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Lunedì, 30 Gennaio 2023

POLITICA NEWS

Key Manhattan, campagna di Europa verde: «Appurare eventuali danni alla salute»

Posted On Mercoledì, 25 Gennaio 2023 15:38 Scritto da

«Altro che bonifica. Key Manhattan inquina il mare di Crotone più e oltre che una vecchia Pertusola». È questo il titolo di campagna di comunicazione e sensibilizzazione è promossa dalle associazioni “Stop Enicidio Crotone, “Comunità laudato si'” Crotone ed Europa Verde circolo territoriale “Alexander Langer” di Crotone.

«Premesso che allo stato non si conoscono adeguatamente e con necessaria trasparenza istituzionale tutti i passaggi contrattuali e operativi, né tanto meno l’identità di ruolo gli estensori e i firmatari di un pubblicizzato accordo “privatistico” tra Eni e Comune di Crotone; procedure che avrebbero indotto il Sindaco pro tempore di Crotone, signor Vincenzo Voce, a pattuire e siglare una contrattazione finalizzata alla promozione della presenza industriale di Eni in varie zone urbane della città, altrimenti evocata quale “transazione” riguardante anche la generalità e le particolarità di un consistente contenzioso storico e pregresso, riguardante pesanti danni ambientali inferti al territorio e alla salute pubblica dalla
presenza in loco dei contraenti; considerato che la piattaforma denominata ‘Key Manhattan’ è stata
recentemente dislocata e messa in funzione nelle acque del Mare Jonio, fascia costiera Crotone-Capocolonna, in un ambito che potrebbe, ictu oculi, ricadere in zona inclusa in Area Marina Protetta, per come si evince dalla ormai notoria cartografia, di cui la Provincia di Crotone risulta essere Ente Gestore; atteso che non si hanno al momento precise e certificate informazioni sulle azioni amministrative e autorizzative eventualmente messe in atto dall’attuale presidente pro tempore della Provincia di Crotone, signor Sergio Ferrari, circa la presenza nel territorio provinciale di questa nuova attività Eni, tramite piattaforma mobile marina ‘Key Manhattan’, ovvero se siano state richieste certificazioni di Valutazione di Impatto ambientale e se siano state convocate ad hoc apposite Conferenze di Servizio, così come indica e dettaglia la normativa in materia di tutela ambientale, prevenzioni dei rischi e sicurezza sismica e idrogeologica; appreso che l’ad di Eni, signor Claudio De Scalzi, ha commentato gli accordi più recenti tra il Governo italiano e l’Algeria, evidenziando, tra l’altro, che “oggi abbiamo aggiunto un progetto sulle “fuggitive”, su tutte le emissioni che sfuggono al controllo e che sono molte nocive. E sono anche soldi, visto che il metano ormai vale quanto l’oro. L’idea è quella di riuscire a individuarle, anche attraverso il satellite e i sensori, è un lavoro molto tecnico, al cuore dell’efficienza energetica...”; auspicando che l’attuale Presidente pro tempore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, abbia intenzione di attivare l’amministrazione regionale in vista di una opportuna verifica delle attività estrattive minerarie avviate dall’Eni a Crotone, al fine di garantire ogni necessaria sicurezza ambientale all’intero territorio della Provincia e del Comune di Crotone, in primis salvaguardando le risorse naturali ed ecologiche quali il mare e l’aria, il clima e la terra, elementi basici essenziali per l’economia turistica del distretto ricettivo di Crotone e Isola Capo Rizzuto; si comunica alla pubblica opinione,alle associazioni di categoria, sindacali e datoriali, alle associazioni ambientaliste, ecc. ecc.,per il cortese tramite dei mass media, l’avvio di una Campagna di Comunicazione, sensibilizzazione e informazione che ha per titolo “Altro che bonifica. Key Manhattan inquina il mare di Crotone più e oltre che una vecchia Pertusola” con finalità di conoscenza pubblica dell’impatto ambientale nel mare e nell’aria di Crotone. Si chiede, inoltre, alle istituzioni preposte, Regione, Comune, Provincia, Ministero dell’Ambiente,Prefettura di Crotone,Guardia Costiera, Procura della Repubblica di Crotone, di appurare per la quiete e la sicurezza pubblica l’esclusione di possibili danni climatici in termini di CO2, che potrebbero essere causati dalle attività in itinere messe in marcia dalla piattaforma industriale e metanifera “Key Manhattan” di proprietà della società Eni Spa,ancorata recentemente sui fondali della costa pitagorica, in zona parco geologico Vrica-Stuni, verificandone le opportune autorizzazioni e certificazioni».