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Antica Kroton, nuova polemica della sentrice Corrado (M5s) dopo partecipazione a convegno Lions: «Amministrazione assente» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Lunedì, 25 Giugno 2018 18:48

lions sitra corrado«Antica kroton: Il mondo alla rovescia». È il nuovo attacco della senatrice Margherita Corrado, portavoce M5s al Senato. «Sabato pomeriggio – racconta la senatrice –, nella sede crotonese della Lega Navale Italiana invece che nella sala consiliare (negata dal Sindaco di Crotone al Presidente del Lions Club Crotone Host con scuse risibili ma per ragioni intuitive) si è svolto il convegno “Passato Presente e Futuro dell’Antica Kroton”. L’onorevole Giancarlo Sitra, presidente Lions per l’anno sociale 2017-2018, mi sollecitò ad organizzarlo insieme a lui già all’inizio del 2018, prima che della mia avventura politica avesse sentore chicchessia, a cominciare da me. Mi parve da subito una ghiotta occasione per proseguire quello sforzo di disambiguazione, cioè di spiegazione del significato di una o più parole, che si rende necessario e urgente a Crotone, quando si parli dell’antica Kroton, e che m’impegna fin dal 2010. Il progetto “Antica Kroton” e le sue mille strumentalizzazioni hanno infatti falsato, nel tempo, il senso stesso delle parole. A dire “Antica Kroton”, oggi, si rischia che l’interlocutore pensi non alla più grande città di Magna Grecia, estesa dall’odierno centro storico fino al Passovecchio ma ad un settore limitato (poco più di 80 ettari) di uno solo dei tre quartieri in cui si articolava la polis achea. Non basta. A dire antica Kroton, si rischia che quello stesso interlocutore associ mentalmente il nome della città magnogreca fiorita dall’ottavo al terzo secolo a.C. a quello del piccolo abitato di epoca romano-repubblicana – appena 66 ettari e 20.000 abitanti – chiamato Pompei, reso celebre dalla narrazione pliniana dell’eruzione che nel 79 d.C. pose fine alla sua esistenza e dalla riscoperta settecentesca. La favola, anzi, la frottola dell’antica Kroton che, riportata alla luce, sarebbe una nuova o seconda Pompei ha preso piede, alimentata ad arte dai venditori di fumo di cui abbonda la società crotonese, nonostante la distanza culturale, cronologica e materiale che rende quell’accostamento del tutto inappropriato. I relatori hanno dissipato le nebbie e chiarito il quadro una volta per tutte al folto pubblico presente in sala. Dov’era e cos’era Kroton l’ha spiegato con dovizia di particolari il dott. Alfredo Ruga, funzionario archeologo del Ministero che qui lavora da trent’anni. Kroton non è Pompei, una città di Magna Grecia non è paragonabile ad una città romana, ho insistito al mio turno. Le loro vestigia, anche a prescindere dall’eruzione del Vesuvio, hanno caratteristiche del tutto diverse. Interamente scavata, l’antica Kroton delle farse comunali e regionali non somiglierebbe in alcun modo a Pompei né attirerebbe turisti a frotte, come quella, per la gioia dei crotonesi pronti a gettare l’amo… I resti di Kroton, ovunque e specialmente nell’area demaniale davanti alle fabbriche dismesse, non possono essere riportati alla luce che con enorme sforzo, lunghissimo dispendio di tempo e senza speranza di una duratura conservazione. Né sono in grado di ‘parlare’ all’utente medio. Per non dire che la bonifica mediante piantumazione di Paulownia Tomentosa attuata dal Comune ha messo le radici di detti alberi nella condizione di poter disgregare quanto superstite sotto la superficie di oltre 60 degli 80 ettari totali. Ciò nonostante, come esposto magistralmente dai dott.ri Francesco Gabellone e Giovanni Leucci dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Cnr (sede di Lecce), dopo che Vincenzo Spagnolo ha illustrato i risultati del lavoro pionieristico svolto da lui stesso e in collaborazione con l’ing. Antonio Grilletta e il dott. Pino Rende sul centro storico e sul castello, le tecniche d’indagine geognostica non invasiva consentono oggi di ‘rivedere’ quanto giace nel sottosuolo senza procedere allo scavo tradizionale. Consentono di farlo persino in presenza di edifici costruiti al di sopra dei resti archeologici, come ha dimostrato il fisico Leucci portando esempi siciliani e calabresi. L’informatica, poi, e le nuove tecnologie applicate alla divulgazione del patrimonio, trasformano quei dati in immagini fruibili e godibili da tutti: ricostruzioni in 3D, filmati ecc… In questo potrebbe consistere il futuro dell’antica Kroton, solo che si volessero impegnare le ingenti somme disponibili per raggiungere davvero l’obiettivo di valorizzazione dichiarato nel titolo del progetto. Titolo che associa ad antica Kroton anche Capo Colonna, e a quella correttamente guardano i Lions, suggerendo un più che ragionevole ripensamento delle scelte retrograde e antieconomiche della Regione e del Comune che si ostinano a concentrare gli sforzi sulla città invece di guardare al celebre santuario del Lacinio. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e per non rischiare di essere contaminati dall’esposizione di idee tanto balzane gli amministratori comunali hanno disertato in massa la sala della Lega Navale. Non così i cittadini crotonesi, la cui sensibilità è di gran lunga più raffinata di quella della loro classe dirigente, dimostratasi ancora una volta di una sconcertante inadeguatezza».

 

 

 

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