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Auto d'epoca che passione: la pregiatissima scuderia del signor Antonio Colacino (GALLERY)

Scritto da  Marina Vincelli Pubblicato in Cultura e spettacoli Mercoledì, 04 Febbraio 2015 11:14

auto proprietarioProfessore di ginnastica in pensione, in quasi 30 anni ha collezionato nel suo garage di Crotone uno splendido assortimento di autovetture storiche ritrovate un po' in giro per il mondo.

«Vengo a prenderti stasera, sulla mia Torpedo blù»... Ti viene proprio da canticchiarla, quando ti trovi all'interno di questo garage a due passi dal lungomare di Crotone. Sembra di trovarsi in un luogo fuori dal tempo, dove "rivivono" stupende auto d'epoca. Stanno lì come vecchie star e incutono, ancora oggi, grande ammirazione. È una collezione di tutto rispetto, con più di una ventina di auto pregiate, alcune rarissime "dive" del passato. Sono tirate a lucido e messe là, sul pavimento in graniglia grigia (anche un po' macchiato d'olio), l'una accanto all'altra, una più bella dell'altra. Ognuna pare volerti parlare di un tempo che fu, di corse nei campi, di strade eleganti. Con lo sfondo di notti stellate, boulevard alberati e donne vestite di lungo, con cappellini e foulard a pois. Su ognuna di loro, Antonio Colacino (foto), nato a Crotone nel '53, racconta una storia, un particolare, un aneddoto. Ci sono macchine appartenute ad ambasciatori, a conti, a marchesi, a ricchi commercianti. E sono tutte deliziose, di una bellezza intramontabile, lucide ed eleganti. Molto facile, insomma, sentirsi una Jean Harlow lì dentro... Perfezione e semplicità, ironia e nostalgia, insieme allo scintillio di un'epoca abbastanza vicina e non troppo lontana, sembrano essere racchiusi in uno sterzo di legno lucido, nelle lancette di un conta-chilometri, in una manovella d'avviamento, nella maniglia di una portiera che si apre in un modo diverso da tutte le altre. Ha quel particolare in più che rende l'ammiraglia, "unica" nel suo genere. E' così che le vede Colacino, un uomo di classe che ama le macchine d'epoca, italiane, francesi e tedesche. Una passione lunga una vita, iniziata quando, ancora un bambino, incontrò "la macchina della sua vita" e ne rimase folgorato. In quasi 30 anni ha realizzato questa splendida scuderia d'auto d'epoca, ritrovate in giro per il mondo. Acquistate da altri appassionati, da collezionisti, da commercianti, quando erano ridotte in carcasse e semidistrutte. Con pazienza le ha rimesse su, in anni e anni di lavoro silenzioso e certosino, le ha restaurate nelle notti insonni passate nel suo garage, pezzo dopo pezzo, vite dopo vite. Motori, radiatori, targhe, tutto sistemato il più possibile come era prima. Girovagando per il garage si possono ammirare persino una Lancia Astura del '32 - sport, di colore verde. Negli anni del Dopoguerra finì abbandonata in una cascina. Appartenuta ad un discendente dei Lancia e poi al piemontese Vittorio Novarese, che l'aveva soprannominata la "Grama": partecipava alle gare di bellezza e le ultime le ha disputate al Sestiere-storico nel 2004. Poco più in là, c'è anche una Lancia Augusta del '34, carrozzata Torpedo, arrivata in garage una decina d'anni fa e ora perfetta nel suo "vestito" di un avorio delicato. E ancora, ecco spuntare un'Aurelia 20 del 1951 coupé e un' Aurelia B22 del '22, la berlina in blù. C'è una Gilera del '36 con sidecar originale («il posto della suocera», precisa Colacino). E si scorgono due Porche, la rossa 356 del '62 coupé e la cabriolet del '60. Ma la nostra simpatia incondizionata va ad una deliziosa Renault 4 cavalli del '60, blu delfino, che ti riporta con la fantasia per le strade di una Parigi spensierata e allegra all'indomani della grande guerra. Infine, del '53 è la prestigiosa Alfa romeo 1900 coupé. Nera. Riusciamo ad aprirne una portiera ed a scivolare dentro per una foto al volante...

 

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auto epoca5La "quattrozampe" della scuderia Colacino.

La 4CV Renault custodita nel garage di Antonio Colacino è di un blù delfino stupendo: è del '60. All'interno tutti i particolari sono curatissimi e la tappezzeria è un rigato molto fine, nonostante l'auto rappresentasse la fascia bassa di Renault. L'auto 4CV è stata prodotta tra il 1946 ed il 1961 dalla Casa automobilistica francese Renault. È una piccola auto, ma è particolarmente spaziosa per il suo tempo e la sua dimensione. Soprannominata "quattrozampe" fu l'auto più venduta in Francia fino al 1955. Venne progettata durante la seconda guerra mondiale, in assoluta segretezza e clandestinità, sia perché gli stabilimenti Renault erano presidiati dai tedeschi, sia perché la nuova utilitaria prendeva spunto dalla Käfer, il neonato Maggiolino tedesco. I progetti furono affidati al giovane ingegnere Fernand Picard ed il primo prototipo della nuova vetturetta francese fu realizzato nel 1943. Al progetto lavorò anche l'ingegnere Edmond Serre. Dopo la morte di Louis Renault incarcerato ingiustamente, al vertice della Renault giunse Pierre Lefaucheux, che concluse il progetto e nel 1946 al Salone di Parigi, vennero presentate le prime 4CV. Il pubblico fu conquistato dalla piccola vettura che presentava la pratica soluzione delle quattro porte, una rarità all'epoca per un'auto di questa fascia di mercato. La caratteristica tecnica più evidente fu il motore, posizionato nella parte posteriore. Il successo fu enorme, a tal punto da mettere in seria crisi la Casa francese Renault che non riusciva a far fronte alle ordinazioni.

 

porcheIl sogno proibito: la Porche 356 del ’53.

Professore di ginnastica in pensione, Antonio Colacino, aspetta adesso la macchina della sua vita. Una Porche 356 del ’53. «La scintilla mi è scoccata fin da bambino – racconta -. Ho sempre sognato quella macchina. Era una Porche 356 e l’ho vista a Crotone per la prima volta quasi 50 anni fa. Era la macchina dei baroni Zurlo. La vidi mentre era parcheggiata di fronte al museo. Poi l’ho cercata per tutta la vita. Volevo quel tipo di macchina, quella serie. Ed ora finalmente ce l’ho. L’ho trovata. La sto rimettendo a posto. Adesso è da un tappezziere specializzato e arriverà in garage la prossima settimana. Si può ben dire che è una passione durata una vita. E’ un’auto del ’53, proprio la data della mia nascita». «E’ un’orchestra di numeri, un’alchimia di date. Quella macchina ha fatto scattare in me la passione totale. E dopo 50 anni – aggiunge ridendo- posso dire che quella macchina l’ho fatta mia». Continua ironicamente con la metafora: «Sono diversi anni che sto dietro quest’auto. Non si erano però mai realizzate le condizioni per accaparrarmela. Capitava che quando trovavo la macchina non avevo soldi, o non avevo tempo». L’ufficio nel garage, un angolo confortevole tappezzato in legno, è pieno di riviste d’auto d’epoca, numeri anche rari, coppe vinte in giro nelle competizioni, targhe, pezzi di bulloni, viti, attrezzi vari, disposti ordinatamente nei pochi scaffali a disposizione. «Anche una macchina non ti fa dormire la notte. Ho aspettato 53 anni. Ed è rimasta lì nella mia mente come un sogno. E’ come uno che ha tante donne, ma non si innamora di nessuna di loro. Sogni sempre di trovare la persona giusta». «La Porche arriva dall’Hoio – racconta ancora -. Dentro ho trovato anche alcune monetine e un san Cristoforo. Fa freddino là. Ma non tutti sanno che il freddo, al contrario dell’umido fa conservare meglio le auto. Quando è arrivata era sconquassata fuori, ma integra nella struttura». Non possiamo fare a meno di chiedere. «Un matrimonio per procura, quindi?». «Bhè. Se così si può dire, sì. Avevo visto solo una foto, ma l’ho sognata una vita. Ed ho dovuto anche rinunciare ad un’altra. Si sono presi in cambio, una 500 Giannini rossa, un amore…».

 

Le auto d'epoca sono come belle donne...

«Per me queste macchine sono un po’ come delle donne – ha spiegato Antonio Colacino - nel senso che tu le desideri, le rincorri, le conosci. Inizi a scoprirne anche i difetti, e li correggi. Ma una volta corretti, la macchina ti risponde. Non è come una donna che fai di tutto per capirla ma che alla fine ti abbandona». «Le macchine - confessa – a modo loro hanno un’anima. Non certo l’anima come la si intende comunemente. Voglio dire che ognuna di loro è diversa dalle altre, unica. Ognuna ha un suo modo di aprirsi o di accendersi. Io le prendo quando non funzionano più e sono ridotte malissimo. Poi pezzo per pezzo le rimetto a posto. Compro, cambio, rimetto a nuovo, adesso in garage ne avrò una ventina. Alcune molto pregiate. Le ho trovate una per una, aggiustate pezzo per pezzo. Trovando i pezzi di ricambio in giro per i mercati di mezzo mondo». «Certo a Crotone – ha ammesso - è un po’ strano scoprire qualcuno così testardo e che non ha perso la propria passione, nonostante le difficoltà». E, continuando nella similitudine: «Per esempio, io ho tante macchine, ognuna mi incanta per qualcosa. Poi c’è quella che mi fa perdere la testa e finché non la “faccio mia” la inseguo, la rincorro, non ci dormo la notte». «Purtroppo – ha commentato - ci sono anche i distacchi con le auto. Quando ne desideri un’altra più bella o particolare e magari non hai tutti i soldi per acquistarla, allora sei costretto a fare delle scelte, delle permute. Io a volte scambio una macchina con un’altra e ricomincio tutto daccapo. La settimana prossima arriverà in garage la macchina che ho atteso da tutta una vita…». «In un certo senso – dice ridendo Colacino – le auto, tra di loro, sono anche gelose. Ci scherziamo su con mia figlia, perché, se ne trascuro qualcuna, dopo un po’ mostra segni di mal funzionamento. Diciamo che è gelosa. Non si mette in moto bene, oppure inizia a dare problemi. Si sente trascurata. Perciò io le revisiono costantemente e la notte, quando non mi vede nessuno, a volte giro con qualcuna di queste auto per vedere come funziona».

 

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Febbraio 2015 12:54

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