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Il mare e l'antica Kroton: dalla fondazione, ai miti, agli eroi che la tradizione e la letteratura storica ci hanno tramandato

Scritto da  Pubblicato in Cultura Krotonese Domenica, 05 Marzo 2017 18:48
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Poco si sente parlare del rapporto che l'antica Crotone aveva col mare, del suo porto e della sua flotta. Eppure i coloni achei arrivarono con l'ausilio di navi ed è certo che, fino alla conquista romana, l'antica polis, aveva un porto geograficamente strategico per le rotte commerciali, vista la posizione tra Taranto e lo stretto di Messina. Il mare rappresentava quell'elemento che per Crotone, come del resto per tutta la civiltà ellenica, era fattore di prim'ordine, inscindibile sia dal mito che dalla vita reale. «Attraversate il vasto mare e accanto all'Esaro fonderete Kroton» ordinò la pizia dell'oracolo di Delfi a Miscello: la vastità marina, quindi, presente a partire dai miti più arcaici. Pensare a una antica Kroton, come città dedita solo a quegli aspetti più conosciuti e celebrati, sradicata dal contesto marinaresco, è una distorsione immaginifica e irreale. Infatti Crotone doveva per forza di cose avere un forte legame con i flutti e avere una flotta navale potente, specie nell'ambito militare, visto che come ci ricordava Strabone, era fortemente dedita alle arti militari insieme alle gare di atletica. Una delle vicende storiche, relativamente più conosciute, che ci restituisce una prima idea dei rapporti tra Kroton e la marineria da combattimento, l'ho già riportata in un articolo precedente pubblicato da La Provincia KR, dove mi sono occupato della figura del comandante (e atleta) Faillo di Crotone, mitico eroe protagonista della partecipazione crotoniate nella battaglia navale di Salamina [LEGGI ARTICOLO]. Faillo, infatti, armò a sue spese una trireme di guerrieri crotoniati distinguendosi e combattendo con ardore, fatto poi celebrato nell'antica Grecia e che ebbe dopo centocinquanta anni dal suo svolgimento, l'onore di attirare l'attenzione di Alessandro Magno in persona, che volle mandare in dono a Crotone, una cospicua parte del bottino di guerra sottratto ai Persiani per ringraziarla della partecipazione navale a Salamina. Della flotta navale crotoniate, e più in specifico di un altro suo comandante eroico e stratega militare, Formione di Crotone, si trova riferimento in alcune fonti antiche, raccolte e riportate in “Cronica dell'antichissima e nobilissima città di Crotone e della Magna Grecia”, dove l'autore e storico Giovani Battista di Nola Molise, nella metà del 1600, scriveva tra la pagina 154 e 156, le vicende mitologiche di Formione. Mi sono dedicato a trascrivere il passaggio del testo per sottoporlo alla vostra lettura e che anche se redatto in italiano seicentesco, tranne per qualche esse lunga (ſ) e qualche u (v) risulta abbastanza comprensibile: «Formíone Crotoniata famoſiſſmo & inuitto Capitano generale de Crotoneſi per mare, e per terra, dello quale ſi mentione Teopompo nelli Filippici, e ne tratta Nicolao Leonico nel suo libro de varía Hstoria: lib. 3, cap. 22, Diogene, & altri coſì dicono, che queſto Formione nella guerra de’ Crotoneſi, de' quali egli fu Capitan generale contro Locreſi, fu gravemente ferito, perchè la piaga era difficile à curarſi, andò andò all'ora, colo in Delfo, dal quale hebbe rispoſta, che andaſſe in Lacedemonia, & lui ritrouarebbe ‘il medico, che lo ſanarebbe , e queſto ſarà colui , che primo l'inuitarà a mangiare ſeco, gionto che fù Formione in Sparta , appena era ſmontato dalla lettica che fù inuitato da vn certo giouanetto à cena, e mentre ſtauano cenando,fù dimandato Formione dal giouanetto , qual’era ſtata la cauſa della ſua venuta in quella città, & egli riſpoſe nel modo, che l'haueua detto l’oracolo, la quale coſa inteſa dal giouanetto, raſe vn pcco della punta della ſua lancia , e quella raſura applicò alla piaga, e fatto queſto medicameto, Formione fu licentiato dal gíouanetto; e volendo ponere il piede dentro la lettica per ritornare à ſua caſa, nell’iſteſſo punto ſi ritrouò merauiglioſamete innanzi la porta della caſa ſua in Crotone, e come voleua ſalire alla lettica ,reſtò in piede come foſſe da quello ſmontato; e riconoſciuta la piaga, trouò quella ſanata (tanto adopraua il demonio in quei tempi) Licofrone dice che fù ferito quando andò Capitan generale detto Formione contro la città di Tenſa: queſta Hiſtoria ſtà cpiata ad literam da Suida, il qual dice hauerlo ìletto in Teopompo, come ſtà detto, & io così l’hò letto nella varia Hiſtoria di Leonico, come di ſopra.. Queſto Formione vinſe la detta città di Tenſa, e poi lacitrà di Cleta, come ſi diſſe a ſuo luogo. Vinſe anco due volte l’armate navali de Lacedemonij come ſtà detto nel trattato del porto di queſta città, e nella ſeconda battaglia di ottantacinque naui de Lacedemonij ſolo tre ne ritornato à loro mari, l'altre reſtaro parte ſommerſe, e parte ſe le conduſſe Formione ſeco, trionfando in Crotone, perloche la Repubblica lo fece trionfare per tutta la Città». In un altro libro del 1872, troviamo cenni sul porto ed i cantieri navali antichi, dove era costruita anche la famosa trireme, si tratta di “Storia crotoniata preceduta da un cenno sulla Magna Grecia” del linguista e scrittore Felice Caivano-Schipani, (fondatore di un'accademia ed un giornale dedicati a Pitagora) a pagina 43 e 44, leggiamo: «(Porto) – Pari alla magnificenza del Castello era quella dello spazioso e sicuro porto, dove costruivansì triremi, navi, ed altri vascelli. Per ciò fare non poco influiva ed era di portentoso aiuto il comodo della Sila , che, vicino alla Città , lo forniva d'ogni sorta di legname. – In questo porto poi stava sempre in piede una formidabile armata che serviva di difesa e alla Città e alle terre alla stessa suggette. E Formione, valoroso Capitano Crotoniata, ce lo attestata colla battaglia navale impegnata contro i Lacedemoni, i quali, di 85 navi, appena ne riportarono tre; sendo state tutte le altre quali prese e quali distrutte dai Crotonesi.». Bisogna dire sulle vicende mitologiche e della figura leggendaria di Formione, che aleggiano sin dall'immediato dopo battaglia della Sagra, c'è una diatriba non risolta sulla sua esistenza che sembra secondo alcuni sovrapporsi con quella di Leonimo, altro mitico stratega e militare crotoniate; ma questa è un'altra storia.

Davide Pirillo

 

 

 

Letto 1077 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Marzo 2017 19:09
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