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Ampliamento discarica: Wwf, ''Crotone di mette la faccia'' e meetup ''Crotone in movimento'' chiedono al Comune di ricorrere al Tar In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Sabato, 07 Settembre 2019 14:18

discarica columbra3«Diciamo “no” all'ampliamento della discarica di Columbra: Crotone non deve essere la pattumiera della Calabria, né i crotonesi meritano di continuare a morire di tumore». Lo scrivono in una nota Wwf, “Crotone ci mette la faccia” e meetup “Crotone in Movimento”.
«Bisogna avere il coraggio istituzionale – scrivono – di bloccare chi vuole fare business sulla pelle delle persone. Chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere morale e politico di dare un futuro al proprio territorio, non di farlo morire. C'è un duplice aspetto, uno tecnico-giuridico, ed uno umano. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico-giuridico, per superare questa fase emergenziale, occorre intraprendere soluzioni virtuose e sensate, destinando i rifiuti delle altre Ato calabresi fuori regione, come è già avvenuto in altre realtà territoriali che versavano in analoghe situazioni di emergenza, poiché l'annunciata sospensione dell'Ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio (spedita per conoscenza ai presidenti degli Ato calabresi ed ancora non firmata), non è in grado di bloccare il disegno nefasto dell'ampliamento della discarica di Crotone, che dovrà accogliere tutti i rifiuti solidi urbani della Calabria. Né tantomeno alcuna delibera "simbolica" del Consiglio comunale di Crotone, come sappiamo, servirà a scongiurare il progetto catastrofico destinato al nostro territorio, perché la delibera dell'assise comunale è incapace di incidere negli iter amministrativi regionali di autorizzazione».


«La soluzione più sensata, al momento – incalzano le associazioni –, rimane quella di portare i rifiuti solidi urbani calabresi fuori regione (come è già avvenuto ad esempio a Roma ed anche in altri territori). Il sindaco di Crotone, l'assessore regionale all'Ambiente ed il presidente della Regione Calabria hanno dei doveri non solo istituzionali, ma anche morali verso la popolazione di Crotone. Gli attuali rappresentanti istituzionali non possono e non devono firmare la condanna a morte del territorio crotonese. Non si adducano, sul punto, inutili preoccupazioni di natura economica, visto che risulta già il pagamento di 17.800.000,00 di eruo a favore della Sovreco SpA per seppellire i rifiuti di tutta la Calabria nella discarica di Crotone, tramite la convenzione del 15 luglio 2019 rep. 5307, stipulata dalla Regione Calabria e da tutti i presidenti degli Ato della Calabria, dove si evince anche la firma del Sindaco di Crotone. A nulla serviranno quindi le sceneggiate di protesta di Ugo Pugliese, descritte da alcune testate giornalistiche, consistenti nell'abbandono di riunioni presso gli uffici del dipartimento regionale dell'Ambiente».


«La convenzione stipulata il 15 luglio – ricordano le associazioni – scadrà il 30 settembre 2019 e intanto la Sovreco Spa sottoporrà alla verifica di assoggettabilità Vas il progetto di ampliamento in altezza della discarica sita in località Columbra, per ottenere l'autorizzazione dalla Struttura tecnica di valutazione della Regione Calabria. Per bloccare questa operazione, che potrebbe essere paventata da qualcuno a "doppia convenienza" (poiché Sovreco Spa potrebbe ambire anche ad ottenere la discarica di servizio per i rifiuti derivanti dalla bonifica del Sin), che porterebbe guadagni soltanto a poche persone e la morte certa dell'intero territorio, il Comune di Crotone dovrà partecipare attivamente sin dall'inizio alla Conferenza dei Servizi indetta dalla Commissione regionale Via/Vas, presentando almeno una memoria in cui si esprima chiaramente la contrarietà all'ampliamento della discarica di Columbra (evidenziando le varie criticità e facendo presente quanto emerso dalla relazione "Sentieri" dell'Istituto superiore di sanità in cui si acclara la più alta percentuale di decessi per tumore a Crotone), partecipando così in maniera concreta al procedimento amministrativo regionale. Qualora poi la commissione regionale si dovesse esprimere favorevolmente sull'ampliamento della discarica di Columbra (purtroppo, tutti noi ancora ricordiamo con tristezza il precedente parere dato sulla discarica di Giammiglione), il presidente della Regione infine autorizzerà con decreto l'ampliamento della discarica di Columbra e firmerà l'ordinanza contingibile e urgente, ai sensi dell'art. 191, d. lgs. 152/2006 e s.m.i., per il conferimento dei rifiuti solidi urbani di tutti gli Ato calabresi nella stessa discarica di Crotone».


«In estrema ratio, quindi, per bloccare – suggeriscono le associazioni – questa condanna a morte del nostro territorio, il Comune di Crotone dovrà esperire ricorso giurisdizionale al Tar di Catanzaro entro 60 giorni dalla loro pubblicazione degli atti regionali o ricorso al Capo dello Stato entro 120 giorni, per chiedere l'annullamento del decreto autorizzativo e dell'Ordinanza contingibile e urgente, a firma dal presidente della Regione Calabria. Poi c'è l'aspetto umano, che di questi tempi diventa prevalente rispetto a quello giuridico, perché con un colpo di spugna non si può decretare la morte di un territorio dove vivono migliaia di famiglie, in larga maggioranza con difficoltà economiche. Anche don Pasquale Aceto, il giovane prete calabrese che sfida il governatore Oliverio e dice “no” ai grattacieli della spazzatura, continua a lottare contro l'ampliamento della discarica di Crotone. Diverse associazioni ambientaliste del nostro territorio e le associazioni dei malati di tumore stanno uscendo pubblicamente con dei comunicati stampa in merito affinché questo appello sia ascoltato e si scongiuri al più presto questo disegno nefast»o.
«In conclusione – termina la nota –, tenuto conto anche dell'ulteriore aspetto dell'emergenza sanitaria in cui versa Crotone, bisogna evidenziare che il conferimento dei rifiuti fuori regione rappresenta la soluzione più sensata, seppur temporanea e limitata a questo particolare momento caratterizzato dall'eccezionalità, senza attendere ricorsi al Tar. Per evitare in futuro analoghe emergenze è necessario responsabilizzare le singole Ato calabresi, imponendo alle stesse di gestire in maniera autosufficiente i propri rifiuti, diminuendo il conferimento in discarica attraverso la raccolta differenziata. Solo così i crotonesi potranno guardare al futuro, fiduciosi di una rinascita economica del territorio».

 

 

 

 

 

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