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Scritto da  Pubblicato in Cronaca Mercoledì, 13 Marzo 2019 18:43

«Dopo 20 anni di Reggio Emilia che cosa ho fatto allora?» È un estratto dell’intercettazione a carico del pentito di ‘ndrangheta Giuseppe Giglio captata dalla Guardia di finanza mentre concertava assieme al padre la strategia per cercare di "salvare" il patrimonio milionario di beni accumulati in maniera illecita dal nord al sud Italia. È scattata all'alba del 12 marzo scorso l’operazione dei finanzieri di Cremona, dopo la condanna di Giglio (sei anni) al processo Aemilia, che hanno confiscato 40 milioni di beni fra società, immobili, aziende agricole e mezzi. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona sono stati coadiuvati dalle fiamme gialle del Comando provinciale di Crotone hanno.
Le attività, condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cremona e coordinate della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, hanno consentito alla Corte d’Appello del capoluogo emiliano di giungere alla definitiva condanna di esponenti di spicco della cosca stanziatasi nelle aree a cavallo di Lombardia ed Emilia.
Le indagini hanno preso spunto da un episodio di usura perpetrato ai danni di un imprenditore cremonese da parte di un usuraio piacentino. Gli approfondimenti e l’analisi dei flussi finanziari – poi confluiti nell’operazione Aemilia – hanno consentito di portare alla luce ulteriori episodi delittuosi commessi ai danni di imprenditori emiliani. In un caso è stato addirittura accertato un prestito sul quale è stato applicato un interesse del 200%: a fronte di 700.000 euro la vittima è stata costretta e restituirne oltre un milione.
intercettazione giglioTutto ciò è stato possibile grazie allo strumentale utilizzo di società fasulle i cui bilanci apparivano perfettamente regolari grazie alla complicità di professionisti conniventi: oltre 20 milioni le fatture false scoperte.
Gli illeciti proventi sono stati quindi riciclati attraverso molteplici investimenti: in complessi immobiliari, in strutture turistico-alberghiere, in società agricole, in società edili ed immobiliari, in imprese di trasporti e logistica. Nell’operazione odierna i finanzieri di Cremona hanno confiscato: 253 immobili industriali, commerciali e di civile abitazione, ubicati nelle provincie di Parma, Reggio Emila, Modena, Mantova, La Spezia e Crotone. Diciannove le società operanti nelle provincie di Parma, Reggio Emilia, Mantova, Verona e Crotone; 50 automezzi, compreso un intero parco di autoarticolati di una società di autotrasporti del reggiano.
Parte degli immobili e delle autovetture sono stati posti a disposizione delle forze di polizia, mentre gli autoarticolati sono stati consegnati al Corpo dei Vigili del Fuoco per le proprie attività istituzionali. Le indagini economico-finanziarie condotte dalla Guardia di Finanza hanno consentito di colpire il sodalizio criminale nel cuore dei propri interessi economici, patrimoniali e imprenditoriali, consentendo di restituire alla Collettività i beni accumulati per finalità sociali.

 

 

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