Lunedì, 10 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

sentenzaMano pesante della giustizia sulla sentenza di primo grado nell’ambito di uno dei due tronconi del processo scaturito dall’operazione “Jonny” del maggio 2017: sono 640 gli anni di carcere inflitti ai 65 imputati che hanno scelto con rito abbreviato. Spiccano fra questi i 17 anni e 4 mesi di reclusione inflitti a Leonardo Sacco, ex governatore delle Misericordie di Isola Capo Rizzuto che è stato intanto assolto da dodici capi d'imputazione relativi a ipotesi di malversazione e frode in forniture pubbliche. La condanna più pesante fine è stata invece quella pronunciata per Pasquale Arena, a 20 anni e 2 mesi; così come a 20 anni sono stati comminati ai titolari della società di catering Quadrifoglio, i cugini Antonio e Ferdinando Poerio, che fornivano il Cara di Sant’Anna; mentre a Giuseppe Arena e a Paolo Lentini, altri due pezzi da 90 dell’inchiesta, sono stati inflitti 16 anni e 4 mesi ciascuno. Diciotto le assoluzioni e un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione tra le sentenze pronunciate dal gup del Tribunale di Catanzaro Carmela Tedesco. Carcere per quasi un millennio di anni erano state le richieste avanzate dal pm Domenico Guarascio.

  • LE CONDANNE:

Armando Abbruzzese, 6 anni di reclusione;
Salvatore Abbruzzo, 12 anni;
Francesco Aceto, 5 anni e 6 mesi;
Francesco Antonio (cl. 91), 11 anni;
Francesco Arena (cl. 79), 11 anni e 6 mesi;
Francesco Antonio Arena (cl.80) 11 anni;
Francesco Arena (cl. 60), 11 anni;
Giuseppe Arena (cl. 66), 16 anni e 4 mesi;
Giuseppe Arena (cl. 86) 11, anni;
Pasquale Arena (cl. 57), 20 anni e 2 mesi;
Pasquale Arena (cl. 92), 11 anni;
Salvatore Arena (cl. 69), 10 anni e 8 mesi;
Luciano Babbino, 12 anni;
Francesco Bruno, 12 anni;
Francesco Caiazzo, 6 mesi;
Leonardo Catarisano, 12 anni;
Giuseppe Cosco, 8 anni;
Salvatore Danieli, 2 anni e 8 mesi;
Raffaele Di Gennaro, 14 anni;
Domenico Falcone, 12 anni;
Salvatore Foschini, 11 anni e 4 mesi;
Fiore Gentile 11 anni e 4 mesi;
Francesco Gentile, 16 anni;
Tommaso Gentile, 13 anni e 6 mesi;
Antonio Giglio, 10 anni e 8 mesi;
Nicolino Gioffrè, 13 anni e 4 mesi;
Aldo Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Aurelio Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Lorenzo Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Maurizio Greco, 12 anni e 8 mesi;
Francesco Gualtieri, 12 anni;
Mario Guareri 1 anno 8 mesi;
Andrea Guarnieri, 8 anni;
Nicola Lentini, 11 anni e 10 mesi;
Paolo Lentini 16 anni e 4 mesi;
Rosario Lentini, 17 anni;
Vincenzo Lentini, 10 anni e 8 mesi;
Giuseppe Lequoque, 14 anni;
Costantino Lionetti, 10 anni e 8 mesi di reclusione;
Francesco Mammone, 2 anni e 8 mesi;
Francesco Martiradonna, 11 anni e 4 mesi;
Luigi Miniaci, 10 anni e 8 mesi;
Santo Mirarchi, 2 anni 9 mesi e 10 giorni;
Pasquale Morelli, 4 anni;
Giuseppe Antonio Morrone, 2 anni;
Paolo Mucillo, 4 anni;
Angelo Muraca16 anni e 8 mesi;
Stefania Muraca, 1 anno;
Benito Muto, 11 anni e 4 mesi;
Domenico Nicoscia, 10 anni e 8 mesi;
Salvatore Nicoscia, 10 anni e 8 mesi;
Fortunato Pirrò, 11 anni;
Antonio Poerio (cl. 71), 20 anni;
Antonio Poerio (cl. 81), 10 anni e 8 mesi;
Fernando Poerio, 19 anni e 4 mesi;

Antonio Pompeo, 10 anni e 8 mesi;
Giuseppe Pullano, 15 anni;
Mario Ranieri, 1 anno;
Domenico Riillo, 14 anni di reclusione;
Francesco Romano, 12 anni e 4 mesi;
Leonardo Sacco, 17 anni e 4 mesi;
Maria Grazia Scerbo, 1 anno e 4 mesi;
Francesco Taverna, 11 anni;
Santo Tipaldi, 11 anni e 4 mesi;
Roberto Valeo, 8 anni.

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leonardo sacco misericordiaCATANZARO – Pesantissime le richieste di pena dei pm per gli indagati dell’operazione Jonny che hanno scelto il rito abbreviato. I sostituti Procuratori della Repubblica Domenico Guarascio e Debora Rizza, coadiuvati dai procuratori aggiunti Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto, hanno inviato al Gup Carmela Tedesco, al termine della requisitoria del processo, hanno depositato quest’oggi un’istanza di nove pagine in cui formulano richieste di pena per quasi 10 secoli di carcere. Spicca la richiesta di condanna a 20 anni per l’ex governatore regionale delle Misericordie, Leonardo Sacco. L’imprenditore è ritenuto dalla Dda di Catanzaro il finalizzatore per gli affari delle cosche di Isola Capo Rizzuto. L'operazione della Dda di Catanzaro denominata Jonny, nel maggio 2016, svelo' le infiltrazioni delle cosche di Isola Capo Rizzuto nel Centro di accoglienza per migranti gestito dalla Misericordia e porto' al fermo di 68 persone. L'ex parroco di Isola Capo Rizzuto don Edoardo Scordio è anche lui alla sbarra, ma risponderà davanti ai giudici di Crotone in quanto figura tra i 38 imputati che hanno optato per il rito ordinario.


LE RICHIESTE DEI PM:
Armando Abbruzzese (Catanzaro, 1984): 12 anni e 10mila euro;
Salvatore Abbruzzo (Catanzaro, 1977): 17 anni e 4 mesi;
Francesco Aceto (Crotone, 1971): 11 anni e 5mila euro;
Antonio Francesco Arena (Crotone, 1991): 10 anni e 6 mesi;
Francesco Arena (Crotone, 1979): 16 anni e 10mila euro;
Francesco Antonio Arena (Crotone, 1980): 10 anni e 6 mesi;
Francesco Arena (Isola Capo Rizzuto, 1960): 7 anni e 2 mesi e 5mila euro;
Giuseppe Arena “Tropeano” (Crotone, 1966): 20 anni;
Giuseppe Arena (1986): 10 anni e 6 mesi;
Pasquale Arena “Nasca” (Isola Capo Rizzuto, 1957): 20 anni;
Pasquale Arena (Crotone, 1992): 10 anni e 6 mesi;
Salvatore Arena “Scrucco” (Isola Capo Rizzuto, 1959): 10 anni;
Salvatore Arena “Ricchia” (Isola Capo Rizzuto, 1969): 10 anni;
Luciano Babbino (Catanzaro, 1979): 17 anni e 4 mesi;
Francesco Bruno (Vallefiorita, 1970): 17 anni e 4 mesi;
Francesco Caiazzo (Isola Capo Rizzuto, 1972): 8 mesi;
Emanuela D’Alfonso: 4 anni e 5mila euro;
Salvatore D’Alfonso: 2 anni;
Salvatore De Furia: 8 anni;
Leonardo Catarisano (Borgia, 1954): 17 anni e 4 mesi;
Giuseppe Cosco (Catanzaro, 1980): 12 anni;
Salvatore Danieli (Catanzaro, 1984): 5 anni;
Raffaele Di Gennaro “Lello” (Crotone, 1970): 14 anni;
Domenico Falcone (Catanzaro, 1973): 20 anni;
Salvatore Foschini (Crotone, 1962): 10 anni e 10mila euro;
Saverio Gallo (San Giovanni in Fiore, 1962): 4 anni e 4mila euro;
Fiore Gentile (Crotone, 1984): 14 anni e 18mila euro;
Francesco Gentile (Isola Capo Rizzuto, 1959): 20 anni;
Tommaso Gentile (Crotone, 1980): 20 anni;
Antonio Giglio (Catanzaro, 1976): 10 anni;
Nicolino Gioffrè (Taurianova, 1975): 20 anni;
Aldo Giordano (Isola Capo Rizzuto, 1963): 6 anni;
Aurelio Giordano (Isola Capo Rizzuto, 1969): 6 anni;
Lorenzo Giordano (Isola Capo Rizzuto, 1962): 6 anni;
Maurizio Greco “Spinzu” (1980): 20 anni e 10mila euro;
Francesco Gualtieri (Catanzaro, 1980): 17 anni e 4 mesi;
Mario Guareri (Isola Capo Rizzuto, 1963): 12 anni e 5mila euro di multa;
Andrea Guarnieri (Milano, 1994): 10 anni;
Leye Kane “Marco” (Dakar, 1981): 10 anni;
Costantino Lionetti (Melito Porto Salvo, 1973): 17 anni e 4 mesi;
Francesco Mammone (Catanzaro, 1979): 5 anni;
Luigi Miniaci (Catanzaro, 1975): 20 anni;
Santo Mirarchi (Catanzaro, 1984): 7 anni e 6 mesi;
Pasquale Morelli (cl. 47): 10 anni;
Roberto Valeo (alias “Killer”): 12 anni;
Domenico Riillo (alias “Trentino”, cl. 59): 16 anni;
Nicola Lentini (cl. 87): 18 anni e 5mila euro;
Paolo Lentini (alias “Pistola”, cl. 64): 20 anni;
Rosario Lentini (alias “Liborio”, cl. 1960): 18 anni e 5mila euro
Vincenzo Lentini (di Paolo, cl. 90): 16 anni;
Vincenzo Domenico Lentini (cl. 64): 6 anni e 3mila euro;
Giuseppe Lequoque (alias “Peppe Cannuno”): 17 anni e 4 mesi;
Michela Maiolo: 2 anni;
Luigi Manfredi (alias “Gino Porziano”): 12 anni;
Mario Manfredi: 10 anni;
Francesco Martiradonna: 12 anni;
Domenico Mercurio: 8 anni;
Pasquale Morelli: 8 anni;
Antonio Giuseppe Morrone: 4 anni e 2mila euro;
Maria Morrone: 3 anni e 2mila euro;
Paolo Muccillo: 5 anni e 3mila euro;
Angelo Muraca: 12 anni;
Silvia Muraca: 3 anni e 2mila euro;
Stefania Muraca: 5 anni;
Benito Muto: 8 anni e 6 mesi;
Domenico Nicoscia (cl. 78): 12 anni;
Domenico Nicoscia (cl. 62): 5 anni e 3mila euro;
Pasquale Nicoscia: 10 anni;
Salvatore Nicoscia: 16 anni;
Fortunato Pirrò: 12 anni;
Antonio Poerio (cl. 71) 20 anni;
Antonio Poerio (cl. 81) 14 anni;
Fernando Poerio: 20 anni;
Antonio Pompeo: 10 anni;
Giuseppe Pullano: 18 anni e 10mila euro;
Mario Ranieri: 10 anni;
Antonio Raso: 3 anni e 4 mesi;
Francesco Romano: 12 anni;
Salvatore Romano: 12 anni;
Leonardo Sacco: 20 anni;
Maria Grazia Scerbo: 3 anni e 4 mesi;
Teresa Scerra: 2 anni;
Francesco Taverna: 10 anni e 6 mesi;
Domenica Tipaldi: 2 anni;
Santo Tipaldi: 10 anni e 4 mesi di reclusione

 

 

 

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scordio saccoCATANZARO - Il gup di Catanzaro, Carmela Tedesco, ha rinviato a giudizio 39 persone coinvolte nell'inchiesta "Jonny" della Dda di Catanzaro che ha svelato l'infiltrazione delle cosche crotonesi della 'ndrangheta nella gestione del Centro d'accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Tra i rinviati a giudizio, per i quali l'inizio del processo e' stato fissato per il prossimo 25 luglio, il parroco di Isola, don Edoardo Scordio, che, secondo l'accusa, avrebbe favorito la distrazione dei fondi destinati alla gestione del Centro di accoglienza in favore delle cosche di Isola. Altre 81 persone, tra cui Leonardo Sacco, l'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto che gestiva il Centro d'accoglienza, saranno giudicate con rito abbreviato. Il processo per loro iniziera' l'11 giugno. I reati contestati, a vario titolo, sono, tra l'altro, associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.

 

 

 

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leonardo sacco misericordiaHa chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato condizionato all'audizione di alcuni testimoni che potrebbero rivelarsi decisivi per la sua posizione l'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto Leonardo Sacco, finito in carcere nel maggio dello scorso anno nell'ambito dell'operazione Jonny della Dda di Catanzaro che ha rivelato l'infiltrazione delle cosche locali nella gestione del Centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto, gestito, appunto, dalla Misericordia. La richiesta e' stata avanzata oggi al giudice distrettuale dell'udienza preliminare Carmela Tedesco che sta celebrando il processo nell'aula bunker di Catanzaro a carico di 124 imputati, tra i quali, oltre a Leonardo Sacco, figura anche l'ex parroco di Isola Capo Rizzuto Edoardo Scordio. La richiesta di rito abbreviato condizionato e' stata avanzata dai difensori dell'ex governatore, Giancarlo Pittelli e Francesco Verri per i quali e' necessario ascoltare le testimonianza di Franco Maiolo, gia' vicegovernatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, di Luigi Asteriti, socio storico della stessa associazione, di don Claudio Papa, padre dei Rosminiani italiani, ordine che ha ispirato e sostenuto la Misericordia e al quale appartiene don Scordio. Le loro testimonianze, nelle intenzioni dei difensori, servono a dimostrare che Sacco faceva parte dell'associazione fin da bambino e che ne e' divenuto il governatore come naturale evoluzione di quel rapporto e non perche' sia stato messo a capo della Misericordia e alla gestione del Cara dalle cosche di Isola, come sostiene il collaboratore di giustizia Giglio. Per i difensori, inoltre, e' necessaria l'audizione degli amministratori giudiziari della Misericordia nominati dalla Procura e dal Gip dalle cui relazioni si evince l'esistenza di importanti debiti della Misericordia nei confronti dei fornitori, circostanza che smentirebbe la tesi delle fatture che l'associazione avrebbe gonfiato in modo da creare una provvista di denaro da versare alla criminalita' organizzata. Per gli avvocati Pittelli e Verri, infatti, la sovrafatturazione ha senso solo se le fatture stesse sono state pagate giacche', diversamente, esse non hanno potuto concorrere a creare alcuna provvista. Sulla richiesta dei difensori di Sacco il giudice Tedesco decidera' all'udienza del prossimo 20 aprile.

 

 

 

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leonardo sacco acchiali soleAnnullata l'ordinanza a carico di Leonardo Sacco in relazione alle accuse di malversazione scaturite nell’ambito dell’operazione “Jonny”. Non cade per il momento l'accusa di associazione mafiosa a carico dell'ex governatore della Misericordia che nel frattempo resta in carcere. Lo ha deciso la prima sezione della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Francesco Verri. Leonardo Sacco, adesso, dovrà comparire nuovamente davanti al Tribunale della libertà e ricevere giudizio per tutti i sette capi d'imputazione attraverso i quali si contesta a Sacco, in concorso con don Scordio e altri, di aver destinato le risorse pubbliche destinate ai migranti ad altri scopi in modo da creare fondi per la cosca. Si tratta di una decisione importante visto che il delitto di malversazione è aggravato dall'articolo 7 della legge del 1991 che prevede un aumento di pena per l'agevolazione mafiosa. Stessa sorte ha avuto il ricorso di Poerio presentato dagli avvocati Pittelli e Napoli. Le impugnazioni per il resto sono state respinte ma per Sacco gli avvocati Verri e Napoli avevano coltivato, oltre al tema delle sette malversazioni, solo l'omessa motivazione da parte del Tribunale del Riesame.

 

 

 

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interrogatori garanzia jonnySono in corso da questa mattina presso il Tribunale di Crotone gli interrogatori di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari per 54 dei 68 fermati nell’ambito dell’operazione Jonny che ha evidenziato i rapporti tra la cosca Arena e la gestione da parte della Misericordia di Isola Capo Rizzuto del piu' grande centro per immigrati in Europa. Secondo la Dda di Catanzaro coordinata dal pg Nicola Gratteri il Cara era diventato il "bancomat" del clan Arena di Isola Capo Rizzuto. Un fiume di soldi, pari a 103 milioni di euro, destinati all'assistenza dei migranti, ma che invece alimentava le entrate della cosca grazie alla regia di un parroco, don Edoardo Scordio, un tempo icona antimafia, e del governatore della locale Misericordia, Leonardo Sacco. E proprio gli ultimi sono stati sentiti per ultimi nel corso degli interrogatori questa mattina. Fuori dal tribunale, blindato per consentire il corretto svolgimento degli interrogatori, una folta schiera di parenti dei fermati. Secondo quanto riferito dalla Tgr calabrese, Leonardo Sacco avrebbe fornito la sua deposizione, mostrandosi provato dopo le due notti passate nel carcere di Vibo Valentia. «Abbiamo fatto tutto alla luce del sole – avrebbe detto l’ex governatore della Misericordia al giudice per le indagini preliminari – possiamo dimostrare che non c’è stata nessuna appropriazione di denaro».

interrogatori garanzia jonny2«Leonardo Sacco ha deciso di sottoporsi ad interrogatorio e di rispondere alle domande del giudice benche' fosse molto provato. Ha fornito la sua versione dei fatti precisando di non essere riuscito a leggere tutto il provvedimento. Ha escluso qualunque ipotesi di appartenenza e complicita' con la criminalita' ed ha chiarito di aver intrattenuto rapporti leciti ed autorizzati con tutti i fornitori». E' quanto hanno dichiarato gli avvocati Giancarlo Pittelli e Francesco Verri, difensori dell'ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto. Secondo quanto riferito dai due difensori al termine dell'interrogatorio protrattosi per oltre un'ora, Sacco ha spiegato di aver fatto tutto. Questa mattina si sono svolti anche gli interrogatori di altri 45 indagati dell'operazione Johnny, gran parte dei quali si e' avvalsa della facolta' di non rispondere in quanto non aveva avuto il tempo di leggere gli atti dell'indagine composti da oltre duemila pagine.

interrogatori garanzia jonny3

 

 

 

 

 

 

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