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CROTONE Una dura presa di posizione sulla situazione in cui versa la sanità crotonese e, in particolare, l'ospedale "San Giovanni di Dio". Il gruppo consiliare del Partito democratico di Crotone, composto da Andrea Devona, Annagiulia Caiazza e Mario Galea, ha diffuso una nota ufficiale per denunciare le gravi carenze strutturali e di sicurezza della struttura, annunciando il deposito di un'interpellanza urgente in vista del prossimo consiglio comunale. 

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Da sinistra: Caiazza, Devona e Galea

Di seguito si riporta il contenuto integrale della nota diffusa dai consiglieri comunali.

Nonostante i periodici proclami della politica regionali e la soddisfazione per alcune buone e attese notizie – come l'entrata in funzione dell'unità di Emodinamica, fondamentale per il nostro territorio – lo stato complessivo della sanità crotonese e, in particolare, dell'Ospedale "San Giovanni di Dio" versa in condizioni drammatiche.

I fatti di cronaca degli ultimi giorni ne sono la testimonianza più dolorosa e inconfutabile. La vicenda dell'anziano malato di Parkinson e demenza, scomparso dal reparto di Geriatria e ritrovato dopo 10 ore nei sotterranei della struttura in condizioni indegne, non è un semplice "incidente di percorso". È la spia rossa di un sistema di sorveglianza, sicurezza e gestione dei reparti che non funziona. Non è ammissibile che in un ospedale pubblico le telecamere non siano operative o che un paziente in condizioni di fragilità possa vagare inosservato per sei piani di scale».

A questa gravissima carenza strutturale e di sicurezza si aggiungono i dati allarmanti che arrivano dal settore della salute mentale: una risposta assistenziale garantita da soli 7 medici a fronte di oltre 14.000 pazienti presi in carico. Numeri da emergenza permanente che mettono a rischio sia la tenuta psicofisica degli operatori, sia il diritto fondamentale alla cura dei cittadini più vulnerabili.

Non si può continuare a scaricare il peso di inefficienze gestionali, programmatiche e strutturali unicamente sulla buona volontà, la dedizione e il senso del dovere di un personale sanitario stremato, numericamente insufficiente e portato allo stremo.

In questo quadro desolante, richiamiamo con forza quanto sostenuto con fermezza fin dalla campagna elettorale: il Sindaco di Crotone non può trincerarsi dietro il comodo alibi della mancanza di competenza diretta in materia sanitaria. Il primo cittadino è, per legge (ex art. 50 del TUEL), la massima autorità sanitaria locale. Ha il dovere politico e istituzionale di fare valere il peso della propria comunità presso la Regione e l'Asp, alzando la voce e pretendendo garanzie immediate per la tutela e la dignità della salute dei propri cittadini. L'inazione o lo scaricabarile amministrativo non sono più tollerabili.

Proprio per questo, come Gruppo Consiliare del Partito Democratico, abbiamo prontamente depositato un'interpellanza urgente affinché, nella seduta del Consiglio Comunale convocata per il prossimo 30 luglio, il Sindaco chiarisca in aula quali informazioni e relazioni abbia richiesto all'Asp e quali azioni concrete intenda intraprendere con urgenza a tutela della sicurezza dei pazienti e della sanità cittadina.

Come Gruppo consiliare del Partito democratico di Crotone esprimiamo la nostra vicinanza all'anziano e alla sua famiglia, oltre al nostro ringraziamento alle forze dell'ordine per il tempestivo intervento. Allo stesso tempo, chiediamo un'inversione di rotta immediata e non più rinviabile: servono assunzioni, investimenti reali sulla sicurezza delle strutture e una programmazione seria. La salute dei cittadini crotonesi non può essere una questione di fortuna o di isolato eroismo dei singoli».

Il dibattito in Consiglio comunale

Il caso approderà dunque nell'aula consiliare il prossimo 30 luglio. L'iniziativa del Pd punta a costringere l'amministrazione a scoprire le carte sui rapporti con i vertici dell'azienda sanitaria e sulle misure da adottare per garantire l'incolumità dei degenti e la qualità delle prestazioni mediche nel capoluogo.

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