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Presentato a Crotone "L'Ape furibonda", il libro dedicato alle undici donne calabresi che si sono contraddistinte per audacia e coraggio In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cultura e spettacoli Sabato, 16 Giugno 2018 15:05

ape furibonda presentazioneE' stato presentato a Crotone il libro "L'Ape furibonda", dedicato alle donne. "Le donne che raccontiamo - hanno detto gli autori: Cavaliere, Gemelli e Pitaro secondo quanto riporta un comunicato dell'ufficio stampa del Consiglio regionale della Calabria - sono undici donne travolgenti e cosmopolite. Nel senso che hanno vissuto in Calabria, ma avrebbero potuto vivere ovunque e, in ogni caso, come dimostra il loro destino, sono donne non hanno mai temuto la diversita', anzi ne hanno fatto un punto di forza per affrontare e orientare il loro vissuto e quello delle collettivita' cui appartenevano". Commentando la copertina del libro, la donna coi capelli al vento e lo sguardo dritto, la consigliera regionale Flora Sculco ha incrociato le storie delle undici donne alle migranti del nostro tempo: "Donne e figlie disperate alle prese con naufragi e salvataggi nel Mediterraneo. Si puo' anche, e forse giustamente, polemizzare sull'Europa che continua a essere fredda e ipocrita rispetto a un fenomeno epocale come i migranti, ma mai voltare le spalle a chi chiede aiuto. Le sindache del libro, la prima eletta in Italia a San Soste, Caterina Tufarelli Palumbo, Rita Pisano, la coraggiosa sindaca di Pedace, oppure la partigiana Giuseppina Russo emigrata a La Spezia da Roccaforte del Greco col suo compagno, le tre corritrici al Giro delle Calabrie che sfidavano consolidati conformismi, non si sarebbero mai sottratte dal prestare aiuto a uomini e donne straziate da poverta' e guerre. A chi scappa, come dice la ballata di Francesca Prestia, occorre sempre assicurare un porto! E non lo debbono fare le ninfe del mare ne' le tempeste marine, ma noi! Ciascuno di noi e ogni comunita'". Per l'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo: "Partendo dall'esemplare storia, tragica purtroppo, della contadina Giuditta Levato uccisa dal latifondo nel '46 perche' rivendicava il diritto alla terra e al lavoro, rimbalzano potentemente i concetti di giustizia e umanita' che sono parte essenziale della civilta' occidentale e che dobbiamo sempre salvaguardare. Dopo il decennio delle lotte per le terre (43-53) la nostra gente ha conosciuto l'emigrazione di massa, sui treni piu' lungi e nei cantieri del mondo ricco. Siamo stati migranti anche noi e abbiamo conosciuto dappertutto la sferza del pregiudizio e sofferto discriminazioni ed emarginazione. Questa storia, nostra e di tantissimi altri popoli, deve indurci a non demonizzare le diversita', in nessuna forma esse si presentino, e a non oltrepassare i limiti: il sospetto e la paura vanno governati. Alle disgrazie di chi oggi fugge dalla propria terra non possiamo opporre indifferenza e freddo calcolo, Non ce lo consente la Costituzione italiana e neanche il ricordo di cio' che siamo stati, perche' negli occhi di fugge si rispecchia la nostra storia". Sulla prima donna pentita di mafia, Serafina Battaglia, una delle storie del libro, commentata dall'assessore ai Servizi sociali della citta' pitagorica Alessia Romano, interpretata, in alcuni passaggi della sua testimonianza nel processo tenutosi a Catanzaro, dall'attrice Giusy Mellace che ha coordinato il dibattito sul libro edito da Rubbettino con prefazione a cura di Susanna Camusso, e' partita l'altra ballata della cantastorie dedicata alla mamma di Ilaria Alpi, Luciana, morta la settimana scorsa: "Tantu nui simu 'e cchiu'!". Una ballata dedicata a Rita Atria, Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola, Rossella Casini, Ilaria Alpi e Francesca Morvillo. "Questa ballata e' per tutte le donne colpite dalle mafie. Ma stasera - ha detto Francesca Prestia - la dedico a Luciana, la mamma di Ilaria Alpi (la giornalista che, insieme al suo operatore di fiducia Miran Hrovatin, e' stata assassinata a Mogadiscio il 20 marzo del 1994, probabilmente perche' aveva scoperto chissa' quali giri perversi del traffico d'armi). Alla mamma di Ilaria, che e' morta proprio l'altro giorno, a 85 anni, dopo aver combattuto per 24 anni per la verita' sull'omicidio di sua figlia. Ha chiuso gli occhi senza sapere chi e perche' ha assassinato sua figlia. Noi stasera siamo qui anche per chiedere giustizia per Ilaria Alpi".

 

 

 

 

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