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Scritto da  Pubblicato in Cultura e spettacoli Giovedì, 20 Giugno 2019 10:30

armstrong lunaL’emozionante viaggio dell’uomo sulla luna, in mostra al Palazzo Blu di Pisa, con il titolo “Explore. Sulla Luna e oltre”, è visitabile fino al 21 luglio. L’uomo di ogni epoca ha sempre puntato gli occhi verso il firmamento, cercando di scoprire, osservare e indagare i misteri dell’Universo, alcune volte inventando leggende, poesie, fiabe e racconti e altre giungendo realmente a grandi imprese, come nel caso dell’allunaggio avvenuto il 21 luglio del 1969 alle ore 2:56 e 15 secondi ora di Greenwich. La luna, millenaria compagna dei mortali, astro d’argento, dea, muta testimone di fatti e misfatti dell’umanità, finalmente trovava magici ambasciatori terrestri, gli astronauti, capaci di calpestarne il polveroso e sidereo suolo, su cui s’impresse lo scarpone tecnologico di Buzz Aldrin, regalando alle folle terrestri una sensazione di vertiginosa onnipotenza: “È un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità” (N. Armstrong).
Certo la Terra vista dalla prospettiva lunare sembrerà una fragile biglia azzurrognola sospesa nell’oscurità del vuoto cosmico; da sempre la luna si è presentata alla nostra vista come una moneta luminosa “Quivi ebbe Astolfo doppia meraviglia: che quel paese appresso era sì grande, il quale a un picciol tondo rassimiglia a noi che lo miriam da queste bande; e ch'aguzzar conviengli ambe le ciglia, s'indi la terra e 'l mar ch'intorno spande, discerner vuol; che non avendo luce, l'imagin lor poco alta si conduce.” (Orlando furioso, XXXIV, 71). Astolfo, personaggio ariostesco, nella fantasia estremamente “presaga” del poeta, scopre che la Luna è grande quanto la Terra. Le fotografie del nostro satellite ce la presentano di un polveroso chiarore, però tutt’altro che “incorruttibile”, bensì “butterata” dalle infinite collisioni con corpi celesti vaganti, soprattutto in considerazione del fatto che essa è sprovvista di atmosfera. Durante il percorso si snoda una carrellata di “memorabilia” incentrati sulla conquista dello spazio. Passo dopo passo si moltiplicano le testimonianze giornalistiche, i video e le fotografiche dei vari momenti storici più significativi. Si rivivono le atmosfere euforiche di un’epoca ormai passata, costellata da dubbi e perplessità, ma animata anche da grandi ambizioni, nascoste all’ombra della “Guerra fredda”. Alcune immagini sono davvero spettacolari: le macchie solari; l’aurora australe; le colonne di polvere sollevate dal vento stellare all’interno della Nebulosa dell’Aquila; la galassia Messier 104 (Sombrero). Non mancano gli aspetti curiosi, come la foto in cui Yuri Gagarin risulta intento a svuotare la vescica proprio sulla ruota dell’autobus che lo aveva condotto sul luogo del lancio spaziale. Da allora un bisogno fisiologico è diventato un goliardico rituale propiziatorio per tutti gli astronauti. Ampio spazio è dedicato anche al contributo italiano apportato alla ricerca scientifica in astrofisica: Vega Vettore Europeo di Generazione Avanzata); Leonardo Multi-Purpose Logistics Module (Stazione Spaziale Internazionale) e l’astronauta Samantha Cristoforetti costituiscono un vanto per il nostro paese nel mondo.
Un’area dell’esposizione è dedicata ai danni visti dall’alto provocati dall’uomo al pianeta; chi sostiene che la situazione non sia molto grave troverebbe molto probabilmente elementi sufficienti per ricredersi. L’esposizione è appassionante; i “vecchi” ragazzi ritrovano quella fantasia gioiosa che spingeva a immaginare mete sempre più lontane; i giovani di oggi potrebbero trovare nuovi spunti di riflessione per apprezzare e vivere le risorse della Terra; magari sognando scoperte scientifiche o viaggi intergalattici.
«La Luna è un deserto, […] da questa sfera arida parte ogni discorso e ogni poema; e ogni viaggio attraverso foreste battaglie tesori banchetti alcove ci riporta qui, al centro d’un orizzonte vuoto.» (Calvino, Il castello dei destini incrociati)

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 20 Giugno 2019 10:42
Romano Pesavento

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