Antica Kroton, la Cisl: «Il grande progetto che non ha cambiato Crotone»
Luigi Lombardo (Filca Cisl Magna Grecia) chiede chiarimenti: «Doveva essere una grande occasione di sviluppo, rischia di restare il simbolo di un fallimento»

CROTONE «Antica Kroton doveva rappresentare una delle più grandi occasioni di riscatto per la città di Crotone. Un progetto capace di coniugare archeologia, rigenerazione urbana, occupazione, valorizzazione del patrimonio storico e nuove prospettive economiche. Oggi, invece, siamo costretti a porci una domanda tanto semplice quanto scomoda: che cosa è rimasto concretamente di quella grande promessa?». È quanto dichiara Luigi Lombardo, della Filca Cisl Magna Grecia, intervenendo sul progetto Antica Kroton e sulla sua gestione da parte del Comune di Crotone.
«La nostra critica – sottolinea Lombardo – non nasce dalla volontà di ostacolare un progetto strategico per il territorio. Al contrario, nasce dalla convinzione che Crotone meritasse molto di più. Proprio per questo è necessario fare un bilancio serio, senza propaganda e senza nascondersi dietro annunci, presentazioni e rendering».
I lavori e la rigenerazione urbana: quali risultati per la città?
«Un intervento di questa portata avrebbe dovuto lasciare segni visibili e duraturi nel tessuto urbano. Avrebbe dovuto restituire spazi alla comunità, riqualificare aree degradate, migliorare la qualità della vita dei cittadini e ricucire parti della città rimaste troppo a lungo ai margini. La rigenerazione urbana non si misura con le risorse annunciate o con le opere disegnate sulla carta: si misura con ciò che viene effettivamente realizzato, con la sua qualità e con i benefici che produce.
Per questo chiediamo di conoscere, con trasparenza, lo stato dei singoli interventi, le opere completate, quelle ancora da ultimare, i tempi effettivi, le eventuali criticità e i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi iniziali».
L’archeologia doveva diventare una risorsa, non un’occasione mancata
«Antica Kroton avrebbe dovuto trasformare la straordinaria storia di Crotone in un motore di sviluppo culturale e turistico. Ci aspettavamo una campagna di scavi capace di restituire alla città nuovi luoghi da conoscere, visitare e valorizzare, di rafforzare il rapporto tra il patrimonio archeologico e la comunità e di costruire un’offerta culturale riconoscibile anche fuori dai confini regionali.
Non basta finanziare scavi: occorre renderli parte di un progetto organico, accessibile, scientificamente solido e fruibile nel tempo. Servono percorsi di visita, collegamenti con i luoghi della cultura, servizi, promozione turistica e una strategia che trasformi le scoperte archeologiche in opportunità concrete per il territorio.
La domanda è inevitabile: quanto di tutto questo è stato réellement consegnato ai cittadini? E quale eredità duratura lascerà Antica Kroton alla città?».
Il grande assente: il lavoro
Per la Filca Cisl Magna Grecia, la questione occupazionale rappresenta uno dei punti più importanti del bilancio.
«Da un investimento pubblico di questa dimensione ci saremmo aspettati una ricaduta significativa sull’occupazione locale, sul settore delle costruzioni, sulle imprese del territorio e sulle professionalità legate al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Il lavoro non può essere una voce secondaria nei progetti di sviluppo. Bisogna sapere quante opportunità occupazionali siano state effettivamente create, quante imprese locali siano state coinvolte, quali professionalità siano state impiegate e quali ricadute siano rimaste nell’economia crotonese.
Se l’obiettivo era generare sviluppo, non possiamo accontentarci di contare le risorse stanziate. Dobbiamo contare i posti di lavoro, le competenze attivate, le imprese coinvolte e le opportunità lasciate alla comunità. Su questo terreno, il risultato appare lontano dalle aspettative che erano state alimentate».
Chi ha diretto l'operazione dovrebbe spiegare i risultati
«I grandi progetti pubblici hanno bisogno di una regia competente, di una visione strategica e soprattutto della capacità di trasformare le risorse in risultati. Per questo è legittimo chiedere conto delle scelte compiute, delle responsabilità amministrative, del coordinamento degli interventi e della distanza tra gli obiettivi annunciati e quelli effettivamente raggiunti.
Sarebbe utile che chi ha avuto ruoli di responsabilità nella costruzione e nella gestione di questa operazione contribuisse oggi a un bilancio pubblico, documentato e verificabile. I cittadini hanno diritto di sapere che cosa abbia funzionato, che cosa non abbia funzionato e perché».
E qui Lombardo affida all'ironia una considerazione amara: «A Crotone sembra che, mentre i risultati dei grandi progetti attendono ancora di essere misurati fino in fondo, le carriere e le promozioni abbiano talvolta tempi decisamente più rapidi. Evidentemente, in alcuni casi, il curriculum riesce a rigenerarsi più velocemente della città! Ma noi preferiamo un criterio molto più semplice: prima si rendicontano i risultati, poi si distribuiscono i meriti».
Una verifica pubblica, non un'altra operazione di immagine
«Chiediamo che il Comune promuova un confronto pubblico sullo stato di attuazione di Antica Kroton, con dati aggiornati, cronoprogrammi, rendicontazione degli interventi, risultati archeologici, opere effettivamente fruibili e ricadute occupazionali. Un confronto nel quale siano coinvolti il mondo del lavoro, le imprese, le organizzazioni sindacali, gli operatori culturali e i cittadini.
Crotone non ha bisogno di un’altra narrazione celebrativa. Ha bisogno di opere finite, spazi rigenerati, patrimonio archeologico valorizzato, turismo strutturato e lavoro dignitoso.
Antica Kroton avrebbe potuto essere una grande occasione per ripensare il futuro della città. Se quella promessa non si è tradotta nei risultati attesi, occorre avere il coraggio di riconoscerlo e di spiegare le ragioni di questo divario.
Perché la vera eredità di un progetto pubblico non è il racconto che se ne fa, ma ciò che rimane alla comunità quando i riflettori si spengono».


