L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

L'emergenza igienico-sanitaria a Papanice

La situazione igienico-sanitaria e ambientale nella frazione Papanice del comune di Crotone ha raggiunto un livello di gravità non più tollerabile. A denunciare lo stato di degrado è il Comitato per la difesa del diritto del cittadino di Papanice, rappresentato e difeso dall'avvocato Paola Bellomo dell'Adoc di Crotone, che ha formalmente depositato un esposto-denuncia urgente. La causa principale del disagio risiede nel cronico e sistematico sversamento di reflui fognari non depurati, scaturito dall'incompiutezza e dal collasso delle reti pubbliche di raccolta.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

Il caso di via della Quercia e il problema strutturale

La situazione è definitivamente esplosa lo scorso 26 settembre, al culmine di una decina di giorni di segnalazioni inascoltate per lo sversamento di liquami fognari in via della Quercia. Sebbene a seguito dell'intervento tampone del 28 settembre i liquami in via della Quercia non sversino più, l'episodio ha riportato a galla il problema di fondo della rete, tutt'altro che risolto. La criticità strutturale risiede infatti nel fatto che le acque bianche e le acque nere confluiscono nello stesso collettamento, il quale finisce immancabilmente per sversare nei campi circostanti il quartiere ogni volta che si verifica un sovraccarico. 

Inerzia amministrativa e ipotesi di reato

Nel documento inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, ai Carabinieri Forestali, all'Arpacal e al Sindaco, il Comitato evidenzia come questo scenario sia il risultato di una perdurante inerzia amministrativa. Viene stigmatizzato il rimpallo di responsabilità tra l'ente proprietario della rete, ovvero il Comune di Crotone, il gestore del servizio idrico integrato Sorical S.p.A. e la Struttura commissariale unica per la depurazione. Tali soggetti, pur essendo a conoscenza dello stato di dissesto, avrebbero omesso di porre in essere sia interventi tampone d'urgenza sia opere strutturali risolutive.

Secondo l'esposto, il quadro prospettato potrebbe configurare diverse fattispecie penali, tra cui l'inquinamento ambientale previsto dall'articolo 452-bis del Codice penale, il getto pericoloso di cose ai sensi dell'articolo 674 e l'omissione di atti d'ufficio disciplinata dall'articolo 328. Si ravvisa inoltre una palese violazione dell'articolo 32 della Costituzione a tutela del diritto alla salute e dell'articolo 8 della Cedu relativo al rispetto della vita privata e del domicilio.

Le richieste d'intervento alle autorità

Attraverso l'azione legale intrapresa dall'avvocato Paola Bellomo, il Comitato sollecita un intervento tempestivo da parte delle istituzioni interpellate. In primo luogo si chiede l'invio urgente di personale tecnico specializzato dell'Arpacal e dei Carabinieri Forestali in via della Quercia, al fine di eseguire rilievi visivi, campionare le matrici ambientali compromesse e individuare l'esatta provenienza dei reflui.

Inoltre, il Comitato chiede che venga ordinato a Comune e Sorical di procedere all'immediata rimozione dei liquami stagnanti, alla sanificazione dei luoghi e all'adozione di interventi tecnici provvisionali urgenti per bloccare gli sversamenti e tutelare la pubblica incolumità. Infine, viene avanzata la richiesta di verificare, attraverso l'esercizio dell'azione penale, le condotte omissive o commissive dei vertici degli enti preposti e si sollecita di essere informati, ai sensi di legge, sull'eventuale archiviazione o sull'evoluzione del procedimento che verrà instaurato.

Omicidio Giglio, il gip: stava per dismettere il patrimonio immobiliare
Comunicazione, quanti mestieri dietro una sola professione