Protesta autotrasportatori, giunte tre richieste al tavolo in Prefettura
Vertice con la viceprefetta Libertini, il questore Panvino e il sindaco Voce: prezzo fisso per il carburante, defiscalizzazione dei contributi e riattivazione dell'Osservatorio

CROTONE I presidi di Passovecchio, Isola di Capo Rizzuto e Strongoli restano in piedi, mentre la rabbia dei camionisti approda sui tavoli delle istituzioni. La viceprefetta di Crotone Ester Libertini, il questore Renato Panvino e il sindaco Vincenzo Voce hanno incontrato in Prefettura i delegati degli autotrasportatori crotonesi per fare il punto su una vertenza che rischia di paralizzare l'intero territorio.
Al centro del vertice, le rivendicazioni delle imprese di trasporto. La delegazione ha depositato un documento con tre proposte nette: l'introduzione di un prezzo fisso del carburante per l'autotrasporto professionale, una forte defiscalizzazione dei contributi a sostegno di imprese e dipendenti e la immediata riattivazione dell'Osservatorio sui costi del trasporto.
Aumento del gasolio e divario infrastrutturale tra Nord e Sud
A spiegare la gravità della situazione economica e strutturale è stato Rosario Masci, che ha sottolineato che «la criticità maggiore è il costo del gasolio, che rispetto all'anno scorso è aumentato del 50%, mettendo in ginocchio l'intero settore dell'autotrasporto».
Luigi Pasquale De Fazio ha chiarito che «qualcuno si chiede perché il Nord non abbia aderito a questo sciopero. Spesso si tralascia un aspetto molto importante legato ai consumi: le nostre strade non sono uguali a quelle del Nord. Noi partiamo già con uno svantaggio economico, perché i mezzi che viaggiano nelle regioni settentrionali riescono a ottimizzare i tempi grazie a strade che permettono di sfruttare al meglio la velocità consentita nel rispetto delle ore di guida disponibili. Questi sono costi aggiuntivi che incidono fortemente sul Sud».
L'impatto sui consumatori e il proseguimento della protesta
La prospettiva di una crisi irreversibile per i contratti logistici e l'impatto sulla spesa dei cittadini sono stati rimarcati da Armando Cosentino, che ha anche rivolto un appello alla collettività locale: «I primi a dover scendere in piazza dovrebbero essere proprio i consumatori. I costi della logistica si ripercuotono direttamente sul prezzo finale dei prodotti che si trovano al supermercato».
Le imprese di autotrasporto hanno ribadito che la mobilitazione «andrà avanti finché non riceveremo risposte concrete, ovvero la messa in atto di almeno una parte dei tre punti pubblici che abbiamo presentato alle istituzioni».


