L'arte bianca
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CROTONE I dati del report Ecosistema urbano 2026, curato da Legambiente e Ambiente Italia con «Il Sole 24 Ore», tracciano un quadro sconfortante per il capoluogo pitagorico. Crotone sprofonda al 101° posto su 106 città analizzate, fermandosi a un deludente 39,09% nell’indice di performance sostenibile. Un risultato che la colloca di fatto tra le peggiori realtà urbane d'Italia, in un blocco di coda condiviso quasi interamente con altri centri del Mezzogiorno come Caserta, Catania, Palermo e Napoli.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

La posizione critica della città evidenzia un’incapacità strutturale di rispondere alle emergenze ambientali contemporanee. Smog, ridotta efficienza della rete idrica, stasi nelle politiche sulla mobilità sostenibile e una gestione dei rifiuti ancora lontana dagli standard europei relegano il territorio a una cronica retroguardia. Il dato crotonese non rappresenta solo una bocciatura tecnica, ma riflette l'assenza di pianificazione e la lentezza nell’attuare interventi di transizione ecologica incisivi.

Il confronto con Cosenza: due velocità nella stessa regione

Il ritardo di Crotone appare ancora più evidente se messo a confronto con la traiettoria di Cosenza, autentica rivelazione dell'edizione 2026. Risalendo dal 16° posto del 2025 fino alla nona posizione assoluta, la città dei Bruzi conquista un posto nella top ten nazionale, ponendosi come l'unica eccezione virtuosa in un Meridione altrimenti affannato.

Il parallelo tra i due capoluoghi calabresi dimostra che le difficoltà del Sud non sono un destino ineluttabile, bensì il frutto di precise scelte amministrative. Dove Cosenza ha saputo investire in trasporto pubblico, ampliamento dell'isola pedonale, implementazione della raccolta differenziata e valorizzazione del verde urbano, Crotone è rimasta bloccata in un'evidente stasi progettuale.

Le sfide per il futuro della città pitagorica

Il resoconto nazionale mostra segnali generali di timida ripresa, con l'indice di performance medio dei 106 capoluoghi che sale al 55,72%. Tuttavia, mentre molte realtà medie e piccole riescono a rimontare, Crotone resta impantanata nelle ultime posizioni del Paese.

Per uscire da questa condizione di marginalità ambientale servono decisioni urgenti e non più differibili. Diventa fondamentale lavorare all'efficientamento delle reti idriche per azzerare le perdite, ripensare la mobilità urbana attraverso l'aumento dell'offerta di trasporto pubblico e raggiungere una svolta concreta sulla raccolta differenziata, allineando finalmente il capoluogo ai parametri medi nazionali. Senza un cambio di rotta radicale e una ferma tutela del suolo, il divario con le realtà più dinamiche della stessa regione rischia di diventare incolmabile.

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