Lunedì, 10 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

Quattordici anni e sei mesi di reclusione: E' la condanna inflitta dal Tribunale di Crotone a don Edoardo Scordio, l'ex parroco di Isola Capo Rizzuto, imputato nel processo Jonny insieme al altre 37 persone.

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Il Comune di Crotone condannato al risarcimento del danno per la mancata e tempestiva assunzione secondo bando dell’attuale dirigente Elisabetta Domijanni.

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manuela cimino telediogeneIl Tribunale amministrativo regionale per la Calabria (Sezione Prima) ha rigettato l’istanza di tutela cautelare avanzata da Manuela Cimino sulla deliberazione del Consiglio comunale di Crotone numero 26 del 18 luglio scorso. Attraverso quel provvedimento, il consesso pitagorico aveva dichiarato decaduta la consigliera Cimino per le assenze fatte registrare alle sedute in maniera reiterata. Ebbene, la prima sezione del Tar Calabria ha giudicato irricevibile l’istanza «in ragione della prolungata durata, senza alcuna soluzione di continuità, dell’assenza complessivamente maturata dalla ricorrente, viste anche le ragioni giustificative addotte a sostegno della stessa, non appare sussistere il necessario fumus boni iuris del ricorso, emergendo invero elementi sufficienti per ritenere che la mancata partecipazione alle sedute dell’organo consiliare sia idonea a manifestare, con ragionevole deduzione, un atteggiamento insistito di sostanziale disinteresse, per motivi inadeguati, rispetto agli impegni assunti con l’incarico pubblico elettivo, con illegittima compromissione dell’esigenza della collettività a che il munus in parola sia correttamente esercitato».

 

 

 

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pugliese frisenda stadio«La decisione del Tribunale amministrativo regionale conferma che eravamo nel giusto in relazione allo Stadio Ezio Scida». È il commento di Ugo Pugliese, sindaco di Crotone, rispetto alla sentenza della prima sezione del Tar Calabria che annulla di fatto i provvedimenti della Soprintendenza.
«Alla legittima soddisfazione – aggiunge Pugliese – per la conclusione dell'iter procedurale che ci vedeva fiduciosi e convinti per quanto sostenuto da sempre, tuttavia, in questo momento, non posso nascondere anche una profonda amarezza. Amarezza per aver dovuto sostenere un lungo e travagliato contenzioso con un'altra istituzione. Un contenzioso che si sarebbe potuto e dovuto evitare e che spero sia da monito affinché, in futuro, prevalga la politica del fare al posto di quella della inibizione a tutti i costi. Agire pregiudizialmente ed ideologicamente non porta da nessuna parte. La città ha bisogno di altro: di coesione, di sostegno e non di tentativi di sbarrare le porte a tutti i costi solo per partito preso. La vicenda "Ezio Scida", che si è conclusa comunque positivamente, è altamente indicativa in questo senso. Avremmo potuto impiegare il tempo in altre attività ed invece siamo stati costretti a ricorsi, carte bollate, e via discorrendo. Ecco, in questo momento, che pure è di grande soddisfazione, il senso profondo della mia amarezza. Che sia realmente di riflessione quanto verificatosi in questi lunghissimi mesi affinché si operi per il bene di questa città e non per gettare continuamente bastoni tra le ruote solo per presa di posizione ideologica e per pregiudizio personale».

 

 

 

 

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tribuna stadio crotoneÈ arrivato questa mattina il via libera definitivo del Tar Calabria all’utilizzo dello stadio “Ezio Scida”. La sentenza della prima sezione del Tribunale amministrativo della Calabria annulla tutti i provvedimenti della Soprintendenza che, a partire dal luglio 2018, aveva intimato lo smantellamento delle strutture amovibili di curva sud e tribuna elevati ai tempi della promozione della squadra in Serie A due anni prima.
Si legge, tra l’altro, nella sentenza prodotta dalla camera di consiglio del 19 giugno scorso a firma dei magistrati: Vincenzo Salamone (presidente), Francesca Goggiamani (referendario, estensore), Pierangelo Sorrentino (referendario): «(…)le strutture non insistono sull’area vincolata direttamente per essere custode dei reperti archeologici, ma sono solo su area limitrofa sulla quale dal 1981 grava vincolo “indiretto” in quanto fascia di rispetto alla prima (V. doc. 5, fascicolo Ministero - planimetria vincoli)».
Ma non solo, secondo i magistrati «le strutture movibili (tribuna e spogliatoi), per come progettate e realizzate, non hanno compromesso il sottosuolo e relativi resti archeologici, pienamente rispettando le prescrizioni contenute nell’originaria concessione (difetto di scavi/ carico inferiore a 1 kg/cmq) (v. relazione direttori lavori e relazione Silpa 2016 e 2018, nonché l’ultima del giugno 2019): in particolare non hanno dato luogo a scavi né a compattamento del terreno contenente gli scavi né, ancora, cedimenti delle strutture di fondazione».
E al di là tutto, il Tar sottolinea che il «Mibac non ha programmato nell’area in questione interventi di valorizzazione dei beni archeologici, mentre al contrario la F.C. Crotone ha programmato la realizzazione di un nuovo impianto sportivo con la predisposizione di uno studio di fattibilità all’esame del Comune, il quale ha a sua volta approvato il documento preliminare al Psc».

 

 

 

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sentenzaMano pesante della giustizia sulla sentenza di primo grado nell’ambito di uno dei due tronconi del processo scaturito dall’operazione “Jonny” del maggio 2017: sono 640 gli anni di carcere inflitti ai 65 imputati che hanno scelto con rito abbreviato. Spiccano fra questi i 17 anni e 4 mesi di reclusione inflitti a Leonardo Sacco, ex governatore delle Misericordie di Isola Capo Rizzuto che è stato intanto assolto da dodici capi d'imputazione relativi a ipotesi di malversazione e frode in forniture pubbliche. La condanna più pesante fine è stata invece quella pronunciata per Pasquale Arena, a 20 anni e 2 mesi; così come a 20 anni sono stati comminati ai titolari della società di catering Quadrifoglio, i cugini Antonio e Ferdinando Poerio, che fornivano il Cara di Sant’Anna; mentre a Giuseppe Arena e a Paolo Lentini, altri due pezzi da 90 dell’inchiesta, sono stati inflitti 16 anni e 4 mesi ciascuno. Diciotto le assoluzioni e un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione tra le sentenze pronunciate dal gup del Tribunale di Catanzaro Carmela Tedesco. Carcere per quasi un millennio di anni erano state le richieste avanzate dal pm Domenico Guarascio.

  • LE CONDANNE:

Armando Abbruzzese, 6 anni di reclusione;
Salvatore Abbruzzo, 12 anni;
Francesco Aceto, 5 anni e 6 mesi;
Francesco Antonio (cl. 91), 11 anni;
Francesco Arena (cl. 79), 11 anni e 6 mesi;
Francesco Antonio Arena (cl.80) 11 anni;
Francesco Arena (cl. 60), 11 anni;
Giuseppe Arena (cl. 66), 16 anni e 4 mesi;
Giuseppe Arena (cl. 86) 11, anni;
Pasquale Arena (cl. 57), 20 anni e 2 mesi;
Pasquale Arena (cl. 92), 11 anni;
Salvatore Arena (cl. 69), 10 anni e 8 mesi;
Luciano Babbino, 12 anni;
Francesco Bruno, 12 anni;
Francesco Caiazzo, 6 mesi;
Leonardo Catarisano, 12 anni;
Giuseppe Cosco, 8 anni;
Salvatore Danieli, 2 anni e 8 mesi;
Raffaele Di Gennaro, 14 anni;
Domenico Falcone, 12 anni;
Salvatore Foschini, 11 anni e 4 mesi;
Fiore Gentile 11 anni e 4 mesi;
Francesco Gentile, 16 anni;
Tommaso Gentile, 13 anni e 6 mesi;
Antonio Giglio, 10 anni e 8 mesi;
Nicolino Gioffrè, 13 anni e 4 mesi;
Aldo Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Aurelio Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Lorenzo Giordano, 10 anni e 8 mesi;
Maurizio Greco, 12 anni e 8 mesi;
Francesco Gualtieri, 12 anni;
Mario Guareri 1 anno 8 mesi;
Andrea Guarnieri, 8 anni;
Nicola Lentini, 11 anni e 10 mesi;
Paolo Lentini 16 anni e 4 mesi;
Rosario Lentini, 17 anni;
Vincenzo Lentini, 10 anni e 8 mesi;
Giuseppe Lequoque, 14 anni;
Costantino Lionetti, 10 anni e 8 mesi di reclusione;
Francesco Mammone, 2 anni e 8 mesi;
Francesco Martiradonna, 11 anni e 4 mesi;
Luigi Miniaci, 10 anni e 8 mesi;
Santo Mirarchi, 2 anni 9 mesi e 10 giorni;
Pasquale Morelli, 4 anni;
Giuseppe Antonio Morrone, 2 anni;
Paolo Mucillo, 4 anni;
Angelo Muraca16 anni e 8 mesi;
Stefania Muraca, 1 anno;
Benito Muto, 11 anni e 4 mesi;
Domenico Nicoscia, 10 anni e 8 mesi;
Salvatore Nicoscia, 10 anni e 8 mesi;
Fortunato Pirrò, 11 anni;
Antonio Poerio (cl. 71), 20 anni;
Antonio Poerio (cl. 81), 10 anni e 8 mesi;
Fernando Poerio, 19 anni e 4 mesi;

Antonio Pompeo, 10 anni e 8 mesi;
Giuseppe Pullano, 15 anni;
Mario Ranieri, 1 anno;
Domenico Riillo, 14 anni di reclusione;
Francesco Romano, 12 anni e 4 mesi;
Leonardo Sacco, 17 anni e 4 mesi;
Maria Grazia Scerbo, 1 anno e 4 mesi;
Francesco Taverna, 11 anni;
Santo Tipaldi, 11 anni e 4 mesi;
Roberto Valeo, 8 anni.

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