Mercoledì, 15 Luglio 2020

CRONACA NEWS

L'autore di un omicidio commesso la sera del 5 dicembre 2001 a Roma, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Crotone. Nell'occasione, un cittadino italiano era stato ucciso da colpi di pistola sparati da un'auto in movimento.

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omicidio raffa conferenza carabinieriIl rancore per un frangizolle rubatogli anni addietro e l’assurda avversione verso le due vittime per non averlo stato aiutato a ritrovare il “prezioso” attrezzo, poi i classici dissidi tra confinanti di terreno, ma anche l’insofferenza verso una possibile frequentazione tra figli. Sono queste le illogiche, quanto ingiustificate e quindi incomprensibili motivazioni che avrebbero spinto Annunziato Lerose, 61enne bracciante di San Nicola dell’Alto, a freddare nelle campagne di località “Fulci” Francesco e Severino Raffa nel primo pomeriggio del 22 dicembre del 2018. Lo hanno reso noto i carabinieri del Comando provinciale di Crotone nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina cui ha preso parte il procuratore della Repubblica Giovanni Capoccia.
Nella serata di ieri (23 luglio), il nucleo investigativo Carabinieri di Crotone, al termine di serrate indagini condotte con la collaborazione del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cirò Marina e della Stazione di San Nicola dell’Alto, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di Annunziato Lerose, ritenuto dunque l’unico responsabile del duplice omicidio consumato nell’agro di Pallagorio in danno di Francesco Raffa e del figlio Saverino, entrambi allevatori di San Nicola dell’Alto.
Lerose, tipo schivo e temuto in ragione del suo temperamento in paese, conosceva le abitudini delle vittime, visto che aveva un terreno confinante con il loro. Da anni covava un odio represso verso padre e figlio Raffa con ragioni che solo uno stato psicologico alienato poteva motivare fino a premeditarne poi l’omicidio. Quel 22 dicembre, Lerose aveva infatti predisposto all’uso un fucile calibro 12 (ancora non ritrovato) e lo aveva sistemato all’interno della propria autovettura. Tramite una strada isolata, è giunto nei pressi dell’azienda agricola dei Raffa. Una volta nascosto il proprio veicolo, si è portato a piedi nel luogo dove i due allevatori, a bordo della loro Suzuki Samurai, stavano risalendo la stradina che, dalla loro azienda, porta al cancello d’accesso. È stato durante questo tragitto che alla vista di Francesco Raffa si è materializzato Lerose.

annunziato leroseLa vittima, secondo le ricostruzioni, avrà quindi arrestato il proprio veicolo, abbassando il finestrino (verosimilmente per chiedergli cosa volesse). Lerose avrà, dapprima, puntato il fucile contro di lui esplodendo tre colpi e, successivamente, quando il figlio Saverino Raffa, già ferito da uno dei tre colpi già esplosi, era sceso dal mezzo di trasporto per cercare di guadagnare la fuga, lo ha freddato esplodendogli contro altri due colpi mortali. Deve essere stato di una freddezza unica Lerose nel compiere il secondo omicidio visto l’ultimo e accorato grido di Severino che, prima di morire, gli ha urlato contro: «Annunziato mi stai ammazzando». Un grido straziante udito da due cacciatori appostati in zona per una battuta di cinghiali che hanno poi udito gli spari e quindi hanno subito avvertito il 112 dei carabinieri.
Proprio quel nome, “Annunziato”, che non trova omonimi in paese e nel circondario ha portato i carabinieri che hanno raggiunto il luogo del delitto circa mezzora dopo a concentrare subito i primi sospetti verso il 61enne di San Nicola dell’Alto. Lui nel frattempo era tornato a casa, aveva lavato i propri vestiti e si era quindi cambiato, raggiungendo la via centrale del paese per crearsi un alibi. Qui ha salutato gente del luogo, cosa insolita per un tipo schivo come lui, e si è recato in un tabacchino dove, coincidenza, non entrava da tre anni secondo quanto appreso dagli inquirenti. Tanti troppi, elementi anomali.
L’attività investigativa, nel frattempo, è stata sviluppata eseguendo scrupolosi rilievi sulla scena del crimine e, solo cinque ore dopo, a casa dell’autore. I rilievi hanno permesso di ottenere importanti riscontri tecnico-scientifici a seguito di esami di laboratorio effettuati presso il Ris di Messina. L’autore era stato sottoposto infatti tempestivamente dai carabinieri a prelievi per la ricerca di residui dall’esplosione di colpi di arma da fuoco (Stub) su superfici cutanee e indumenti: gli esiti hanno evidenziato la presenza di particelle che per composizione e disposizione possono essere classificate come derivanti da colpi d’arma da fuoco. Anche i prelievi eseguiti all’interno dell’abitacolo della sua autovettura hanno evidenziato la presenza di particelle derivanti da colpi d’arma da fuoco.
A completare il quadro indiziario: importanti testimonianze, il racconto ricco di contraddizioni dell’autore dell’efferato delitto e della moglie, l’analisi dei tabulati telefonici delle vittime e di numerose immagini acquisite da molteplici sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e un’efficace attività informativa a livello locale. Tutto ciò ha consentito di individuare il responsabile del gravissimo episodio delittuoso ed il movente, da ricondurre a dissidi tra confinanti di terreno.

 

 

 

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I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Crotone hanno eseguito una misura di custodia cautelare in carcere a carico di Annunziato Lerose, di 62 anni emessa dal Gip del Tribunale di Crotone a carico dell’autore del duplice omicidio perpetrato, in agro di Pallagorio (KR), il 22 dicembre 2018. Nell’occasione due allevatori del posto Raffa Francesco e il figlio Saverino furono barbaramente uccisi a colpi di fucile per futili motivi. L’indagine condotta dai Carabinieri, di tipo tradizionale, è consistita in scrupolosi rilievi effettuati sulla scena del crimine e a casa dell’autore, l’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza e di un’efficace attività informativa a livello locale.

 

 

 

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carabinieri stazione petilia policastroPETILIA POLICASTRO - Omicidio nel Crotonese. Un uomo, Alberto Luca Valentino, di 38 anni, incensurato, residente a Caccuri, è stato ucciso nelle campagne di Petilia Policastro, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, con un colpo di arma da fuoco che lo ha raggiunto allo zigomo destro. Il cadavere di Valentino è stato trovato nella nottata in località Cavone Grande. Sul luogo dell'omicidio sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro e del Reparto operativo del Comando provinciale di Crotone che hanno avviato le indagini.

 

 

 

 

 

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omicidio sesto grilliPESARO - I Carabinieri hanno arrestato quattro persone per l'omicidio di Sesto Grilli, pensionato di 74 anni, trovato morto, legato e imbavagliato nella sua abitazione di San Lorenzo in Campo la notte del 17 marzo scorso. Per il delitto, probabilmente scaturito da una rapina, sono finite in carcere persone originarie della Calabria, ma residenti tra Marche ed Emilia Romagna: tra gli elementi d'accusa tracce genetiche, per due arrestati, filmati di telecamere di videosorveglianza e traffico telefonico in zona. I militari del Comando provinciale di Pesaro, guidato dal colonnello Luciano Ricciardi, e del Norm hanno eseguito ordini di custodia in carcere emessi dal gip Francesco Messina su richiesta del pm Maria Letizia Fucci: arresti a Pesaro, San Pietro in Casale (Bologna) e Melissa (Crotone). In casa di Grilli erano trovati 13mila euro in contanti. Forse era questo l'obiettivo della presunta banda. Nei prossimi giorni ci saranno gli interrogatori di garanzia e altri accertamenti per chiarire le singole posizioni.

 

 

 

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giuseppe caterisnao abitazioneISOLA CAPO RIZZUTO - Indagini lampo dei carabinieri che hanno arrestato il presunto autore dell’omicidio di Giuseppe Caterisano. I Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto, con il supporto dei colleghi del Comando Provinciale di Crotone, hanno tratto in arresto un minorenne (appena 16enne) ritenuto autore dell’omicidio avvenuto nel pomeriggio di ieri a Isola di Capo Rizzuto. Poco prima delle 16 di ieri, in località Capo Bianco a Isola di Capo Rizzuto, era stato ucciso a colpi d’arma da fuoco Giuseppe Caterisano, di 67 anni, colpito al capo, davanti alla sua abitazione, da alcuni colpi di pistola cal. 9.
A essere arrestato è un parente della vittima che, già nella notte, era stato sottoposto dai militari dell’Arma al test dello stub per verificare, attraverso accertamenti tecnico scientifici, se vi fossero su di lui tracce di residui di sparo.
Da quel momento il ragazzo è rimasto in caserma e sentito con le garanzie difensive fino a quando, poco prima delle 7 del mattino, ha ceduto e fatto ritrovare la presumibile arma del delitto, una pistola automatica calibro 9, clandestina priva di matricola, infine ha fornito una confessione di quanto accaduto.
I Carabinieri sono ancora al lavoro per ricostruire ogni momento della giornata di ieri culminata con l’omicidio di Giuseppe Caterisano e determinare con certezza le cause dell’omicidio che, al momento, sembrano essere riconducibili a dissidi maturati in ambito famigliare.
Il sostituto procuratore presso la Procura per i minorenni di Catanzaro, dott.ssa Maria Rita Tartaglia, ha disposto la traduzione presso il centro di prima accoglienza per minorenni di Catanzaro.

 

 

 

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