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L'EDITORIALE│Ennesimo ''bidone'' della maggioranza in consiglio: togliete il disturbo e dimettetevi, la citta' ha bisogno d'altro In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Mercoledì, 12 Giugno 2019 08:30

consiglio assenze prossima crotoneTogliete il disturbo e dimettevi! I cittadini li hanno votati per svolgere il loro ruolo all’interno del consiglio comunale e loro fanno le bizze e non partecipano ai consigli che vengono convocati. E’ una sindrome che aveva già colpito i consiglieri di maggioranza al tempo in cui era sindaco Pasquale Senatore, che si è protratta con Peppino Vallone e oggi ha contagiato gli eletti con Ugo Pugliese. Un filo rosso che, purtroppo, lega nel tempo i consiglieri comunali votati dai cittadini di Crotone. Francamente non emergono sempre le ragioni del dissenso, vuol dire che, il più delle volte, l’assenteismo in Consiglio è dovuto al mancato riconoscimento della “roba”. Alcuni consiglieri comunali, purtroppo, non vogliono essere eletti per vigilare sulle scelte della Giunta e approvare le proposte che vanno in direzione degli interessi dei cittadini. Succede, infatti, che gli stessi consiglieri partecipano ai lavori delle commissioni consiliari dove, appunto, vengono sviscerate le questioni amministrative e, poi, fanno mancare la presenza in Consiglio per mettere in difficoltà il sindaco e l’amministrazione. Viene il dubbio che la partecipazione ai lavori delle commissioni sia legata al gettone di presenza che si percepisce. Non sono contro i gettoni di presenza, perché chi lavora deve avere un compenso. Sono contro il principio che la partecipazione alle commissioni sia dovuta esclusivamente all’incasso del gettone. Se così non fosse i consiglieri parteciperebbero ai lavori del consiglio comunale per approvare o bocciare le proposte contenute all’ordine del giorno. Non è detto che i rappresentanti della maggioranza debbano passivamente approvare tutte le proposte che arrivano dalla Giunta e dal sindaco. Si possono anche bocciare o eventualmente modificare. La non partecipazione ai lavori del Consiglio è, quindi, incomprensibile e non va nella direzione dell’interesse della città e di chi è andato a votare ed ha espresso un voto di preferenza. E’ uno schiaffo ai cittadini incomprensibile. Se l’amministrazione comunale e il sindaco non fanno il loro dovere possono essere sfiduciate e la palla torna di nuovo ai cittadini. Questa dovrebbe essere la ratio. La non partecipazione al consiglio comunale sembra un ricatto. Ecco perché è meglio che chi non intende onorare il voto di preferenza dei cittadini tolga il disturbo e torni a fare quello che faceva prima di essere eletto. La città merita più rispetto.

 

 

 

 

 

Gaetano Megna

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