L'arte bianca
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affidato
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CROTONE «Facciamo, e pretendiamo, chiarezza». Con questo imperativo il nascente Comitato cittadino "Diritto alla salute", rappresentato da Giovanni Lentini, rompe il silenzio sul futuro della sanità crotonese. 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Al centro dell'intervento c'è la costruzione del nuovo complesso ospedaliero, un’opera finanziata con 300 milioni di euro che, nelle intenzioni del Comitato, non deve limitarsi a sostituire la vecchia struttura, ma deve trasformarsi in un vero e proprio Hub sanitario di eccellenza per l'intero territorio.

L'iter procedurale per l'opera da 300 milioni

L'iniziativa per la realizzazione dell'opera nasce dall'individuazione da parte dell'Asp di Crotone, su segnalazione dell'ex direttore generale Monica Calamai, ed è stata accolta dalla Regione Calabria all'interno dell’accordo istituzionale tra Stato, Regioni e Inail.

Accordo che prevede un finanziamento di 300 milioni e che rientra nel programma di Edilizia sanitaria nazionale destinato a iniziative di elevata utilità sociale con l’anticipazione dei capitali, da parte di Inail, e la restituzione delle somme a tasso agevolato, da parte della regione Calabria che, alla fine, diventerà proprietaria dell’immobile.

Il percorso formale richiede una sequenza di passaggi amministrativi tra il Ministero della Salute, la Conferenza Stato-Regioni, l'Inail e la Regione Calabria per giungere allo sblocco definitivo dei fondi e alla stesura del progetto.

La Regione Calabria e l’Asp di Crotone, a quel punto, dovranno predisporre il progetto esecutivo che l’Inail valuterà e, se la valutazione sarà positiva, finanzierà ed, eventualmente, realizzerà la costruzione del complesso ospedaliero. Questo è l’iter.

I ritardi del Comune e i vincoli d'area

Sul piano operativo, la nota esprime forte preoccupazione per i tempi e i criteri di scelta dell'area urbanistica da parte del Comune di Crotone. La struttura dovrà sorgere su un terreno idoneo, privo di vincoli idrogeologici o archeologici, lontano dal perimetro del Sin (Sito di interesse nazionale) e ben collegato con la strada statale 106 o la strada statale 107.

Ad oggi, il Comune di Crotone è in forte ritardo, tanto da sfiorare quasi l’inadempienza. Al momento non abbiamo elementi in mano per valutare le azioni della regione Calabria che, in ogni caso, terremo sotto stretta osservazione e controllo.

Le emergenze locali e il riassetto della rete

In base al decreto ministeriale 70/2015, per l'attribuzione della qualifica di Hub sanitario è stabilito un bacino compreso tra 600mila e 1,2 milioni di abitanti, parametro che in Calabria vede già satura la quota con i tre presidi di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Tuttavia, la nota evidenzia come la provincia crotonese presenti criticità uniche che motivano un’eccezione, ipotizzando anche l'allargamento dell'utenza ai territori di San Giovanni in Fiore e Cariati.

Tra i fattori citati figurano la mancata bonifica del Sin, l'impatto degli impianti industriali (termovalorizzatore e centrali a biomasse), la presenza del Cara di Isola Capo Rizzuto e i limiti dell'attuale presidio, caratterizzato da un'alta mobilità sanitaria passiva.

Considerate tutte queste straordinarie emergenze, uniche nel loro genere, riteniamo che la costruzione del nuovo ospedale, con la dotazione di 350 /400 posti letto, completi di blocchi operatori e hub tecnologici, potrebbe e può essere un punto di partenza per ottenere il riconoscimento del nuovo presidio ospedaliero come Hub sanitario, in special modo se l’Asp allargasse la sua presenza alle città di San Giovanni in Fiore e di Cariati.

I reparti specialistici per il nuovo Hub

Per configurarsi concretamente come struttura di riferimento ad alta specializzazione, la proposta del Comitato indica l'attivazione di reparti e dipartimenti specifici:

Un’Hub possibile con la realizzazione di un Dipartimento di Emergenza e di Accettazione di secondo livello. Di un Dipartimento di Terapia Intensiva Neonatale. Di un Dipartimento di Emodinamica H24. Di un grande Centro Traumatologico. Di un Dipartimento di neurologia con un Centro Ictus di secondo livello. E, ultimo ma non ultimo, con la realizzazione di un Polo Oncologico d’avanguardia specializzato nella ricerca oncologica esposomica.

La nota si conclude sollecitando la Regione Calabria ad aggiornare il Piano sanitario regionale, sbloccando il turnover del personale e potenziando gli investimenti tecnologici per la sanità pubblica.

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