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L'EDITORIALE│I Demokratici accusano il Pd dell'attuale impasse amministrativo, ma a ben guardare loro hanno governato di più In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Giovedì, 10 Agosto 2017 15:13

via roma sculco

(Foto: il portone d'entrata della sede dei Demokratici su via Roma a Crotone)

Solo chi non ha peccati può scagliare la prima pietra. I DemoKratici non possono nemmeno puntare il dito, altro che lanciare la pietra. Non lo possono fare perché di riffa o di raffa hanno sempre avuto qualcuno nelle stanze del potere, fatta qualche minima eccezione. Il loro intervento sulla stampa contro il Partito democratico, quindi, va visto esclusivamente come la reazione politica in un caldo mese agostano. Con l’avvio della seconda Repubblica, prima come partito della Margherita e poi come movimento dei DemoKratici, sono stati dentro i governi del Comune di Crotone e della Provincia, fatta eccezione per il decennio Senatore al Comune, la seconda consiliatura di Vallone sempre al Comune, e una parte della consiliatura Iritale alla Provincia. L’accordo ha preso il via alla Provincia dove il leader Enzo Sculco ha gestito la delega di vicepresidente di Carmine Talarico. Sculco è stato anche candidato a sindaco contro Senatore, che lo ha sconfitto. Uscito di scena il leader massimo, il suo posto è stato preso da Emilio De Masi, sempre in sella, da Franco Pugliano e da Peppino Vallone, sino alla rottura. Solo per ricordarlo a chi ha la memoria corta, Vallone è stato imposto come candidato a sindaco della Margherita proprio da Sculco. A Crotone i Democratici di sinistra, così si chiamavano i rappresentanti del Partito democratico, tentarono di impedire la candidatura a sindaco di Vallone inutilmente. Vallone si lasciò guidare da Sculco per quasi cinque anni, poi inaspettatamente prese le distanze e fu rieletto per un altro quinquennio senza la sponsorizzazione del re di via Roma che è stato anche eletto alla Regione al tempo di Agazio Loiero. Una volta diventati DemoKratici hanno fatto l’accordo con il centrodestra entrando nella giunta regionale di Peppe Scopelliti e alla Provincia nella giunta del barone Zurlo. Oggi governano il Comune e la Provincia e hanno a mezzo servizio la rappresentanza nel consiglio regionale della Calabria. A mezzo servizio perché Flora Sculco, eletta nelle liste di Calabria in rete a sostegno di Mario Oliverio, con un piede è dentro la maggioranza e con l’altro piede resta fuori. Dal 1990 al 2017 (27 anni), i Demokratici sono rimasti fuori dalla stanza del potere a Crotone meno del Pd che, invece, ha sofferto di crisi di astinenza per 15 anni (dieci anni Senatore e cinque di Zurlo). Alla Regione, invece, sono stati presenti ininterrottamente, anche con il cambio del capitano. Fa sorridere, quindi, la polemica contro il Pd e fanno sorridere le accuse di responsabilità. Non si può pensare di menar il can per l’aia sempre e comunque. La città di Crotone ha deciso di assegnare ai DemoKratici il compito di governare e devono farlo nel migliore dei modi. Non sono, infatti, credibili quando accusano Vallone dei loro insuccessi amministrativi. A questo proposito due sono le cose che devono spiegare ai cittadini perché oggi cadono dalle nuvole quando parlano della situazione trovata al Comune e durante la campagna elettorale hanno chiesto il voto per aggiustare i danni prodotti dall’amministrazione Vallone-Pd: o mentivano durante la campagna elettorale, o mentono oggi. Anche se dovessero essere in buona fede un amministratore consapevole prende atto e programma le attività per portare la città fuori dalle secche. E’ troppo facile continuare a dire che la colpa è sempre di Vallone. La gente non ci crede più, anche perché si trova a dovere fare i conti con tutte le inefficienze compresa quella buca in piazza Pitagora, che è ancora lì a confermare l’inefficienza amministrava. Potete anche dirlo che quella buca l’avete ereditata da Vallone, ma la gente giustamente sa che l’incapacità di aggiustarla è tutta vostra. Meno polemiche e più fatti è questa la richiesta della città. Avete ancora quattro anni e sarebbe un delitto pensare di passarli accusando Vallone o raccogliendo frutti da alberi piantati da altri. Certi Progetti arrivano a compimento perché sono state espletate tutte le trattative. Certo è anche merito dell’ultimo arrivato chiudere una partita, ma non si può pensare di spacciare la chiusura della vertenza bonifica partecipando a tre o quattro incontri, perché se fosse così avete nelle vostre file Capitan America e finora lo avete impegnato solo in tre o quattro riunioni per la bonifica perché tutto il resto non è ancora decollato.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 10 Agosto 2017 15:27
Gaetano Megna

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