Protesta a Roma, agricoltori al governo "silente": «Vendetta nelle urne»
In 800 a Montecitorio col Movimento popolare nazionale, che prende le distanze dal battibecco tra l'attivista Roberto Salerno e il senatore del Pd Nicola Irto
ROMA Un grido d’allarme che parte dalle terre del Sud e arriva dritto nel cuore delle istituzioni nazionali. Questa mattina, una delegazione di circa 800 lavoratori appartenenti ai comparti dell’agricoltura, della pesca e dei trasporti ha invaso pacificamente piazza di Montecitorio a Roma. La mobilitazione, promossa dal Movimento popolare nazionale, nasce per denunciare «la rabbia dei settori coinvolti e di un’intera nazione schiacciata dal caro vita e dal collasso dei settori produttivi».

La precisazione sul battibecco in piazza
La manifestazione si è svolta in un clima prevalentemente pacifico e ordinato, salvo per un momento di tensione da cui l'organizzazione ci tiene a prendere nettamente le distanze. Il riferimento è al duro scontro verbale avvenuto in piazza tra l’attivista crotonese Roberto Salerno e il senatore del partito democratico Nicola Irto. Un episodio che il movimento derubrica ad azione personale del tutto estranea allo spirito e alla linea della piazza: «Una mobilitazione ordinata che ha registrato un isolato momento di battibecco provocato da una persona estranea alla manifestazione, prontamente allontanata dai manifestanti stessi per garantire lo svolgimento civile della protesta».

I numeri e i sacrifici della trasferta
Imponente lo sforzo organizzativo e logistico sostenuto dai partecipanti, giunti nella Capitale a bordo di circa 50 automobili e 18 autobus dopo un lungo viaggio notturno intrapreso dalla Calabria e da altre regioni del Mezzogiorno. Un’iniziativa finanziata interamente dagli stessi lavoratori: «Un viaggio estenuante, e reso possibile unicamente dallo sforzo economico dei singoli che si sono autotassati di 30 euro a testa».
La protesta contro il silenzio del governo
A scatenare la dura reazione dei manifestanti è stato l’atteggiamento dei vertici dell'esecutivo, dai quali non è giunto alcun segnale di apertura o di confronto diretto nel corso dell'intera mattinata: «Di fronte a questo sacrificio, né la presidente del Consiglio Giorgia Meloni né alcuno dei ministri ha pensato di affacciarsi o di accogliere una rappresentanza dei manifestanti a parlare». Un comportamento definibile come «una mortificazione inaccettabile che gli agri-manifestanti hanno incassato con profonda amarezza ma anche con lucidissima rabbia».

La solidarietà dei parlamentari dell'opposizione
Tra le figure politiche giunte in piazza per intercettare le istanze della protesta si segnalano esponenti dell'opposizione: «Ringraziamo il senatore Nicola Irto del Pd, e le deputate Vittoria Baldino del M5s e Maria Elena Boschi di Italia Viva-Casa Riformista, tra i pochi ad essere scesi a dare solidarietà alla piazza e impegnati a portare la questione sul tavolo nazionale».
L'avvertimento politico sulle prossime urne
L'affondo principale del Movimento popolare nazionale si concentra sul piano elettorale e sul rapporto incrinato con l'attuale maggioranza parlamentare: «Il Movimento intende ricordare al Governo che la maggior parte della gente che oggi ha manifestato è la stessa che, riponendo fiducia nelle promesse elettorali, ha votato questa maggioranza portandola al potere. Sappiano che questa rabbia griderà vendetta, una vendetta politica che si consumerà senza sconti nelle urne elettorali. La Meloni e i suoi ministri escano fuori dai palazzi e guardino in faccia la realtà prima che sia il voto a ricordarglielo».

Protesta a oltranza su tutto il territorio
La mobilitazione di Roma non si prefigura comunque come un episodio isolato, bensì come l'inizio di una vertenza ad oltranza destinata a proseguire su scala locale e nazionale: «Il Movimento popolare nazionale non si farà intimorire dall’indifferenza di Roma. Se il Governo centrale pensa che il silenzio possa fermare la rivolta dei veri produttori, ha sbagliato clamorosamente i suoi calcoli. La battaglia non si ferma, anzi. I sit-in e i presidi sparsi strategicamente su tutto il territorio regionale e nazionale proseguiranno ad oltranza anche nei prossimi giorni. Non faremo un solo passo indietro finché non otterremo risposte definitive».


