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L'EDITORIALE│Il dramma di chi subisce anche il Decreto dignita': non serve arrampicarsi sugli specchi, si lavori per una soluzione In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Giovedì, 17 Gennaio 2019 10:01

protesta datel abramo crotone decreto dignitàIl dramma di una città che subisce anche il Decreto dignità. Sono ormai lontani i tempi in cui migliaia di crotonesi campavano di lavoro e di salario. Oggi si vive principalmente di pensioni e il lavoro è diventato sempre più una chimera. I giovani che legittimamente vorrebbero restare a Crotone non hanno prospettive di poter contare su un lavoro a tempo indeterminato e, quindi, devono sbarcare il lunario vivendo alla giornata. Molto spesso questo significa sopravvivere con la paghetta dei genitori o dei nonni. I più fortunati lavorano a tempo pieno e nel novero dei fortunati vanni collocati anche coloro che prestano attività lavorative precarie. Dopo la dismissione delle fabbriche storiche a Crotone il lavoro è stato principalmente assicurato dalla “Datel”, azienda del gruppo Abramo, regalata alla città da Romano Prodi nel 1996 per ristorarla dai danni subiti dalla grave alluvione che provocò anche sei morti. In questa azienda hanno lavorato e lavorano migliaia di giovani: alcuni con incarico a tempo indeterminato (i più fortunati), altri con incarico precario. I precari sono riusciti per anni a sbracare il lunario, anche restando a Crotone. Non hanno potuto realizzare progetti a lunga scadenza, ma hanno avuto un salario che li ha resi indipendenti dalla paghetta del nonno. L’azienda ha sempre sostenuto che non era possibile trasformare l’incarico da precario a tempo indeterminato, perché una parte del lavoro è determinato dalle commesse, che non sono a tempo indeterminato. Dal 1996 ad oggi molti giovani precari hanno avuto la possibilità di sopravvivere. L’entrata in vigore del Decreto dignità ha tagliato le gambe e la speranza ai precari di Crotone. Circa 400 dipendenti non avranno più il lavoro precario. Questo il dato su cui riflettere, al di là dei buoni propositi di chi ha proposto e approvato il Decreto dignità. Il risultato ottenuto a Crotone è sotto gli occhi di tutti e non serve arrampicarsi sugli specchi per giustificare la scelta. A Milano il Decreto potrà anche produrre effetti benefici, ma a Crotone e nel Sud (la parte dell’Italia che ha la percentuale di disoccupati più alta) sta avendo un effetto devastante, perché sta cancellando anche il lavoro precario. Questo non va bene, al di là di chi ha proposto il Decreto e delle buone intenzioni. Ecco perché c’è la necessità di trovare una soluzione per i giovani di Crotone e del Sud, che vorrebbero vivere la propria vita dove sono nati e hanno gli affetti e le radici culturali.

 

 

 

 

Gaetano Megna

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