L'arte bianca
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CROTONE Proseguono i controlli dei militari del Comando carabinieri per la Tutela forestale e dei parchi in forza ai nuclei di Santa Severina, Petilia Policastro e Crotone, dipendenti dal Gruppo carabinieri forestale di Crotone, sul fiume Neto.

Dopo l'operazione nel Comune di Belvedere di Spinello (Kr), che ha condotto all'arresto di due persone colte in flagranza mentre effettuavano il prelievo abusivo di materiale inerte dall'alveo del fiume, continuano le attività di vigilanza finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati ambientali nell'area fluviale.

Dodici denunce a Santa Severina e Rocca di Neto

Durante gli accertamenti investigativi tuttora in corso nei Comuni di Santa Severina (Kr) e Rocca di Neto (Kr), i militari hanno denunciato dodici persone, tra titolari di ditte e operai riconducibili a diverse imprese. Secondo quanto emerso, gli indagati, in assenza delle autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e urbanistiche (disponendo del solo nulla osta idraulico per interventi di centralizzazione e pulizia), avrebbero posto in essere sistematiche attività di movimentazione e prelievo di materiale inerte dal letto del fiume.

I reati contestati e il coinvolgimento dei tecnici

Numerosi i reati contestati: inquinamento ambientale, danneggiamento, distruzione o deterioramento di habitat in area protetta, deturpamento di bellezze naturali, furto aggravato, violazioni al Codice dei beni culturali e del paesaggio e alla normativa sulle Aree protette. Sono stati deferiti all'Autorità giudiziaria anche i tecnici progettisti dei lavori per l'ipotesi di delitto di falsità ideologica in certificati.

Scavi abusivi su proprietà privata e sequestri

In particolare, due persone (il titolare di una ditta e un operaio) sono state denunciate perché eseguivano lavori di scavo su un terreno di proprietà privata senza autorizzazione. Gli accertamenti hanno rilevato che nell'area interessata, estesa per circa 8.000 metri quadrati e con una profondità media di circa 4 metri, era in corso l'asportazione di materiale inerte per un quantitativo stimato di circa 20.000 metri cubi. I militari hanno quindi proceduto al sequestro dell'intera area, del materiale litoide estratto, di un autocarro e di un escavatore meccanico.

La tutela della Rete Natura 2000

I controlli - spiegano gli inquirenti - sono volti a tutelare nello specifico un'area di particolare pregio naturalistico ricadente nella Rete Natura 2000, ovvero la Zona di protezione speciale (Zps) denominata "Marchesato e fiume Neto", al fine di garantire la salvaguardia della biodiversità e la conservazione degli habitat naturali.

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