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Il calcio nell'antica Magna Graecia: esistevano tracce del gioco moderno nell'episciro e nella sferomachia

Scritto da  Pubblicato in Cultura Krotonese Giovedì, 21 Dicembre 2017 17:55
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«E' calcio anche il nome di un gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinato, passato da’ Greci a’ Latini, e da’ Latini a noi» (Dal Vocabolario italiano degli Accademici della Crusca, 1962).


In cosa si dilettavano i ragazzi della Magna Graecia? Se teniamo conto che le colonie elleniche portarono nel Sud della penisola italica il modello socio-culturale della madre Patria e che le poleis imitavano a distanza i modelli Sparta/Atene copiandone addirittura le contese, i contrasti campanilistici e gli aspetti mitologici, se poi teniamo anche conto che gli atleti crotoniati e di tutta la Magna Graecia partecipavano regolarmente agli agoni sportivi più importanti, come le Olimpiadi, probabilmente allora i giovani di allora come quelli di oggi si dilettavano al “calcio” e ne erano influenzati. Esistevano infatti molte varianti del calcio nell'antichità, in cui affondano le radici del popolare sport odierno, tra i suoi antenati troviamo l'episkyros (episciro) e la sphairomachia (sferomachia), gioco diffuso in tutta la Grecia e soprattutto in quel Peloponneso con cui le colonie ioniche d'occidente condividono il mare. Si deve annotare che per quanto riguarda la sferomachia, esiste il dubbio che fosse in realtà una forma di pugilato e non di gioco con la palla, forse per “sphairo”, etimologicamente sfera, intendevano dei guantoni a forma sferica. Tra gli altri giochi con la palla dell'antica Grecia troviamo anche l'aporrhaxis “gioco del far rimbalzare la palla” e l'ourania "lanciare la palla in aria all'aperto". Per quanto riguarda l'episciro, era molto popolare, una sua variante la troviamo a Sparta, se teniamo conto che colonie come Locri e Taranto d'influenza spartane, ma la stessa Crotone, pur essendo achea, era culturalmente contaminata da Sparta [LEGGI ARTICOLO], allora è probabile che l'episciro era largamente diffuso anche in Magna Graecia. Secondo le fonti storiche, questi giochi non erano molto dissimili, alla forma moderna del calcio, però nelle forme antiche si usavano anche le mani, la “vivacità” delle schiere li rendevano, più che al football, simili all'odierno Calcio storico Fiorentino, da cui quest'ultimo deriverebbe, passando per la tappa intermedia dell'arpasto (harpastum) romano, erede a sua volta di altri giochi con la palla della Grecia antica. Nell'antica Roma quindi si giocava ad una variante, dell'episciro, appreso dopo le guerre di conquista romana della Grecia, si tratta dell'harpastum, latinizzazione del termine greco ἁρπαστόν (harpastón), cui significato era “strappato, portato via”, questo gioco marziale e virile venne integrato negli addestramenti dei gladiatori, da qui si può capire quanto questa versione antica del calcio era competitiva e per nulla pacifica, chi ne volesse carpire lo spirito può guardare le competizioni tra calcianti in costume dell'annuale torneo a Firenze del Calcio storico, ancora oggi durissimo e particolarmente violento. La versione fiorentina del 1500, arrivata integra fino ai nostri giorni, essendo la diretta e riconosciuta discendente dell'arpasto, può fornirci un quadro più o meno fedele di quello che era il gioco antico dei romani e dei greci, separando naturalmente gli aspetti folcloristici legati alla Città di Firenze. E' probabile che durante la guida romana della Magna Grecia l'arpasto era praticato anche nel Sud d'Italia, era infatti impensabile che questi giochi, non venissero praticati nella Magna Grecia già da epoca ellenica, quando era culla dello sport e Patria della fortissima scuola atletica crotoniate. Se poi si tiene conto come già detto che a Sparta, si giocava all'episciro durante una festività pubblica, possiamo affermare con molta probabilità che i giovani della Magna Grecia giocassero anche pallone, oppure che in epoca romana fossero emulanti dei loro beniamini, che come dimostrato in alcuni graffiti di Pompei erano i gladiatori, che a loro volta si addestravano all'arpasto. Forse il tifo odierno più esasperato e l'amore per il calcio in larga scala, non deriva da forze interiori irrazionali o da ricercare nella psicologia della massa, ma è una questione semplicemente culturale e di carattere antropologico, un bagaglio che ci portiamo da sempre. Di sicuro il tonfo rumore di una palla che rimbalza riecheggia da sempre in Magna Grecia e nel resto del mondo Greco-Romano.

Davide Pirillo

 

 

 

Letto 1775 volte Ultima modifica il Giovedì, 21 Dicembre 2017 18:07
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