di un'azienda commerciale operante nel settore turistico è stato denunciato alla Procura regionale della Corte dei conti dalla Compagnia della Guardia di finanza di Crotone per un danno erariale pari a 266 mila euro. I finanzieri, a seguito di una verifica fiscale inizialmente condotta nei confronti di una società di capitali, risultata evasore totale e dedita all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, hanno accertato da parte dell'impresa commerciale, l'indebita percezione di un finanziamento pubblico concesso nell'ambito dei fondi comunitari Fesr, cofinanziati dalla Regione. La pregressa attività svolta dai finanzieri aveva consentito di rilevare la presenza di false fatture fittizie emesse per lavori di ristrutturazione. Pertanto, sulla scorta di tali elementi, già alcuni mesi fa, il legale rappresentante della società era stato denunciato per dichiarazione fraudolenta e truffa finalizzata all'indebita percezione del contributo per 166 mila.

 

 

 

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Un imprenditore, legale rappresentante di una società del settore delle coltivazioni agricole e dell'agriturismo, è stato denunciato dalla Compagnia di Crotone della Guardia di finanza. Gli viene contestata una truffa attraverso una dichiarazione fraudolenta con l'utilizzo di fatture false che gli avrebbero consentito di percepire dalla Regione un contributo di 166 mila euro. Per i connessi profili di danno erariale sarà interessata la Procura regionale della Corte dei conti. L'attenzione operativa della Guardia di finanza, nel caso specifico, si è concentrata sulla posizione di una società di persone individuata a seguito di una precedente verifica fiscale eseguita nei confronti di un suo fornitore risultato "evasore totale". Verifica che aveva permesso di rilevare che il fornitore, pur non presentando le proprie dichiarazioni fiscali, aveva emesso fatture per importi significativi riguardanti lavori di ristrutturazione dell'azienda agricola, quale suo unico cliente. Dai riscontri eseguiti dai finanzieri, pur in assenza delle scritture contabili e grazie anche al controllo incrociato effettuato nei confronti della stessa azienda agricola, è emerso che si trattava di fatture per operazioni inesistenti sotto il profilo oggettivo e soggettivo. Alla luce di questi elementi, i finanzieri hanno necessariamente esteso i controlli all'impresa committente, riscontrando tra l'altro che quest'ultima aveva beneficiato di un finanziamento pubblico erogato dalla Regione nell'ambito delle iniziative di sostegno per favorire il restauro, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale. E' emerso, così, che le false fatture non erano state utilizzate solo per ragioni di risparmio fiscale, ma anche per la rendicontazione delle spese sostenute nell'ambito dell'iniziativa imprenditoriale oggetto di agevolazione. La Guardia di finanza ha proposto all'autorità giudiziaria il recupero del finanziamento di 166 mila euro che sarebbe stato percepito indebitamente.

 

 

 

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Una impresa operante nel settore del legno, risultata evasore totale per 12 milioni di euro, sottratti a tassazione per tre periodi d'imposta, è stata scoperta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Crotone. Il titolare è stato denunciato per omessa dichiarazione e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Per la verifica, i finanzieri hanno fatto controlli incrociati nei confronti di una cinquantina tra clienti e fornitori integrati da indagini finanziarie. A conclusione degli accertamenti, la Guardia di finanza ha accertato ricavi non dichiarati per oltre 12 milioni, con una corrispondente Iva dovuta pari a 5,1 milioni. L'Agenzia delle entrate potrà adesso procedere all'accertamento che sarà del tipo induttivo. In relazione ad uno dei reati ipotizzati nei confronti del titolare, la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, i finanzieri avrebbero accertato che, nel corso delle operazioni di verifica, l'imprenditore e la moglie avrebbero costituito, attraverso atto notarile, un fondo patrimoniale. In questo modo, hanno vincolato i beni immobili di loro proprietà al soddisfacimento dei bisogni della famiglia, creando, a giudizio degli investigatori, «ostacolo alle azioni di aggressione del patrimonio da parte dei creditori».

 

 

 

 

 

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