L'arte bianca
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affidato
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CROTONE In Francia gli studenti si rivoltano contro Macron mentre in Calabria e altre regioni italiane agricoltori e camionisti manifestano contro il caro carburanti. Gli studenti francesi chiedono una qualità della scuola diversa da quella che viene loro garantita dal sistema pubblico sovvenzionato con le tasse dei cittadini.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Non è una richiesta di poco conto quella che avanzano i giovani francesi, perché nella scuola si formano le nuove generazioni. Nel passato la scuola pubblica metteva tutti gli studenti sullo stesso piano, offrendo loro le medesime opportunità.

Il divario tra scuola pubblica e privata

L’unica differenza tra un giovane proveniente da una famiglia ricca e quello da una povera consisteva nel fatto che il ricco poteva godere dell’aiuto di docenti privati pagati dalla famiglia. La scuola era la stessa. Oggi le cose sono cambiate perché i ragazzi che possono contare sull’aiuto economico della famiglia possono scegliere la qualità della scuola che devono frequentare.

Chi ha soldi da investire sulla formazione dei figli può ottenere risultati eccellenti rispetto a chi, invece, frequenta la scuola pubblica dove gli insegnanti devono seguire anche sino a oltre 30 alunni per classe. I ragazzi francesi sono scesi in lotta e si propongono l’obiettivo di cambiare questa situazione che penalizza la maggioranza dei giovani in età scolare.

L'eredità della Rivoluzione francese

Si sono ribellati per chiedere classi meno numerose, edifici scolastici sicuri e meglio attrezzati e professori pagati meglio. In questo pensiero c’è un filo rosso che lega questi giovani ai loro antenati che hanno combattuto per la Rivoluzione che ha modificato il sistema mondiale.

Prima della Rivoluzione francese il potere era assigned per nascita, non a caso i governi erano rappresentati soprattutto da monarchie assolute. La Rivoluzione ha cambiato tutto, partendo proprio dalla garanzia di offrire una formazione scolastica a più giovani.

La protesta di agricoltori e camionisti in Calabria

In Francia, quindi, si tenta di mettere in campo un nuovo cambiamento epocale chiedendo la valorizzazione della scuola pubblica, in Calabria e in altri territori italiani si chiede un diverso approccio alla politica dei prezzi dell’energia che incidono su tutto il sistema economico.

Chi lavora la terra non ce la fa più a sostenere i costi. Nemmeno le famiglie ce la fanno più. La situazione drammatica, secondo le previsioni fatte dagli analisti, peggiorerà prima di Natale. Il costo dell’energia (non solo benzina e gasolio) è destinato a salire in maniera vertiginosa e, a incassare di più, non sono certo i produttori (quelli che lavorano la terra, per restare in argomento).

L'impatto dei costi e le speculazioni

Già oggi un chilogrammo di pomodori che, negli anni passati, di questi tempi costava qualche decina di centesimi, oggi supera i tre euro al chilogrammo. Gli agricoltori sono le vittime di questa situazione perché devono pagare di più i carburanti necessari per lavorare la terra e i loro introiti restano sempre gli stessi.

Chi guadagna da questa situazione sono gli speculatori. È questo il motivo della scesa in campo degli agricoltori e dei camionisti stretti nella morsa dei cannibali che approfittano sempre delle situazioni di carestie e guerre per fare aumentare i propri capitali.

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