Mani sui beni dei clan a Isola: confisca da 300mila euro a pregiudicato
Stangata patrimoniale della Guardia di finanza: sotto sequestro un immobile e sorveglianza speciale estesa anche al figlio dopo i guai giudiziari e l'inchiesta Malapianta

CROTONE Confiscati in via definitiva beni per un valore di 300mila euro a carico di Luigi Raso, 68enne di Isola Capo Rizzuto. Il provvedimento, eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro a seguito della pronuncia della Corte di appello, ha riguardato, nello specifico, un fabbricato a Isola di Capo Rizzuto, costituito da 3 unità immobiliari destinate ad abitazione e attività commerciale.
Con lo stesso provvedimento, inoltre, è stata applicata al destinatario la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di 3 anni, in quanto «portatore di pericolosità sociale generica e qualificata da epoca risalente».
I precedenti e le inchieste giudiziarie
L'uomo, tra l'altro, è stato coinvolto nel processo scaturito dall'inchiesta «Malapianta», coordinata dalla Procura di Catanzaro, che ha riguardato la cosca «Mannolo» di San Leonardo di Cutro, nell'ambito della quale è risultato inserito in una organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti.
All'esito del processo di «appello bis», celebrato a seguito di rinvio dalla Suprema Corte, ha ottenuto una riduzione della pena, passando dagli iniziali 12 a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Ancora, nel 2019, è stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere, perché ritenuto responsabile dei reati di usura e di estorsione, aggravati dal metodo mafioso. All'esito del processo è stato condannato in via definitiva a 7 anni e 4 mesi di reclusione.
La misura odierna è frutto di accertamenti economico-patrimoniali condotti dal nucleo di Polizia economico-finanziaria - Gico Catanzaro, che hanno permesso dapprima di determinare i cospicui investimenti impiegati dal pregiudicato nella ristrutturazione complessiva del fabbricato già esistente e, successivamente, di documentarne la significativa sproporzione con i redditi dichiarati.
La posizione del figlio
Con tale provvedimento, è stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di 2 anni anche al figlio dell'uomo, Vittorio, di 43 anni, poiché anch'egli coinvolto nella vicenda usuraria nell'ambito della quale è stato condannato in via definitiva a 4 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre che condannato per altri reati tra i quali furto, detenzione e ricettazione di armi.


