Crotone corre con il Cup ed è in testa nel centro-sud,la Calabria frena
L'Asp pitagorica segna +183% di prestazioni, mentre in Calabria l'abuso della Classe P per le visite non urgenti allunga i tempi fino a quattro mesi
CROTONE Nel "groviglio" delle liste d'attesa che continua a paralizzare la sanità calabrese, l'Azienda sanitaria provinciale di Crotone fa registrare un balzo record del +183% nelle prestazioni prenotate ed erogate tramite Cup nei primi mesi del 2026, pari a oltre 9.000 appuntamenti in più rispetto allo scorso anno. Un trend, questo, che pone il servizio crotonese avanti rispetto tutte le altre aziende pubbliche del centro-sud Italia.
I dati emergono dalle rilevazioni statistiche e dai rapporti ufficiali diffusi dalla Fondazione Gimbe e dall'Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) per l'anno di esercizio 2025-2026. Un'accelerazione sul territorio che prova a dare una risposta concreta ai ritardi, ma che si scontra con le ombre del quadro regionale, dove il rispetto dei tempi massimi è in calo e il 66% delle prime visite viene confinato in Classe P, trasformando le prescrizioni programmabili in un vero e proprio «effetto parcheggio» lungo quattro mesi.
Il focus locale: la reazione e i numeri dell'Asp di Crotone
I dati relativi al Centro unico di prenotazione testimoniano il tentativo della sanità pitagorica di smaltire la montagna di arretrati. Sotto la guida del direttore generale Antonio Graziano e del responsabile del servizio Cup, Pantaleone Telemaco Pedace, la crescita dell'operatività del Cup viaggia di pari passo con la spinta sulla digitalizzazione e la piena adozione del Fascicolo sanitario elettronico (Fse), settori in cui l'azienda provinciale ha raggiunto i vertici dei target fissati dalla Regione, migliorando la tracciabilità delle ricette.
Nel lavoro quotidiano di gestione degli accessi, l'Asp applica con rigore l'ordine cronologico legato alle classi di priorità assegnate dai medici di famiglia (U, B, D, P). I veri nodi operativi restano tuttavia concentrati nell'area della radiologia diagnostica: qui i carichi di lavoro storicamente pesanti su macchinari complessi come Tac e risonanze magnetiche richiedono un monitoraggio a parte per evitare che la saturazione blocchi le erogazioni.
Il contesto regionale: riforme normativo-strutturali e criticità prescrittive
Lo sforzo dell'azienda sanitaria locale deve però fare i conti con un assetto regionale che fatica a trovare stabilità. La Regione Calabria ha varato a inizio anno il proprio Piano regionale di governo delle liste d'attesa (Prgla) 2025-2027, approvato con il Dca n. 42 del 27 febbraio 2026. Un documento già destinato a essere aggiornato entro dicembre 2026 per adeguarsi alle linee guida del nuovo Piano nazionale 2026-2028, scattato a fine agosto.
I monitoraggi nazionali realizzati da Agenas e dalla Fondazione Gimbe per il periodo 2025-2026 mettono in luce le difficoltà del sistema calabrese. Il confronto tra i primi nove mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026 evidenzia un arretramento nell'aderenza ai tempi massimi: -2,7% per le prime visite e -2,1% per gli esami diagnostici.
A complicare il quadro c'è poi l'anomalia dell'appropriatezza prescrittiva: in Calabria, ben due terzi delle prime visite (66%) vengono prescritte in Classe P (la classe Programmabile, con erogazione entro 120 giorni), a fronte di una media nazionale italiana che si ferma al 34,9%. Una sproporzione usata come scappatoia per non saturare subito le urgenze, ma che finisce per ingolfare le agende a lungo termine. Una ricostruzione a cui la Commissione Sanità regionale contrappone i propri dati, sostenendo che le risposte complessive fornite per le prime visite stiano mantenendo la regione in linea con la media di molte altre aree del Paese.
Tabella riassuntiva dello stato dell'arte
| Livello | Punti di Forza / Progressi 2026 | Criticità / Nodi da Risolvere |
| Regione Calabria | Presenza del piano strutturale regionale (PRGLA); risposte complessive per le prime visite in linea con la media nazionale. | Calo del rispetto dei tempi rispetto al 2025; abuso delle prescrizioni in classe 'P' (66%). |
| ASP Crotone | Incremento record delle prestazioni erogate via CUP (+183%); ottima digitalizzazione sanitaria generale. | Gestione ancora complessa della radiologia diagnostica; tempi d'attesa lunghi per specifiche branche specialistiche. |


