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Cultura Krotonese

Un umile fraticello laico che vestì la tonaca dei Minori Osservanti vissuto all'inizio del 1600.

Centro storico: il castello di Crotone

Scritto da Sabato, 23 Maggio 2015 20:42

Una fortezza posta sulla sommità della Timpa Capperina compare per la prima volta in un atto del 1192.

Le armi di Carlo V e di Don Pedro de Toledo

Scritto da Giovedì, 21 Maggio 2015 12:07

Una scultura del Cinquecento opera di due mastri scalpellini Bartolomeo Fiorentino e Carlo Mannarino di Catanzaro con pietra cavata dai mastri Joseph Molinaro e Paolo Molinaro di Mesoraca 

La Festa della Madonna di Capocolonna a Crotone è molto più che una tradizione millenaria, è un momento in cui il cuore della città pulsa all'unisono, dove devozione e spiritualità si fondono con gli aspetti più folkloristici di una celebrazione così antica. Ogni festa, laica o religiosa che sia, porta con sé un aspetto gastronomico, e la pietanza simbolo delle festività mariane è la tipica "Pitta Della Madonna", dolce dalle origini molto antiche dedicato al culto Mariano. Per le vie della città vecchia durante i giorni di festa si sentono profumi e aromi scaturire dai cosidetti "vasci", le casette del centro storico, dove anziane massaie preparano gustosi manicaretti con i prodotti che la primavera ha portato con sé. Abbiamo fatto un piccolo sondaggio, chiedendo a chi ha vissuto un po' più di primavere del sottoscritto, quali sono le pietanze che si consumavano nel periodo Mariano, soprattutto durante la Processione verso il Santuario di Capocolonna, evento clou delle celebrazioni. La processione verso il Santuario di Capocolonna ha origini antichissime, infatti sul promontorio di Capocolonna aveva sede l'antico tempio dedicato ad Hera Lacinia, madre degli dei, patrona del matrimonio e della fertilità. Un altro aspetto importante della processione è che si svolge essenzialmente di notte, prevedendo di arrivare in prossimità della Chiesetta di Capocolonna alle prime luci dell'alba. I nostri intervistati ci hanno raccontato che in occasione di questa processione era solito portare con sé diverse pietanze cucinate la sera, quali per esempio: pasta al forno, "vrasciole" (polpette fritte di carne), timballi, cipolluzze (lampascioni) arriganate e frittate di piselli. Questi piatti venivano consumati l'indomani per pranzo sul promontorio Lacinio. Le signore intervistate ci hanno anche ricordato come spesso queste delizie non arrivassero "integre" a destinazione, ma che, soprattutto i ragazzini, "saccheggiavano" le vivande già durante il cammino. Ancora adesso molti pellegrini portano con sé del cibo da consumare lungo la strada, anche se lungo il percorso non è difficile incontrare qualche venditore ambulante di panini imbottiti soprattutto con salsiccia fresca alla griglia e peperoni e patate. Un episodio curioso ce lo ha raccontato il noto pizzaiolo Giancarlo, figura storica crotonese e proprietario della pizzeria La Gola. Questo episodio è accaduto nel 1998 in occasione della processione della Festa della Madonna, Giancarlo stava impastando le pizze ed era uscito per osservare il quadro della Madonna passare, era con il sale in mano ed improvvisamente ha sentito uno spirito divino benedirgli il suddetto sale. Successivamente all'accaduto Giancarlo ha dedicato una pizza alla Madonna di Capocolonna e l'ha chiamata "Pizza Mariana", curioso notare che fra gli ingredienti che condiscono questa pizza ci sono i carciofini selvatici, prodotto tipico della primavera e vera leccornia del territorio. Un altro intervistato ci ha confidato che in occasione della Festa della Madonna a Crotone si organizzava una gran Sagra del Pesce, e che in famiglia in quel periodo la tavola era sempre imbandita di ogni ben di Dio pescato al largo del nostro litorale. Il signore inoltre si è lamentato del fatto che una volta il pesce costava molto meno che adesso e che spesso i pescatori erano propensi a qualche piccolo "regalo" in occasione della festa tradizione che ora si è un po' persa, c'è la crisi... sospirava con un tocco di amarezza prima di salutarci. La nostra è stata una piccola inchiesta, ma ci ha fatto comprendere quanto la tradizione e la quotidianità siano strettamente connesse ed entrambe si condizionino a vicenda, soprattutto in occasione di feste e celebrazioni con retaggi molto antichi. La gastronomia è un filo di Arianna che ci accompagna nei meandri delle culture e tradizioni fino a mostrarci le radici stesse di usi e consuetudini che a noi sembrano immutati ed immutabili, ma che in realtà nascondono la storia e l'evoluzione della nostra comunità ed anche d'interi popoli.

 

 

 

 

 

 

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