L'arte bianca
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affidato
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CROTONE L’eco delle sonorità popolari dei Malutempu, orchestraccia di musica etno-calabrese, si è propagata sino a raggiungere la capitale, portando con sé il ritmo della tradizione e lo sguardo rivolto al Mediterraneo. 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

Il progetto musicale, guidato dal compositore e polistrumentista calabrese Antonio Olivo e prodotto dal compositore Franco Eco, ha registrato il tutto esaurito al Museo nazionale degli strumenti musicali, dove sabato 10 ottobre ha inaugurato la tredicesima edizione del Festival popolare italiano, diretto da Stefano Saletti e inserito nel cartellone di Mondi sonori. 

Un prestigioso palcoscenico per la world music

L’apertura affidata ai Malutempu ha così portato la musica calabrese in una cornice di prestigio, all’interno di uno dei più importanti appuntamenti dedicati alla world music e alle tradizioni popolari. 

Il programma, attraversando le musiche del Sud Italia e del Mediterraneo, vedrà susseguirsi artisti di rilievo come la cantautrice irlandese-siciliana Bronagh Slevin, Maria Mazzotta, una delle voci più intense del panorama della world music europea, accompagnata alla fisarmonica da Antonino De Luca, ma anche La banda del sud, Giuliana De Donno e Gabriella Aiello.

La formazione e il repertorio

Sul palco, la formazione calabrese – composta da Olivo alla chitarra e alla direzione artistica, Domenico Ierardi alla fisarmonica, Giovanni Squillacioti alle percussioni, Rosario Misuraca alla chitarra, Antonio Petitto al basso e Francesco Denaro alla lira, accompagnati dalla voce di Marzia Ruggieri – ha proposto un viaggio tra canti rituali, composizioni originali e suggestioni della tradizione orale calabrese. 

Un repertorio in cui le sonorità del territorio si aprono a una dimensione mediterranea e a contaminazioni contemporanee, trasformando un patrimonio di voci, ritmi e storie in un linguaggio capace di parlare anche al presente. Non una semplice riproposizione del passato, ma una ricerca che rielabora la tradizione e la restituisce in una veste personale, viva e riconoscibile.

Le parole del fondatore Antonio Olivo

«Portare per la prima volta i Malutempu a Roma e trovare un pubblico così numeroso e attento è stata una grande emozione – commenta Antonio Olivo, fondatore e compositore del progetto –. Tra un brano e l’altro siamo stati sommersi di applausi. Suonare in un luogo di grande valore culturale, nell’ambito di un festival così significativo, ci rende orgogliosi del percorso intrapreso e ci incoraggia a continuare a diffondere le sonorità e le radici della nostra Calabria sempre più lontano».

Il tour estivo e le tappe future

Il successo romano si inserisce in un percorso che durante l’estate ha visto l’ensemble calabrese proporre la propria musica in diverse città, dal Crotone summer festival sino al Festival internazionale della fisarmonica a Massafra e al Festival "Trans-uman-anza" a Roccella Jonica, ampliando le occasioni di incontro con il pubblico e consolidando la presenza del progetto fuori dai confini locali. 

Una crescita che passa dalla capacità di fare della musica uno strumento di racconto e valorizzazione culturale, dando voce a un patrimonio calabrese che continua a rinnovarsi, esplora nuove geografie sonore, ma mantiene sempre saldo il legame con la propria identità.

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