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I 9 consiglieri dimissionari di Ciro' Marina: «Da noi motivazioni amministrative e non personali»

Posted On Giovedì, 22 Ottobre 2015 12:02 Scritto da

I nove consiglieri dimissionari del consiglio comunale di Cirò Marina hanno affidato a un comunicato le motivazioni della sfiducia al sindaco Roberto Siciliani. Si tratta di Francesco Ferrara, Nicodemo Parrilla, Ferdinando Amoruso, Domenico Spataro, Leonardo Gentile, Vincenzi Chiarelli, Antonio Anania, Salvatore Malena, Carluccio Dino. Il sindaco Siciliani, ieri, a "caldo" aveva parlato di motivazioni personali e non politiche dietro la scelta clamorosa dei nove consiglieri [LEGGI ARTICOLO]. «Noi crediamo - scrivono i 9 consiglieri - che da un bel po' di tempo, gran parte della cittadinanza si sia chiesta se ci fossero dei consiglieri in seno al consiglio comunale che avvertissero la necessità, il bisogno, il coraggio politico di porre fine a un modo di amministrare condotto in maniera non consona rispetto al mandato politico ricevuto dai cittadini elettori, a salvaguardia della cosa pubblica. Ebbene - riferiscono i nove -, giorno 21 ottobre scorso, mentre altri rimanevano incollati agli scranni ed agli interessi di parte, nove consiglieri di cui cinque ex maggioranza ossia il 50% e quattro su cinque della minoranza spogliandosi temporaneamente dai colori e delle appartenenze politiche, mettendoci in prima persona la faccia, abbiamo inteso dopo un lungo e travagliato percorso noto a tutti, dare quella che per noi, ed il futuro e ne darà atto, la giusta risposta. Con molta umiltà riteniamo di aver evitato che incoscientemente si continuasse a provocare ulteriori guasti e ingiuste incombenze sui cittadini, ma soprattutto abbiamo evitato che passasse il messaggio che soli e pochi, possano condizionare lo sviluppo economico culturale di un paese che la storia lo ha voluto libero ed in continuità culturale col passato. Non può, e non deve assolutamente passare, per volontà di qualche facinoroso, il messaggio che nove consiglieri si sono incontrati e per antipatia verso il gruppo che amministra, sfiduciare il sindaco. A chi cerca di aizzare o scatenare logiche - stigmatizzano i consiglieri dimissionari - che non ci appartengono ove mai ciò si verificasse, specie cercando di infierire su chi appare essere il più debole, pare ovvio e naturale rispondere, che, si porrà riparo nei modi e i metodi previsti dallo Stato italiano. E' inutile tentare di dar vita a sopraffazioni personali o collocare il tutto in caciara. Con forza, richiamiamo l'attenzione ed il buon senso di tutti, a fare uno sforzo di correttezza politica affinché il tutto rimanga nei limiti del rispetto reciproco e delle problematiche amministrative e non sfocino, specialmente da chi a perso privilegi, in illazioni e stravaganze. La ragione della sfiducia - spiegano i nove - ha motivazioni amministrative, con origine in tempi lontani e nasce quando si verificano percorsi, metodi, atti, imposti e non condivisi, cosa questa di cui il sindaco era ampiamente informato sin dal suo insediamento; non sbaglia quindi chi sostiene che il Sindaco se la sia scritta con propria volontà, forse perché insoddisfatto da come viene supportato dagli attuali amministratori.
Aldilà delle tante contumelie sulla stampa e su facebook che sono state già dette e si diranno ed a cui non risponderemo mai per scelta e per stile, va ribadito che il nostro atto è di tutela amministrativa. La situazione è esclusivamente amministrativa, non vi sono regie o registi occulti , la nostra coscienza di consiglieri comunali, il rispetto del nostro mandato e della nostra coscienza, la volontà di difendere le future generazioni ponendo un freno ad un'azione amministrazione approssimativa e ad una gestione all'acqua di rose, a farci prendere in autonomia la scelta fatta. A tutte le provocazioni noi preferiamo non rispondere, ma saremo disponibile ad ogni confronto politico e amministrativo. Alla luce di queste considerazioni , nella convinzione più sincera ed onesta, appare necessario cominciare ad intraprendere un percorso di sintesi fra tutti coloro che hanno un vicino sentire politico. La politica deve assumere su di se l'obbligo morale anzitutto di sbiadire le bandiere di partito e dare voce e forza alle idee; il compito oggi per chi fa politica deve essere quello di fare fronte comune mettendo al bando egoismi, appartenenze e logiche orami vecchie e inutili. C'è quindi bisogno - concludono - di una Cirò Marina sociale, aperta a tutti, questo è e sarà il nostro impegno presente e futuro. Tutti insieme indistintamente dobbiamo unirci per garantire un futuro migliore».