Sedi contese in via Assisi: il Tribunale respinge il ricorso della Uil
La Sezione civile del Tribunale di Crotone ha rigettato il ricorso del sindacato condannandolo alle spese legali. Tomaino: «Un punto di giustizia a nostro favore»
CROTONE Si consuma così, tra le aule del Tribunale di Crotone, il primo “round” dopo la rottura interna che nei mesi scorsi ha travolto i vertici del sindacato territoriale e calabrese. Con un'ordinanza firmata il 30 settembre 2026, i giudici hanno infatti chiuso la battaglia legale per il controllo dello storico quartier generale di via Assisi n. 20, dove fino a poco tempo fa sventolavano le bandiere della Uil e del patronato Ital.
Una contesa esplosa all'improvviso il 23 maggio 2025, quando l'allora segretario generale Fabio Tomaino ha rassegnato le dimissioni via Pec dopo aver recesso dai contratti di locazione in essere, la cui scadenza era fissata al 10 novembre 2026 per il primo piano e al 31 agosto 2028 per il secondo.
All'insediamento della commissaria straordinaria Maria Elena Senese, scattata il 24 maggio 2025, la nuova dirigenza si è trovata le porte sbarrate e i locali già riassegnati a nuovi inquilini: la Confial nazionale al secondo piano e l'Unsic di Crotone (KR/42) al primo piano. Da qui la denuncia per un presunto «spoglio occulto» di uffici e arredi e il ricorso d'urgenza ex articolo 703 del Codice di procedura civile.
La decisione del giudice
Il Giudice della Sezione civile del Tribunale di Crotone, Ilaria De Pasquale, sciogliendo la riserva assunta nel procedimento “R.G. n. 1567/2025” attraverso la pronuncia odierna, ha dichiarato infondata la domanda cautelare.
Nella motivazione si evidenzia che al momento della risoluzione e del recesso dai contratti l'allora segretario era pienamente legittimato ad agire in nome e per conto dell’ente. Non essendo state promosse impugnative negoziali o azioni risarcitorie interne, sono stati esclusi i presupposti della clandestinità e dell'«animus spoliandi» necessari per l'azione possessoria. Il Giudice ha inoltre rilevato il difetto di legittimazione passiva della sede nazionale dell'Unsic con sede a Roma, risultando estranea alla stipula locale.
Esito e spese legali
Oltre al rigetto del ricorso principale e della domanda riconvenzionale di rilascio avanzata dalla Confial, il Tribunale ha respinto le richieste di condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 del Codice di procedura civile.
La decisione stabilisce la condanna della Uil alla rifusione delle spese di lite in favore dell'ex segretario, dei nuovi conduttori e delle sedi interessate, liquidate in 1.760 euro per ciascuna parte costituita, oltre accessori di legge, disponendo la compensazione integrale delle spese nei soli confronti della Confial nazionale per la reciproca soccombenza.
La reazione di Tomaino
«Accogliamo con serenità una decisione che rappresenta per noi un punto di giustizia e che ci consente di continuare a guardare avanti con ancora maggiore convinzione». È quanto dichiara Fabio Tomaino, segretario regionale confederale Confial Calabria, commentando l’ordinanza con la quale il Tribunale di Crotone ha rigettato il ricorso della Uil.
«Non considero questa vicenda una questione personale – prosegue Tomaino –. Dietro quella scelta c’era e c’è un gruppo dirigente che ha deciso spontaneamente e democraticamente di prendere le distanze da un modello organizzativo sindacale che non riteneva più condivisibile. È questa la dimensione che mi interessa sottolineare oggi. Abbiamo scelto un'altra strada perché crediamo in un sindacato di prossimità. Un sindacato che rafforzi i presìdi territoriali anziché allontanarsene, che viva i luoghi di lavoro e che sia presente esattamente dove nascono il disagio, le difficoltà e le rivendicazioni dei lavoratori».
Secondo Tomaino, «le logiche organizzative che abbiamo contestato tendevano sempre più ad accentrare ruoli e funzioni, indebolendo quella presenza territoriale che per noi rappresenta invece l'essenza stessa dell'azione sindacale. I problemi non si comprendono a distanza: bisogna stare accanto alle persone che li vivono. Ed è su questo solco che stiamo continuando a costruire il nostro percorso nella Confial: stare in mezzo alla gente, ascoltare, trasformare le difficoltà delle persone in vertenze e le vertenze in proposte e risultati».
Infine, il segretario Confial rivendica un modello di partecipazione basato sul coinvolgimento diretto: «Non ci interessa una partecipazione dei lavoratori proclamata negli slogan e dimenticata quando arriva il momento di decidere. Non vogliamo chiuderci nelle stanze a sottoscrivere accordi che incidono sul futuro delle persone senza che quelle stesse persone siano informate, ascoltate e coinvolte. La partecipazione che immaginiamo deve essere vera, concreta e verificabile nell'attività quotidiana. Continueremo quindi con serenità, senza rivendicazioni personali e senza spirito di rivalsa. Noi abbiamo scelto di stare lì: nei territori, nei luoghi di lavoro e in mezzo alla gente», conclude Tomaino.


