Ritenuta falsa polizza da 1,2 milioni per villaggio: sigilli a Le Castella
Presunta frode al Comune di Isola Capo Rizzuto per i permessi del «Gregory Village». Indagato un imprenditore di 62 anni: sotto lente le verifiche dei dirigenti dell'ente locale
ISOLA DI CAPO RIZZUTO Sequestrato il cantiere di un villaggio turistico in costruzione a Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, per una presunta frode ai danni del Comune legata alla presentazione di una falsa polizza fideiussoria a garanzia di oltre 1,2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione.
I Carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale di Crotone hanno eseguito questa mattina un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura diretta da Domenico Guarascio. Il provvedimento riguarda un'area di circa 43mila metri quadrati destinata alla realizzazione del complesso turistico-residenziale “Gregory Village”, ubicato nelle vicinanze del porticciolo turistico della frazione di Le Castella.
L'imprenditore indagato e le finte garanzie
Un imprenditore di 62 anni, legale rappresentante della società che gestisce la struttura, è indagato per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e uso di atto falso. Le indagini dei Carabinieri hanno fatto emergere una presunta frode ai danni del Comune di Isola di Capo Rizzuto, finalizzata a ottenere illecitamente la convenzione urbanistica e i relativi permessi per costruire il complesso.
In particolare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società avrebbe tentato di eludere gli obblighi di garanzia finanziaria richiesti dal Comune per la sottoscrizione della convenzione e il successivo rilascio dei titoli edilizi. La polizza fideiussoria doveva garantire il pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del costo delle costruzioni, per oltre 1,25 milioni di euro.
Le verifiche Ivass e la documentazione falsa
Nel 2020 la società aveva inizialmente tentato di depositare una garanzia rilasciata da una società svizzera, risultata non valida dopo le verifiche effettuate all'Ivass e alla Banca d'Italia.
Nel 2022 avrebbe quindi presentato un'altra polizza, apparentemente emessa da una compagnia assicurativa bulgara, che gli accertamenti della polizia giudiziaria, condotti anche attraverso l'Ivass e le autorità bulgare, hanno invece rivelato essere completamente falsa.
La documentazione avrebbe indotto in errore l'amministrazione comunale, che nel maggio 2022 ha stipulato la convenzione urbanistica, rilasciando i permessi per costruire nei mesi di agosto e settembre dello stesso anno.
I controlli sui dirigenti e i precedenti del 2008
Sono inoltre in corso verifiche sulle eventuali responsabilità dei dirigenti tecnici comunali che si sono alternati nella gestione della pratica, in relazione al mancato controllo sulla genuinità della polizza, alle attestazioni contenute nei permessi per costruire e all'eventuale omissione delle verifiche e delle misure di tutela dell'ente.
Gli investigatori hanno anche ricostruito una vicenda risalente al 2008, quando il titolare dell'azienda proprietaria dei terreni avrebbe organizzato una fittizia compravendita dei lotti tra due società per sottrarre il patrimonio societario all'applicazione di eventuali misure di prevenzione antimafia. L'operazione è stata interrotta nel 2020 dalla Corte d'Appello di Catanzaro.
I rilievi satellitari sull'avvio dei lavori
I Carabinieri hanno infine accertato, attraverso rilievi fotografici e ricostruzioni satellitari, l'avvio dei lavori edili, consistenti nella tracciatura e asfaltatura delle strade interne, nella posa di delimitazioni in cemento e pozzetti e nell'esecuzione di scavi di fondazione a geometria variabile.


