Sea Watch, soccorsi 101 migranti: «Sbarco a Crotone troppo distante»
Tra i profughi presi a bordo vi sono donne e bambini. Oltre trenta persone si erano lanciate in acqua per sfuggire alle minacce di uomini armati. La ong protesta
CROTONE La nave Sea Watch 5, appartenente all'omonima ong, ha portato a termine tre distinte operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale, mettendo in salvo complessivamente 101 migranti. Tra le persone recuperate a bordo figurano anche diversi bambini e donne incinte.

Tensione in mare tra minacce e lanci in acqua
Uno degli interventi si è svolto in condizioni di estremo pericolo. Secondo quanto riferito dai soccorritori, oltre trenta persone sono state costrette a gettarsi in mare a causa delle intimidazioni di uomini armati, che intimavano loro di abbandonare la precaria imbarcazione su cui stavano viaggiando. L'equipaggio dell'organizzazione non governativa è fortunatamente riuscito a trarre in salvo tutti i naufraghi finiti in acqua, evitando conseguenze tragiche.
Polemica sulla rotta e l'assegnazione dello sbarco
Per le procedure di accoglienza e sbarco, le autorità hanno disposto l'assegnazione del porto di Crotone. La scelta ha sollevato la ferma contestazione di Sea Watch: la struttura della ong specifica infatti che la destinazione richiede tre giorni di navigazione, prolungando ingiustificatamente il viaggio e la permanenza a bordo per le persone appena tratte in salvo.


