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VIDEO│E' un disperato bisogno di legalita' quello richiamato dal cantautore crotonese Vittorio Rocca nel suo ultimo singolo In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Cultura e spettacoli Venerdì, 05 Luglio 2019 17:30

Impunità e legalità: due temi che oggi stridono, che diventano un ossimoro mal sopportato dalla società crotonese e italiana più in generale. Sono anche questi i temi al centro di “Cercasi legalità”, l’ultimo singolo lanciato in rete dal 56enne cantautore crotonese, Vittorio Rocca, oggi maresciallo dei carabinieri in quiescenza e dal 2002 attivo come autore in lingua dialettale. Ed è già dai primi due versi della track cucita da Rocca che si evincono i devastanti effetti dell’incapacità del sistema Paese a garantire il rispetto della legge e il conseguente mancato riguardo dei cittadini all’osservanza delle più elementari norme del vivere civile. «La consapevolezza che nessuno mai ti punirà fa sì che ogni cittadino si senta padrone in questa città»: è la sentenza che, senza tema di smentita, il cantautore pronuncia a denti stretti verso la sua terra. Crotone, infatti, è ancora oggi quella città che ha ben descritto, nel lontanissimo primo secolo dopo Cristo, l’autore latino Petronio nel suo celebre Satyricon: è il posto dove tutto si sovverte. «Ormai – spiega Rocca – è un problema atavico la legalità in tutta Italia e ahimè ancora di più radicata nel Sud, nella speranza che alle porte del Terzo millennio qualcosa potrà cambiare... lotto con la mia musica sempre con ironia e simpatia a portare avanti il concetto del rispetto delle regole comuni». Pochi ma efficaci versi, quelli di Rocca che però aiutano a mettere insieme i pezzi di un puzzle che racchiudono in sé le ragioni e i processi di un declino a carattere storico e mai arrestato dai tempi di Pitagora. «Cercasi legalità, legalità, cercasi legalità, legalità», ripete ossessivamente nel ritornello della sua canzone Vittorio Rocca, quasi voglia richiamare tutti a un risveglio della coscienza civile. Perché «si sente bisogno al centro e in periferia», aggiunge Rocca. «La legalità, che vuoi che sia – recita ancora la canzone – abusivismo in quantità, parcheggi in seconda e terza fila, amen, amen e così sia!», sembra quasi rassegnarsi il cantautore nell’esegesi del testo. Ma è solo il pretesto per innescare una reazione, una nuova “primavera crotonese”. «Ma chi di dover – canta ancora Rocca – che può far? Quello è un amico, l'altro è mio nipote, quello ci ha dato il voto non possiamo trattarlo male. Allora chiudi un occhio e chiudili tutt’e due... domani è normale che a Crotone si sta male». L’unica via è quella prospettata dunque nel ritornello che chiude la canzone: legalità!

Ultima modifica il Venerdì, 05 Luglio 2019 21:06
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