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Antica Kroton, la senatrice Cinquestelle rincara la dose: «Sproporzione evidente e immotivata a vantaggio del Comune su risorse» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Lunedì, 26 Marzo 2018 16:24

corrado m5s«Ringrazio quanti, in Regione, Provincia e Comune, infastiditi dalle mie considerazioni sulla triplice intesa per “Antica Kroton”, hanno ritenuto di dare a me e ai cittadini qualche spiegazione in più sui contenuti del progetto. Contestualmente, però, devo informarli che continuerò a chiamare le cose con il loro nome e se il Re è nudo, – che il capo coronato sia dell’uno o dell’altro/a poco importa –, stia certo che non fingerò di ammirarne le vesti». Lo scrive la senatrice del M5s, Margherita Corrado. «Cominciamo allora col dire – scrive la senatrice – che la “torta da spartire”, definizione irriverente che tanto ha scandalizzato certe anime candide, non discende “da un finanziamento che era stato perduto e che l’attuale Giunta regionale ha rilanciato”. Carta canta, al riguardo, e se alla Cittadella hanno ‘smarrito’ quella carta, posso fornirne copia per l’archivio. I giochi di prestigio, però, non mi interessano. Mi preme invece ribadire la perplessità già espressa in merito alla ripartizione dei 61,7 milioni del progetto “Antica Kroton” fra i tre attori coinvolti (Ministero, Regione, Comune). Non posso non sottolineare, infatti, come mero dato preliminare, la sproporzione evidente e immotivata a vantaggio del Comune, trattandosi di un progetto focalizzato su beni archeologici, mentre le risorse necessarie alla realizzazione di quanto è ‘lasciato’ al Mibact appaiono puntualmente sottostimate. Ma come, diranno le solite anime candide, chi meglio dell’Amministrazione locale e regionale può fare gli interessi dei crotonesi, posto che il ministero dei Beni culturali non è esente da colpe anche gravi nel nostro territorio? Nessuno può farlo meglio di quelle, in effetti; peccato che l’esperienza ci dica che non lo fanno! Il Mibact ha le sue responsabilità ma, messo davanti agli errori commessi, faccio un paio di esempi a caso… a Capo Colonna nel 2015 (parco archeologico) e nel 2017 (Scifo), ha saputo rimediare. Quand’è stata invece l’ultima volta che Comune, Provincia e Regione hanno ammesso i propri errori e vi hanno posto rimedio? Perciò non mi fido delle amministrazioni locali più di quanto mi fidi di quella centrale e ritengo che i crotonesi facciano bene a non fidarsi più di nessuno e a vigilare, invece, in prima persona e per il tramite dei loro rappresentanti in Parlamento, pretendendo che ogni fase di un progetto così importante, su questo siamo tutti d’accordo, sia monitorata attentamente. A chi mi tacciasse di diffidenza immotivata vorrei ricordare come, in questo momento, la Soprintendenza Abap e il Comune di Crotone, due dei beneficiari della “torta”, stanno gestendo il Castello di Carlo V, bene monumentale di prim’ordine. Oggi, 26 marzo 2018, sono allagati sia la Torre Comandante, gestita direttamente dal Ministero, sia il bastione Santa Caterina, gestito in convenzione dal Comune. Entrambi gli edifici sono chiusi al pubblico da tempo immemorabile – l’ultima volta li aprimmo per due giorni col Fai nel 2015 –, com’è ‘chiuso’ il bastione S. Giacomo, spettante alla prima, dove il cancello d’ingresso è di nuovo a pezzi. Attraverso quel varco e per una delle finestre che danno sull’Orto Candela miserabili di varia fatta entrano ed escono dal bastione sia dall’interno che dall’esterno della fortezza. Ne sono messe a rischio la loro stessa incolumità e l’integrità del monumento, da tempo bisognoso di restauri prima di piangerne gli inevitabili crolli e contare qualche vittima. La gestione del bastione S. Giacomo spetta alla Soprintendenza Abap ma i problemi di sicurezza non sono di competenza del Sindaco, dal momento che il castello è aperto al pubblico? E chi deve occuparsi, perché prima o poi bisognerà pure che qualcuno se ne occupi, delle scorie da altoforno (il famigerato Cic!) sparse ovunque negli spazi a cielo aperto tra le ex caserme sede di Biblioteca e Museo Civico e i due bastioni, quelle ‘pietre blu’ che piacciono tanto ai bambini… E ancora, chi dei due coinquilini dobbiamo ringraziare per l’ultimo recentissimo scempio: i tubi che deturpano il muro contro cui è addossata la vecchia scala di accesso al Museo Civico, orrore visibile fin dall’ingresso aperto su Piazza Castello? Come che sia, l’uno è committente e l’altro responsabile di omessa vigilanza! Possiamo affidare con leggerezza alla loro gestione, una volta scavate, restaurate e musealizzate con soli 8,7 milioni – ridicolo! –, le aree di Vigna Nova, Via A. Grandi, Via Acquabona, area Stadio/Parco Pignera, parte dell’area ex Ariston Via XXV Aprile, area del nuovo teatro comunale e Piazza Villaroja? Vogliamo che facciano la fine dei sotterranei della ex Banca Popolare Cooperativa?! Ribadisco, dunque, in merito al progetto “Antica Kroton”, la richiesta di competenza, trasparenza e legalita’ già espressa nella nota del 20 marzo. Farò tutti i passi necessari, in primis ma non solo nei confronti del Ministero, per assicurare che quelle tre priorità siano condivise e rispettate da tutti gli attori. Se necessario, chiederò la nomina di un commissario ad acta del Mibact che vigili su scelte e contenuti, da ridefinire limitando il numero degli interventi ma localizzandoli ove ha senso scientificamente e per il pubblico godimento, nonché assicurando ai siti prescelti le risorse necessarie per arrivare dallo scavo fino alla fruizione, invece che restare a mezzo com’è prevedibile. Non meno attenzione si dovrà porre all’operato dei tre beneficiari della “torta” anche nell’affidamento e nell’espletamento dei lavori. Torno senza esitazione a chiamarla così e a definirla “sontuosa”, cruciale per le sorti future di Crotone e proprio per questo generatrice, è intuitivo, di appetiti malsani. Bisogna annientarli sul nascere, quegli appetiti, per dare alla nostra città e alla nostra popolazione, affamata di lavoro ma anche di regole certe per tutti, opportunità concrete e durature di miglioramento della propria condizione senza per questo sacrificare, ancora una volta e capillarmente, in nome di quella “tempestività” solo ora invocata dalla Regione e troppo spesso nemica della serieta’, il nostro già bistrattato patrimonio culturale».

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 26 Marzo 2018 16:30
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