Sequestrato il deposito dei rifiuti dell’ex piscina Coni a Fondo Gesù
L’area usata per stoccare 4.300 metri cubi di rifiuti è stata apposta sotto sigilli. Avviso di garanzia a un dirigente. L’inchiesta dopo le proteste dei cittadini
CROTONE Era stato concepito come deposito temporaneo (deposito intermedio) ed è diventato una discarica abusiva. Il procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, ha disposto il sequestro del sito (un’area di proprietà del Comune di Crotone) che l’ente aveva realizzato nel quartiere popolare di Fondo Gesù.
Inchiesta e avviso di garanzia
La trasformazione da deposito a discarica si configura come reato e per questo nei giorni scorsi i carabinieri incaricati a effettuare l’indagine hanno consegnato nelle mani del dirigente del settore 4, Governo del territorio e grandi progetti, un avviso di garanzia.
Se alla fine del procedimento dovessero essere confermate le presunte responsabilità del Comune di Crotone saremmo di fronte alla situazione assurda che vedrebbe l’ente incaricato a garantire l’attività di controllo per impedire l’abusivismo, essere responsabile di comportamenti abusivi.
I lavori all'ex piscina Coni
La vicenda è legata agli interventi sul lungomare cittadino, via Cristoforo Colombo, dove è in atto da tempo la ricostruzione della storica piscina Coni. I rifiuti derivanti dall’intervento sono stati, infatti, smaltiti in un’area del quartiere Fondo Gesù. Un’area temporanea.
Secondo quanto raccontano i bene informati la permanenza di quei rifiuti non avrebbe dovuto superare il 31 dicembre del 2025. Il procuratore Guarascio ha, quindi, disposto un’indagine. Probabilmente sollecitato anche dalle iniziative messe in campo dall’associazione Cittadini liberi e dal Comitato Fondo Gesù che hanno organizzato anche una protesta che si è tenuta davanti la presunta discarica abusiva lo scorso 14 settembre.
Il flash mob e i dubbi sulle sostanze radioattive
È stato un flash mob con conferenza stampa, dedicato alle diverse criticità che si vivono nel quartiere. Ovviamente la centralità della protesta è stata rappresenta dalla vicenda dei circa 4.300 metri cubi di materiali provenienti dal cantiere di riqualificazione dell’ex piscina Coni trasferiti nell’area comunale di Fondo Gesù.
Nel corso della manifestazione è stato chiesto espressamente di fare piena chiarezza sull’uso del sito oggi posto sotto sequestro. Il consigliere comunale ed esponente dell'opposizione Giuseppe Trocino, che è uno degli organizzatori del flash mob, ha chiesto di chiarire soprattutto se tra quei rifiuti fermi nella “discarica” di Fondo Gesù vi siano anche sostanze radioattive.
Il sospetto che vi siano c’è. Gli abitanti del quartiere hanno già pagato un prezzo elevatissimo per l’esposizione a sostanze inquinanti essendo le loro abitazioni le più vicine all’area delle grandi fabbriche dismesse.


