Aeroporto di Crotone in rosso nel 2026: è l'unico a perdere in Sacal
I dati dei primi nove mesi dell'anno sul traffico passeggeri evidenziano la crisi continua dello scalo, in controtendenza rispetto ai record di Lamezia e Reggio Calabria
CROTONE Se Lamezia e Reggio decollano, Crotone atterra bruscamente. Il Sistema aeroportuale calabrese archivia i primi nove mesi del 2026 con un incremento complessivo del 12,5%, superando i 3,8 milioni di passeggeri complessivi grazie alle eccezionali prestazioni dei voli internazionali.
Un quadro trionfalistico quello di Sacal che maschera una profonda spaccatura interna. Se da un lato il presidente, Luciano Vigna, esulta per le performance complessive e per il traino della stagione estiva, dall'altro i numeri evidenziano l'ennesima marginalizzazione dello scalo di Crotone, incapace di agganciarsi al trend di sviluppo della rete regionale.
A trainare la crescita è soprattutto il segmento internazionale, che sale a 1.271.941 viaggiatori (+36,8%). Il trend positivo è stato confermato anche dal mese di settembre, chiuso con 518.888 passeggeri complessivi (+18,6% su settembre 2025) e ben 210.977 presenze sui voli internazionali (+38,3%).
Il declino del Sant'Anna
Mentre Lamezia Terme corre con un imponente +23% a settembre raggiungendo 393.116 passeggeri e Reggio Calabria consolida il proprio rilancio salendo dell'8% a quota 94.909 passeggeri, lo scalo pitagorico è l'unico della regione a chiudere in flessione, fermandosi ad appena 30.863 passeggeri. Un dato negativo costante e non episodico: già nel pieno della stagione turistica l'aeroporto crotonese aveva dato chiari segnali di sofferenza con un -0,4% ad agosto.
Le ombre sulle strategie della governance
Le dichiarazioni dei vertici aziendali sulle prospettive per la stagione invernale e sul ritorno di Wizz Air sul segmento domestico rischiano di suonare vuote per il territorio crotonese. L'assenza di investimenti mirati sulla diversificazione delle rotte e sul potenziamento dei collegamenti internazionali continua a penalizzare un'area dalla spiccata vocazione turistica. Senza una pianificazione strategica integrata che metta al centro le specificità dello scalo pitagorico, gli obiettivi del piano industriale di Sacal — che puntavano a traguardi ambiziosi entro il 2027 — rischiano di rimanere sulla carta, lasciando la provincia di Crotone confinata in un perenne stato di isolamento.


