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Bonifica, il commissario Belli smentisce le parlamentari cinquestelle: «C’e' chi si limita a una lettura superficiale e strumentale dell'attivita'» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Venerdì, 25 Maggio 2018 15:30

elisabetta belli comune«In due anni di mandato prodotti anche 2 studi di fattibilità e 8 progetti. Il porto? L’Autorità portuale non ha ancora presentato il progetto di dragaggio». Lo dichiara in una nota il commissario straordinario per la bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli. «Reputo negativo – prosegue la nota – far passare il messaggio che sulla bonifica non siano stati avviati progetti e che nessun cantiere sia stato aperto. C’è chi si limita a una lettura superficiale e strumentale, che fa male innanzitutto a Crotone e ai crotonesi, che da anni attendono risposte concrete. E le meritano. La “partita” bonifica richiede infatti, per essere vinta, meno proclami, più passi concreti da parte di tutti i soggetti coinvolti e una forte coesione tra le istituzioni per raggiungere un obiettivo comune. Quell’obiettivo comune per cui mi sto battendo sin dal mio insediamento, proprio per dare finalmente risposte ai cittadini, risanando ferite ambientali aperte da tempo, tutelando la loro salute, creando premesse per il rilancio economico del territorio. Sono convinta che sia questo il modo più efficace per intervenire. Non mi preoccupano le polemiche politiche, che si sono riversate su di me già pochi mesi dopo l’inizio del mio mandato. Basti ricordare l’attacco del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, audito in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nel febbraio 2017. È uno sport nazionale diffuso attaccare chi prova a smuovere acque da tempo stagnanti. Parlano i fatti, che ricorderò brevemente, riservandomi di illustrarli nel dettaglio e di fornire chiarimenti nelle sedi competenti, qualora necessario. Fatti peraltro già ampiamente descritti nelle relazioni presentate al ministero dalla struttura commissariale. È dal 2008 che la città attende un progetto condiviso di bonifica dell’area industriale e oggi ce l’ha. Il progetto di Fase 1 (“Interventi di protezione a mare delle discariche”) è stato approvato ed è in attesa della Via (valutazione di impatto ambientale) regionale. Il progetto di Fase 2 (“Aree di proprietà Syndial-Discariche fronte mare e aree industriali”) è in istruttoria ed è in attesa dell’emanazione del decreto prefettizio sui Tenorm (i rifiuti contenenti radionuclidi naturali) rinvenuti nelle aree di progetto nonché della conclusione di un approfondimento tecnico, da me coordinato, sulle aree critiche, segnalate anche dai sindacati e dai comitati cittadini, nell’area dello stabilimento ex Pertusola, la cui conclusione è, in entrambi i casi, prevista in tempi brevi. Non è superfluo ricordare che nessun intervento può essere avviato se non decretato dal ministero dell’Ambiente e che i tempi tecnici di istruttoria ministeriale sono necessariamente lunghi. Tutti gli interventi fermi già decretati dal ministero sono stati avviati, compresa la barriera idraulica Syndial per la bonifica della falda, decretata nel 2010, collaudata e avviata solo dopo la mia nomina, così come lo scotico nell’area ex Pertusola, decretato nel 2011 ma iniziato e terminato in corso di mandato, unitamente agli altri interventi decretati nel 2017 e attualmente in corso. Si è preso altresì atto, in merito agli interventi di sperimentazione, che gli obiettivi di bonifica fissati dal decreto direttoriale protocollo numero 18/Sta del 3 febbraio 2017 non sono stati raggiunti e dunque sono state proposte alternative di intervento incluse nel Pob (Progetto operativo di bonifica) Fase 2. Inoltre, sono stati prodotti 2 studi di fattibilità e 8 progetti (senza contare le varianti non ritenute approvabili). Quello che lamentano coloro che hanno dato alle neoparlamentari una versione al limite della querela dell’attività commissariale svolta è, in realtà, che tutto ciò è stato fatto nel più rigoroso rispetto delle norme e delle risorse pubbliche assegnate, cioè evitando suggeriti incarichi professionali di progettazione esterni e affidandosi prima di tutto alle istituzioni e alle loro preziose competenze tecniche. Quanto alla cosiddetta bonifica del porto industriale, le accuse vengono respinte al mittente. Come è stato più volte chiarito negli incontri tecnici e nella corrispondenza intercorsa, il progetto di dragaggio deve essere presentato dalla competente Autorità portuale (come prevede la legge 84/1994) e “nel caso i valori di concentrazione misurati nei sedimenti di detto strato (il fondale dragato) superino i limiti di intervento … si deve attivare la procedura di bonifica” (dm Ambiente 7/11/2008). Poiché questo progetto, più volte sollecitato, non è stato ancora presentato, non è possibile dare seguito alle attività. In ogni caso, non si può ignorare il fatto che la sentenza che ha condannato Syndial al risarcimento del danno ambientale non ha ravvisato elementi concreti per riconoscere tale danno ai sedimenti marini del porto industriale. Rimane la volontà e la disponibilità a realizzare gli interventi che contribuiscono allo sviluppo socio-economico e occupazionale del territorio, ma esclusivamente in presenza dei presupposti richiesti dalla legge per il loro finanziamento».

barbuto corrado tavoloLe parlamentari del M5s Corrado e Barbuto erano state a confronto con la Consulta provinciale marittima sulle problematiche del Porto nel pomeriggio di lunedì 21 maggio scorso in un incontro tenutosi presso la Camera di commercio di Crotone. Le parlamentari cinquestelle, Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto, avevano accolto l’invito della Consulta provinciale marittima. «Tra le varie criticità sottolineate – hanno riferito in un comunicato –, alcune delle quali imputabili anche all’immobilismo dell’amministrazione comunale per quanto di sua competenza, i componenti della Consulta hanno richiesto la collaborazione delle due onorevoli in particolar modo su due questioni. La prima riguarda i disagi derivati dall’accorpamento, deciso dalla riforma Delrio del luglio 2016, dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro (in cui Crotone ricade) con quella di Messina: a causa del mancato accordo tra le due Regioni in merito alla nomina del Presidente, si è proceduto al commissariamento che sta fortemente rallentando l’assunzione di decisioni importanti riguardo alla nostra infrastruttura marittima quali, ad esempio, il piano regolatore portuale. Oltre a ciò, gli operatori del settore esprimono forti perplessità sull’adeguatezza di questa operazione di fusione, a loro parere da ridiscutere col Ministero per richiedere, invece, di far ricadere il Porto di Crotone sotto l’Autorità di Taranto, data la contiguità geografica all’interno dell’omonimo golfo ed in considerazione di altre caratteristiche che accomunano i due scali, nell’ottica di una più efficace programmazione e di un miglior coordinamento delle strategie. La seconda questione riguarda il forte ritardo della bonifica dell’area del porto industriale, solo sulla carta partita già da due anni, ma nei fatti mai concretamente avviata. La Consulta ritiene necessario che il Ministero dell’Ambiente verifichi l’operato del commissario straordinario per la bonifica, dott.ssa Elisabetta Belli, attraverso la documentazione inerente all’attività svolta, tra cui i resoconti trimestrali cui lo stesso commissario è tenuto da decreto di nomina: alla stessa è stato conferito mandato per realizzare interventi di bonifica in 24 mesi e ad oggi, ad un mese dalla scadenza, nessun cantiere è stato aperto e nessun progetto è stato prodotto! Atteso che tutti i ritardi sono ascrivibili alla struttura commissariale, occorrerà spronare il Ministero ad un’azione più risoluta, che contempli eventualmente anche la mancata proroga dell’incarico, prevista nel decreto, alla stessa Belli. Le due portavoce, molto coinvolte dalle gravi problematiche illustrate, ma altrettanto fiduciose nelle concrete possibilità di sviluppo prospettate, si sono dette pronte ad intervenire presso i due Ministeri competenti, al fine di sciogliere questi nodi e scongiurare il pericolo che il porto cittadino diventi l’ennesima scommessa persa nel già desolato quadro infrastrutturale del nostro territorio».

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 25 Maggio 2018 15:44
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