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«Così si facilitano i flussi migratori sul territorio, si lede il turismo e aumenta l'allarme sicurezza»: ecco perché Forza Italia dice no all'hotspot In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Martedì, 11 Luglio 2017 17:35

forza italia coordinamento

Problema sicurezza, facilatazione dei flussi migratori sul territorio ed eventuale concomitanza con gli approdi crocieristici. Sono le tre principali motivazioni (anche se al fianco di queste ve ne sono altre) che hanno fatto ribadire al coordinamento provinciale di Forza Italia Crotone il suo secco "no" alla realizzazione dell’hotspot sul porto cittadino per lo sbarco dei migranti così come annunciato dal ministro dell’Interno Marco Minniti. La posizione di Forza Italia, del resto, era già stata resa nota ieri, a Lamezia, nel corso di una conferenza stampa cui aveva preso parte la deputazione nazionale e regionale di Fi e nel corso della quale era stata annunciata una petizione popolare per impedire la realizione dei tre hotspot in Calabria (Crotone, Reggio Calabria e Corigliano). Favorevoli, invece, all'iniziativa del minsitro i due sindaci Ugo Pugliese e Giuseppe Falcomatà (non si è espresso ancora il sindaco di Corigliano). L’Agenda europea sulla migrazione propone la creazione di “hotspot”, letteralmente “punto caldo”, cioè centri sulle frontiere esterne dell’Unione in cui si procederà a registrare i dati personali dei cittadini stranieri appena sbarcati, fotografarli e raccoglierne le impronte digitali entro 48 ore dal loro arrivo, eventualmente prorogabili a 72 al massimo. Nel caso in cui si rifiutino di farsi identificare saranno trasferiti nei Cie al fine di essere identificati e rimpatriati. Obiettivo fondamentale è l’identificazione e, quindi, la distinzione immediata tra quanti hanno diritto a fare domanda di protezione e chi invece va rimpatriato. Ma su questa definizione, i dirigenti provinciali e regionali nutrono parecchi dubbi. A partire dal tipo di strutture che verranno realizzate sui porti calabresi e il tempo di stazionamento nelle stesse da parte dei migranti. Ecco perché, tra l’altro, il coordinatore provinciale Sergio Torromino, affiancato dall’altro componente in consiglio comunale Antonio Argentieri Piuma hanno annunciato la richiesta di un consiglio comunale ad hoc sul tema hotspot.

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 11 Luglio 2017 17:43
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