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L'EDITORIALE│Il ''lumbard'' nostrano al centro del dibattito nazionale, ma ce l'ha ''durino'': nessun placet da Lega e Chiesa In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Giovedì, 07 Marzo 2019 15:21

cerrelli salviniIl “lumbard” nostrano al centro del dibattito nazionale. Se l’idea era quella di accendere i riflettori su di sé Gianfranco Cerrelli, il nostro “ce l’ho duro”, c’è riuscito pienamente. La stampa, se pur qualche ora, gli ha riservato più spazio di Matteo Salvini. Segno dei tempi che cambiano: una volta l’attenzione era rivolta a chi raccontava cose serie, oggi i riflettori si accendono su chi racconta “cazzate”. Più grossa la racconti e più attenzione riesci ad avere. Non è la prima volta che il nostro “ce l’ho durino” fa l’omofobo e attacca le donne. Lo ha fatto più volte da giurista cattolico, sollevando anche qualche piccola polemica. Oggi la sua notorietà è esplosa, anche se consensi non ne ha avuto. Dalle sue teorie da “integralista cattolico” ha preso le distanze persino Salvini. Il “ce l’ho” durino non ha fatto una piega e oggi ha diffuso un nuovo comunicato di chiarimento del suo pensiero. Nel nuovo messaggio ha scritto che è stato stravolto quello che voleva dire. Possibile che tutti hanno intrepretato in maniera sbagliata quello che voleva dire? Lui dice questo, ma a leggere quello che ha scritto nel volantino tutti hanno capito che la sua idea della donna è quella della fattrice: regina della casa e macchina che sforna figli. Attenzione a non interpretare male il suo pensiero: nella donna che lui ha in mente non c’è sesso, ma dovere coniugale e morale. Si può fare sesso, ma solo con l’obiettivo di fare figli. Il suo pensiero è chiaro: i figli si fanno solo in maniera tradizionale e non ricorrendo all’aiuto della scienza. La chiesa non vuole ed è peccato. Ve lo ricordaste Galilei? Ha fatto il carcere perché si era azzardato a dire che la terra era rotonda. Una eresia che gli ha fatto rischiare il patibolo in un periodo in cui la chiesa professava che la terra era piatta. In queste settimane la Rai sta trasmettendo il film tratto dal libro Il nome della rosa scritto da Umberto Eco. In quel libro il grande maestro della letteratura italiana rappresenta uno spaccato del medioevo e di come la chiesa ed il cattolicesimo abbiano tentato con ogni mezzo di bloccare il progresso. Quella chiesa arretrata e arroccata sulle proprie credenze ha messo in piedi il tribunale dell’inquisizione. Non me ne voglia il nostro “lumbard”, ma quando leggo le cose che scrive mi viene da fare una similitudine con quel tipo di cattolicesimo. Per fortuna la chiesa non è quella del “ce l’ho durino”. Nella chiesa di oggi ci sono figure illuminate come papa Francesco, che non prendono in considerazione le “battaglie” di Cerrelli. Il papa pone altre questioni e lo fa senza timore. Questa chiesa illuminata sorride e non prende sul serio il lumbard nostrano. Forse anche la stampa nazionale avrebbe dovuto sorridere come si fa quando ci si trova davanti ad uno che l’ha sparata grossa.

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 07 Marzo 2019 15:42
Gaetano Megna

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