Terremoto appalti a Crotone, Manica indagato chiave dell'inchiesta (NOMI)
L'ex presidente della Provincia e altri indagati avrebbero pilotato appalti scolastici verso professionisti, ricevendo poi tangenti tramite una società occulta
CROTONE Un presunto giro di tangenti alla Provincia di Crotone è stato scoperto dai finanzieri del Comando provinciale di Crotone che stamani hanno notificato un avviso di garanzia a 20 persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere, corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico.
Al centro dell'inchiesta - denominata "Teorema" - condotta dai finanzieri del gruppo di Crotone-Nucleo Mobile, figura Fabio Manica, consigliere comunale di Forza Italia, già vicepresidente della Provincia di Crotone nonché presidente facente funzione fino a pochi giorni fa prima dello svolgimento delle elezioni del nuovo presidente.

Per Manica e altri quattro indagati per corruzione (Giacomo Combariati, Luca Bisceglia, Rosaria Luchetta e Francesco Manica), la Procura aveva chiesto misure cautelari restrittive, ma il Gip ha disposto al momento la notifica di inviti a rendere interrogatorio preventivo (fissato per il 7 aprile prossimo) prima di decidere sulle misure cautelari. L'indagine, coordinata dalla Procura diretta da Domenico Guarascio e seguita dalla pm Rosaria Multari, copre un arco temporale che va dal 2023 al 2025.
Gli inquirenti hanno monitorato una fitta rete di contatti attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo l'accusa, Manica e altri indagati, avrebbero affidato appalti sotto soglia legati all'edilizia scolastica a professionisti amici che poi versavano una parte del compenso ricevuto per i lavori, sul conto di una società formalmente intestata ad un'altra persone ma della quale, secondo gli inquirenti, Manica era socio occulto. Il denaro finiva poi su una carta di credito che sarebbe stata utilizzata dal politico.
Attraverso una triangolazione finanziaria, i fondi venivano trasferiti a una società di consulenza creata appositamente dal gruppo, giustificando i movimenti con fatture per operazioni inesistenti. Nel corso dell'operazione, 80 finanzieri sono stati impegnati in 16 perquisizioni anche informatiche, alla Provincia e al Comune di Crotone, in studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private tra la Calabria e l'Emilia-Romagna. Sono stati sequestrati beni di cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli per 400 mila euro.
L’elenco dei venti indagati
- Fabio Manica, di 48 anni, di Crotone.
- Giacomo Combariati (42), di Crotone.
- Luca Bisceglia (52), di Crotone.
- Rosaria Luchetta (47), di Crotone.
- Alessandro Vallone (45), di Crotone.
- Vicky Ingarozza (42), di Crotone.
- Francesco Manica (50), di Crotone.
- Luca Vincenzo Mancuso (46), di Crotone.
- Andrea Esposito (47), di Crotone.
- Gaetano Caccia (50), di Cutro.
- Domenico Zizza (62), di Crotone.
- Francesco Maria Benincasa (61), di Rocca di Neto.
- Raffaele Cavallaro (59), di Cirò Marina.
- Giuseppe Marinello (48), di Cirò Marina.
- Ariano Astorino (49), di Isola Capo Rizzuto.
- Antonio Otranto (56), di Isola Capo Rizzuto.
- Michele Scappatura (57), di Isola Capo Rizzuto.
- Bina Fusaro (51), di Corigliano Rossano.
- Caterina Scavo (31), di Crotone.
- Salvatore Valente (36), di Cirò Marina.
Il meccanismo escogitato dal gruppo, secondo quanto emerso dalle indagini delle fiamme gialle, prevedeva che Manica e i suoi più stretti collaboratori, come l'ingegnere Giacomo Combariati, decidessero a tavolino a quali professionisti affidare gli appalti, tutti per importi sotto soglia e quindi con affidamento diretto. Successivamente il denaro incassato da professionisti e imprese per eseguire i lavori veniva parzialmente girato sul conto di una società, la Sinergyplus srl, intestata a Combariati ma di fatto gestita da Manica. Da lì, infine, il denaro transitava sui conti personali degli appartenenti all'organizzazione.
Un meccanismo che gli inquirenti hanno ribattezzato “tangente di ritorno”. Gli appalti che Manica ha per l'autorità giudiziaria pilotato verso liberi professionisti crotonesi hanno riguardato lavori negli istituti scolastici superiori Lucifero, Pitagora, Gravina, Filolao ma anche lavori presso i comuni di Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina. Gli inquirenti hanno quantificato che Manica, in 36 mesi di attività illecita, avrebbe incassato oltre 103mila euro. Così come hanno constatato che il vicepresidente della Provincia utilizzava il denaro per viaggi in settimana bianca, l'acquisto di un'auto Bmw ma anche di vestiti, pagamento di polizze assicurative, pranzi e cene.
L'architetta Rosaria Luchetta, oltre a ricevere incarichi professionali, ha messo a disposizione le proprie competenze per recuperare finanziamenti, corrispondendo e ricevendo quote pattuite. Il commercialista di riferimento era Alessandro Vallone, sia accettando di divenire amministratore di Sinergyplus e altre società, sia garantendo la redistribuzione dei proventi. Nel gruppo anche Luca Mancuso e Andrea Esposito, entrambi dirigenti di Fenimprese, titolari di società detentrici di quote di Sinergyplus, che hanno garantito la redistribuzione indebita dei proventi degli affidamenti. Ma anche la cognata di Fabio Manica, Vicky Ingarozza, intestataria formale di quote di società, e il fratello avvocato Francesco Manica, che ha garantito assistenza legale suggerendo la partecipazione formale della moglie per mascherare la compagine societaria.
In qualità di concorrente esterno ha agito Gaetano Caccia, socio della 3E Ingegneria, facilitando in particolare le operazioni illecite nel territorio del Comune di Isola di Capo Rizzuto. Tra i tecnici della Provincia indagati figurano Francesco Mario Benincasa, dirigente del settore Edilizia scolastica, il funzionario Domenico Zizza e il responsabile del settore Bilancio, Michele Scappatura. Indagati anche il responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Cirò Marina, Giuseppe Marinello, e il funzionario del Comune di Isola Capo Rizzuto, Antonio Otranto. Tra le assegnazioni illegittime contestate, oltre a quelle per le scuole superiori di Crotone, la ristrutturazione del centro sportivo Desport da parte della Provincia di Crotone, il ripristino dell'officiosità idraulica ai Mercati saraceni e i lavori al campo di calcio di Cirò Marina, la realizzazione della mensa scolastica a Le Castella.

