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CROTONE Viveva in una condizione di totale isolamento, costretto a turni massacranti di dieci ore al giorno, sei giorni su sei, per una paga da fame di appena 2,45 euro all'ora. È il quadro drammatico emerso dall'inchiesta del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro (Nil) di Crotone, coordinata dalla Procura della Repubblica locale, che ha portato agli arresti domiciliari il titolare di un maneggio della provincia crotonese e al sequestro preventivo della struttura. 

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La vittima, un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno, era stata adescata con la falsa promessa di regolarizzare la propria posizione in Italia, finendo invece intrappolata in un duro sistema di sfruttamento in cui doveva occuparsi interamente di pulire gli stalli e accudire oltre venti cavalli, senza neppure disporre di alcun dispositivo di protezione individuale.

L'operazione dei carabinieri

Una incisiva operazione a tutela dei diritti dei lavoratori più vulnerabili è stata portata a termine dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro (Nil) di Crotone. L'attività investigativa è stata minuziosamente condotta dai militari dell'Arma e coordinata dal procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio. L'inchiesta ha fatto luce su un grave episodio di illecita intermediazione e sfruttamento lavorativo all'interno di un maneggio della provincia crotonese. Il blitz si è concluso con l'esecuzione di un'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del titolare della struttura e con il sequestro preventivo delle infrastrutture aziendali.

La falsa promessa e l'isolamento

Grazie alla proficua sinergia tra la Procura della Repubblica e i carabinieri del Nil, da sempre in prima linea nel contrasto al fenomeno del caporalato, è stato possibile interrompere le prolungate vessazioni subite da un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il titolare del maneggio avrebbe approfittato dello stato di bisogno e di clandestinità dell'uomo, adescandolo con la falsa promessa di aiutarlo a regolarizzare la propria posizione sul territorio italiano.

Turni massacranti e paga di fame

I controlli dei militari dell'ispettorato del lavoro hanno documentato condizioni lavorative disumane: la vittima era costretta a turni di dieci ore al giorno per sei giorni alla settimana. L'operaio, costretto a lavorare in totale solitudine e completamente privo di qualsiasi dispositivo di protezione individuale, doveva occuparsi quotidianamente di accudire oltre venti cavalli e di pulire i relativi stalli. Per questa mole di lavoro, il lavoratore percepiva una retribuzione di appena 2,45 euro all'ora.

I provvedimenti della magistratura

Su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone, il Gip ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per l'indagato, V.d.L., 26 enne di Ciro' Marina, e il sequestro preventivo dei box e dei manufatti del maneggio. Si tratta di un intervento tempestivo e determinante, volto a impedire il protrarsi del reato e a confermare il costante presidio di legalità garantito dallo Stato sul territorio crotonese.

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