L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Se la lettura dei dati statistici non viene effettuata analiticamente si rischia di dare informazioni false ai cittadini. Quando l’argomento trattato è quello delicatissimo della sanità il rischio di fare illudere i cittadini cresce. 

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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I dati di Agenas

L’altro ieri l’Agenas ha pubblicato il bollettino numero zero sulle liste di attesa della sanità in Italia. La lettura non analitica dei dati contenuti in questo bollettino dice che la Calabria ha fatto passi in avanti rispetto ai tempi di attesa delle visite specialistiche e degli esami diagnostici. Le richieste di visite specialistiche vengono soddisfatte nei tempi previsti per l’86,6% degli utenti e gli esami diagnostici per l’84,7%. Se ci fermiamo, senza entrare nel merito, alla valutazione del dato l’idea che viene fuori è che in Calabria la sanità ha fatto passi da gigante.

Il contrasto con la realtà

Un’idea che fa a pugni con la realtà, perché quando gli utenti calabresi sono costretti a ricorrere alle strutture sanitarie, il colpo d’occhio cambia radicalmente. I tempi di attesa sono lunghi e sempre più spesso chi ha urgenza di fare una visita specialistica o un esame diagnostico è costretto a mettere mano al portafoglio per fare presto. Questo ricorso alle attività a pagamento lascia più spazi per chi non ha soldi, o ha meno fretta di farsi visitare o fare una tac.

La classe programmabile

L’altro elemento di valutazione è quello che in Calabria viene utilizzata nel 70,1% dei casi la prescrizione in classe P programmabile entro 120 giorni (4 mesi). Significa che la maggioranza degli utenti, cioè il 70,1% nel 2025 hanno chiesto una visita dando la disponibilità a farla entro 120 giorni. Alla luce di questi fatti il dato sui passi avanti fatti dalla Calabria sui tempi di attesa non fanno gridare al miracolo.

La pubblicità non risolve i problemi

Senza questi elementi di valutazione, l’idea che si fa il cittadino calabrese della situazione sanitaria nella regione è falsa rispetto ad una realtà ben più complessa. La pubblicità non risolve i problemi ma spesso convince i cittadini a dare valutazioni positive per chi ci governa. Quando, poi, si va nei pronto soccorsi degli ospedali calabresi o si chiede un appuntamento per effettuare una tac con mezzo di contrasto o una risonanza magnetica si va a cozzare con una realtà che non ha nulla a che spartire con proiezioni e statistiche. Provare per credere.

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