L'arte bianca
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CATANZARO La determinazione dei lavoratori dell'autotrasporto e degli agricoltori calabresi sta ottenendo un primo, innegabile risultato: costringere la politica, la grande distribuzione e il mondo produttivo a fare i conti con una crisi di sistema non più rinviabile. Sebbene il confronto a Roma con il ministro Matteo Salvini non abbia ancora fornito le soluzioni strutturali e le risorse adeguate per calmierare il prezzo del carburante, la pressione esercitata dai presidi diffusi in tutta la regione ha finalmente squarciato il muro d'indifferenza, ponendo al centro dell'agenda pubblica le istanze della categoria.

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L'impatto economico dimostra il ruolo centrale dei trasporti

I forti disagi registrati nelle ultime ore sulla rete viaria regionale confermano il peso strategico che la logistica e il trasporto merci rivestono per la tenuta dell'intera economia. Pietro Falbo, presidente della Camera di commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, ha riconosciuto che la categoria sta portando avanti «un'azione importante» pur segnalando le difficoltà del sistema della Grande distribuzione organizzata (Gdo) e dell'utenza finale.

Dalla grande distribuzione commerciale arrivano le conferme della portata della mobilitazione: Gino Noto, amministratore delegato di Az spa (in Calabria concessionaria del marchio Coop), ha riferito dell'incontro d'urgenza tenutosi in Prefettura alla presenza dei vertici delle forze dell'ordine per valutare lo stato dei rifornimenti, evidenziando come i blocchi nei punti nevralgici abbiano rallentato le consegne di ortofrutta e pescheria. Un segnale tangibile di come la protesta stia concretamente dimostrando l'essenzialità del lavoro degli autotrasportatori.

Agricoltori in mobilitazione: da Crotone un segnale di dialogo, ma la protesta continua

Anche il mondo agricolo registra gli effetti di una mobilitazione che sta spingendo le rappresentanze a sollecitare interventi immediati. La Coldiretti Calabria si è rivolta direttamente alle cinque Prefetture calabresi per chiedere un coordinamento urgente e transiti prioritari per i prodotti deperibili (agrumi, kiwi, olive) e i fornimenti per la zootecnia, a riprova di come la protesta stia imponendo un confronto serrato a tutti i livelli istituzionali.

Dal fronte del Movimento popolare nazionale, tra i promotori delle agitazioni sul caro-gasolio, è arrivata la conferma che la pressione sta portando i primi frutti, pur rimanendo insufficiente rispetto alle esigenze reali delle imprese. Il Movimento ha espresso apprezzamento per la vicinanza mostrata dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dalle istituzioni provinciali e dal Consiglio regionale per i primi stanziamenti approvati. Per dimostrare apertura al dialogo, la sigla ha deciso di rimodulare la propria presenza sul territorio di Crotone, riducendo i presidi da tre a due, senza però fermare la mobilitazione complessiva in attesa di un incontro ufficiale con l'assessorato regionale all'Agricoltura.

Dall'edilizia ai consumatori: il tema dei costi della crisi è sul tavolo

L'ondata di protesta sta sollevando il dibattito anche nel settore delle costruzioni. Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, ha evidenziato le ripercussioni sulla catena di approvvigionamento di acciaio e bitume, chiedendo al Governo nazionale la concessione di ammortizzatori sociali, cassa integrazione e ristori straordinari per le imprese travolte dagli rincari e dai ritardi.

Sul fronte dei consumatori, infine, il Codacons Calabria si è inserito nel dibattito annunciando possibili azioni legali e denunce alle Procure della Repubblica qualora i blocchi continuino a impattare i servizi essenziali. Una presa di posizione che attesta una volta di più come l'azione della categoria sia riuscita a portare l'emergenza del caro-carburante all'attenzione di tutti i livelli della società civile.

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