L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Gli agenti della squadra Mobile della questura di Crotone hanno rintracciato e tratto in arresto Ali Amjiad, 40enne pakistano, che lo scorso 19 ottobre si era sottratto alla cattura nell'ambito dell'operazione che ha portato all'arresto di sei persone con le accuse di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. 

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Caccia all'uomo conclusa a Crotone

A suo carico pendeva un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Catanzaro Massimo Forciniti su richiesta della locale Dda a conclusione di un'articolata indagine sulle vessazioni subite da tempo da un commerciante, anche lui di nazionalità pakistana, costretto a versare somme di denaro non dovute per la locazione di un immobile nel centro cittadino. In quel primo frangente operativo erano già stati arrestati cinque crotonesi.

La denuncia e le richieste estorsive

L'indagine è scattata quando la vittima ha trovato il coraggio di denunciare i suoi aguzzini. Il commerciante aveva stipulato un regolare contratto di locazione per un locale commerciale, concordando un affitto di duecento euro mensili. Tuttavia il proprietario, allo stesso tempo, aveva preteso il pagamento in contanti d'un'ulteriore somma di duecento euro corrisposta rigorosamente in nero. A causa di sopravvenute difficoltà economiche incontrate nell'attività, il negoziante ad un certo punto aveva cessato di versare la quota extra non dovuta. Da quel momento, nel luglio scorso, era iniziata una vera e propria persecuzione da parte del proprietario dell'immobile, considerato dagli inquirenti il mandante dell'estorsione. Per costringere l'uomo a cedere sono quindi scattati i primi atti intimidatori da parte del gruppo.

La forza intimidatrice e il metodo mafioso

Le investigazioni coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia hanno permesso di ricostruire nei minimi dettagli un quadro presuntivo fatto di pressioni indebite e violenze morali. Gli indagati avrebbero infatti agito sfruttando la forza intimidatrice e l'evocazione del metodo mafioso per assoggettare la vittima e imporre il pagamento del canone fuori contratto. L'attività d'indagine condotta sul campo dai poliziotti della squadra Mobile ha consentito di blindare la ricostruzione dei fatti e chiudere il cerchio sull'intero gruppo, fino al rintracciamento finale del quarantenne pakistano che era riuscito a far perdere temporaneamente le proprie tracce.

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