Calabria a secco carburanti: è silenzio dai "grandi" media sulla crisi
Mentre gli automobilisti si mettono in coda giorno e notte per il rifornimento, la Rai e i gruppi editoriali più influenti glissano sui blocchi a Taranto e sulle proteste in arrivo
CROTONE La «nuova» democrazia impone il silenzio sulle questioni che potrebbero danneggiare l’immagine di chi governa. In Calabria e in altre parti del Sud le pompe di benzina sono chiuse e la Rai e i grandi «giornaloni» si sono girati dall’altra parte.

File di notte ai distributori rimasti a secco
Da qualche giorno in Calabria gli automobilisti si sono messi in coda (anche questa notte) per poter effettuare rifornimento di carburante che scarseggia. Molti i distributori che sono rimasti a secco. Non è un problema legato alle guerre, ma ai blocchi operati dai lavoratori ex Ilva alla raffineria Eni di Taranto da dove partono benzina e gasolio destinati ai distributori calabresi.
Blocchi stradali in arrivo: a rischio trasporti e scorte
I carburanti non escono dall’impianto di Taranto e la Calabria è già in ginocchio. Da domani e sino alla mezzanotte del prossimo 20 ottobre la situazione è destinata a peggiorare perché partono i blocchi stradali organizzati da agricoltori, camionisti e pescatori. Il fermo dei camion e i blocchi stradali avranno un impatto dirompente su tutto il sistema.
Dalle pompe di benzina ai supermercati: le possibili ricadute
L’assalto dei cittadini potrebbe spostarsi dalle pompe di benzina a supermercati, dove il rischio di esaurimento delle scorte alimentari non è del tutto peregrino. Purtroppo ci potrebbero essere ricadute anche sul sistema sanitario: fermo delle ambulanze per mancanza di carburante. Al momento si ragiona su ipotesi, anche se le prime avvisaglie (mancanza di carburante ai distributori) fanno tremare i polsi e non lasciano intravvedere nulla di buono.
La protesta di agricoltori, camionisti e pescatori sulla 106
Il blocco organizzato da agricoltori, camionisti e pescatori che chiedono un intervento serio e concreto per abbassare i costi dei carburanti dovrebbe riguardare anche la 106 e Crotone. Le categorie scese in lotta denunciano una grave situazione di crisi delle loro attività provocata dall’aumento del costo dei carburanti. Le aziende agricole, i camionisti e i pescatori non riescono più ad andare avanti se non ci sarà un intervento serio per abbassare le spese che devono sostenere per l’acquisto dei carburanti.
Il peso delle tasse sui carburanti e l'assenza delle istituzioni
Sino ad oggi, da parte di chi governa le istituzioni nazionali e regionali, ci sono stati solo interventi palliativi. Pubblicità ingannevoli i cui benefici si sono esauriti nell’arco di poche ore. La guerra c’è, ma ad avere un peso enorme sui costi dei carburanti ci sono le tasse che tutti dicono di volere abbassare. Succede come le favole all’incontrario: le tasse sui carburanti anziché diminuire aumentano.


