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Bonifica, interrogazione della parlamentare Braga (Pd): «Perche' il ministro non ha nominato nuovo commiassario per il Sin di Crotone?» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Giovedì, 11 Aprile 2019 16:52

chiara braga pdLa parlamentare del Pd Chiara Braga ha rivolto un’interrogazione al ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare per sapere le ragioni per le quali questi non abbia «ancora assunto alcuna determinazione in merito all’avvenuta scadenza della nomina del commissario del Sin “Crotone, Cassano, Cerchiara”; e quali atti di propria competenza intenda assumere con la massima celerità per garantire l’efficace proseguimento delle operazioni di caratterizzazione e bonifica del Sin “Crotone, Cassano, Cerchiara”».

«Il Sito di interesse nazionale di “Crotone-Cassano-Cerchiara” – è scritto nelle premesse dell’interrogazione – è stato incluso nell’elenco dei siti di bonifica di interesse nazionale con D.M. 468 del 18/09/2001. Con DM del 26 novembre 2002 è stato definito il perimetro del Sito che si estende sulla terra ferma per circa 530 ha e a mare per 1469 ha. Il SIN è stato oggetto di riperimetrazione con DM 304 del 9/11/2017 e su richiesta della Regione Calabria sono state incluse all’interno del perimetro del sito le aree esterne con presenza di CIC-Conglomerato Idraulico Catalizzato».
«All’interno del Sin – ricorda la parlamentare dem – rientrano aree pubbliche e private; per ciò che attiene alla provincia di Crotone sono comprese nel SIN: tre aree industriali dismesse (ex Pertusola, ex Fosfotec, ex Agricoltura), una discarica in località Tufolo-Farina, due discariche industriali, la fascia costiera prospiciente comprese le foci dei fiumi Esaro e Passovecchio, le aree con presenza di Conglomerato Idraulico Catalizzato CIC. Per quanto attiene alle porzioni di territorio appartenenti alla provincia di Cosenza, sono ricomprese quattro aree ubicate nei comuni di: Cassano allo Jonio, Chidichino, Treponti e Cerchiara. All’interno del SIN sono attualmente ubicati impianti per la produzione di prodotti chimici, di incenerimento e di trattamento rifiuti, centrali per la produzione da biomasse e numerose industrie alimentari».

«Lo stato di determinazione del danno ambientale – spiega l’onorevole Braga – e del relativo risarcimento, nonché le attività di caratterizzazione e bonifica delle aree comprese nel Sin, sono state oggetto di analisi e puntuale ricostruzione da parte della Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti nella XVII Legislatura, con relazione DOC. XXIII n. 50; ai sensi del decreto-legge 23 dicembre 2013, n°145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n°9 la dott.ssa Elisabetta Belli è stata nominata con DPCM del 28 giugno 2016 “Commissario Straordinario delegato a coordinare, accelerare e promuovere la realizzazione degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel sito contaminato di interesse nazionale di Crotone ”»

«In data il 15 maggio 2017 – richiama l’iter la parlamentare – è stata siglata una convenzione con l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal), a supporto delle attività del Commissario; le risorse finanziarie previste per l’attuazione della Convenzione hanno garantito la fattibilità di importanti interventi propedeutici alle attività di bonifica, senza aggravio di spesa per l’Agenzia, per un importo complessivo pari a euro 2.320.000 fino a giugno 2018. Inoltre al fine di reperire le risorse umane necessarie per l’attuazione delle molteplici attività di supporto tecnico specializzato, come da convenzione, venivano reclutate 6 unità di personale a tempo pieno e determinato».

Quindi il punto clou dell’interrogazione: «l’incarico del Commissario straordinario delegato per le attività di bonifica del Sin di Crotone è scaduto in data 28 giugno 2018; il Ministero dell’Ambiente, nonostante diverse sollecitazioni pervenute da parte della Regione Calabria, non ha assunto da allora nessuna determinazione in merito alla nomina di un nuovo Commissario. Tale condizione ha comportato un grave rallentamento delle attività di bonifica e riparazione del danno ambientale, nonché la sospensione della sopra richiamata Convenzione con Arpacal, come dichiarato in sede di audizioni da diversi soggetti istituzionali nell’ambito delle attività della Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti».

 

 

 

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