L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Crotone ultima ruota del carro anche nei beni culturali. È di questi giorni la notizia che il prezioso diadema d’oro di Hera Lacinia, trovato a Capocolonna, e la testa di Apollo Aleo, trovata grazie agli scavi fatti a Cirò, sono in esposizione al museo archeologico dell’Acropoli di Atene per partecipare ad una iniziativa intitolata «Inspirations. Ancient Greek Art living in Italy». I due «tesori» lasciano per la prima volta il suolo italiano e vanno all’estero.

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Il rispetto del Codice dei beni culturali

I trasferimenti all’estero devono essere fatti nel rispetto dell’articolo 66 del D.Lgs 42/2004. Questo articolo, al comma 1, recita che «può essere autorizzata l’uscita temporanea dal territorio della Repubblica italiana delle cose e dei beni culturali… per manifestazioni, mostre o esposizioni d’arte di alto interesse culturale, sempre che ne siano garantite l’integrità e la sicurezza». Nel comma due viene vietata l’uscita dall’Italia per: «a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto e nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli; b) i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di collezione artistica o bibliografica». In particolare il comma 2, senza perdersi in interpretazioni macchinose, che sono avvezzi a fare i burocrati quando decidono di volere raggiungere un obiettivo, parla chiaro: «Non possono comunque uscire…».

La mancanza di contropartite per il territorio

Perché allora è stato deciso il trasporto in Grecia, nel territorio di uno stato straniero? Non c’è nemmeno la contropartita, da mettere sul piatto della bilancia della valutazione, di un ritorno favorevole a Crotone e alla sua provincia. L’organizzazione prevede di riproporre, a partire dal prossimo mese di ottobre, l’esposizione anche al museo di Reggio Calabria. E a Crotone? Si devono accontentare del fatto che si farà pubblicità sui reperti trovati negli scavi effettuati a Crotone e Cirò. Uno spicchio d’aglio, insomma. 

La disparità di trattamento rispetto a Sibari

D’altra parte, ogni volta che si fanno scelte che coinvolgono i beni culturali, Crotone viene sempre trattata come l’ultima ruota del carro: vedi tabellone delle iniziative culturali che, come è stato scritto su questo giornale, «svela uno squilibrio evidente: Sibari fa il pieno di eventi e progetti enogastronomici, a Crotone restano le briciole». Basta pensare all’iniziativa Vinitaly a Sibari. Lo sanno anche gli astemi che la capitale della produzione del vino in Calabria è il Cirotano (provincia di Crotone), ma l’iniziativa si tiene a Sibari

L'assenza di peso politico locale

Non c’è da farsi meraviglia perché Sibari può contare sulla protezione del potente assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che è originario di quella zona, e dell’occhio benevolo del presidente Roberto Occhiuto, mentre Crotone non ha santi in paradiso. I nostri politici, purtroppo, hanno dimostrato di incidere poco. A Crotone, regina dei beni culturali, non resta altro che quello spicchio d’aglio che non gradisce nessuno, altrimenti anche quello rischierebbe di essere scippato.

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