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L'INTERVISTA│Pd di Crotone verso la ricostruzione... tra nuove alleanze e malumori. Tricoli: «Consiglieri rispondano al partito» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Politica Giovedì, 30 Maggio 2019 10:09

tricoli livadotiI numeri hanno la loro importanza e spaperli interpretare è ancora più importante. Sta alla bravura di chi ne è in possesso, quindi, saperne fare un buon uso al momento opportuno. Ed è così anche e soprattutto in politica dove, ogni analisi, inizia sempre con un occhio rivolto ai voti raccolti in occasione delle elezioni, siano esse amministrative, regionali, nazionali o europee. I numeri (quindi i voti) del Pd Crotonese non abbondano e le ultime elezioni europee lo confermano. La città è amministrata da un sindaco eletto da liste civiche di opposto schieramento che, a sua volta, non gode di ottima salute. Spesso in consiglio comunale la coalizione del sindaco non ha i numeri per avviare o continuare i lavori. Non succede nulla, i lavori del consiglio comunale vanno avanti con il contributo di alcuni consiglieri del Pd che, pur facendo parte della minoranza, contribuiscono a mantenere il numero legale in aula. Così come accaduto nell'ultimo consiglio comunale (martedì 28 maggio). Di tutto questo ne abbiamo discusso con uno dei dirigenti di via Panella: Maurizio Tricoli, componente della segreteria provinciale.
Avvocato Tricoli lei fa parte del Pd, questo partito ha ancora un'anima o ognuno pensa per proprio conto?
Che il partito abbia un anima lo dimostra il fatto che, nonostante fosse dato in via di estinzione, ha comunque avuto una affermazione per un migliore percorso. Certo, ora il Pd deve fare cose determinate, mi spiego: deve avere la certezza di chi vuole andare avanti con il partito per poter costruire quella fase nuova tanta auspicata dal segretario nazionale Nicola Zingaretti, che dovrà vedere aprirsi il partito alle associazioni e a tutti coloro che vorranno concretamente contribuire, non solo a parole, alla vita politica della città. Dico questo perché ormai da troppo tempo si è eletti consiglieri in una coalizione o partito ed il giorno dopo ci si sente liberi ci agire autonomamente. Di fronte a tutto questo il partito ha le sue colpe in quanto ha per troppo tempo lasciato fare scaricando ogni volta le responsabilità sui dirigenti in maniera troppo generica.
L'alleanza con il movimento politico che fa capo a Enzo Sculco è nell'alveo delle cose possibili per quanto riguarda il Pd?
La fase nuova di apertura non può a priori escludere nessuno, tantomeno chi rappresenta a livello territoriale-regionale una realtà politica con rappresentanze istituzionali di rilievo. È ovvio che, con chiunque, le alleanze si costruiscono passo, passo, e in prospettiva di obiettivi comuni.
Alla Provincia il movimento del sindaco e il Pd governano insieme, così come alla Regione la consigliera Flora Sculco fa parte della maggioranza di centrosinistra: l'alleanza è già possibile?
Prendendo atto di situazioni già in essere, abbiamo ritenuto dopo una serrata ed approfondita discussione, nella quale non sono mancate le diversi opinioni, che un primo passo di apertura in questo caso al movimento che sostiene il sindaco Pugliese poteva essere avviato con riferimento alle elezioni provinciali.
Secondo lei chi rema contro il Pd che si apre a nuove alleanze e perché lo fa?
In politica niente resta fermo, anzi negli ultimi tempi tutto cambia velocemente; secondo me non si tratta di individuare chi rema contro, ma di individuare semmai chi vorrebbe che le cose restassero cosi come sono rimaste per molto tempo, alimentando rendite politiche che pochi nel partito hanno osato smuovere. Questa situazione, a mio avviso, è stata una tra le principale causa dell'allontanamento dei propri iscritti dal partito. Ora c'è da recuperare la credibilità persa percio' sono convinto che il segretario Gino Murgi, che tanto sta provando a fare, chiarisca da subito il rapporto dei consiglieri con il proprio partito in maniera tale da poter riprendere un dialogo costruttivo all'interno del consiglio comunale, allo stesso modo dovrà operare sul territorio per individuare quali sono i sindaci eletti che vogliono rapportarsi con il Pd. Tutto ciò per superare una fase di totale confusione nella quale non si fa altro che confondere i nostri elettori. Il riscontro di tutto quello che ho affermato lo abbiamo nel fatto che il Pd in città a fatica rappresenta il terzo partito. E non voglio pensare che ci troviamo davanti anche la Lega di Salvini.
Avvocato Tricoli, fra qualche mese ci sarà un altro importante appuntamento elettorale regionale: per quella data il Pd avrà risolto tutti i suoi problemi interni e inerenti alle alleanze?
Alla luce delle elezioni europee, che pur sappiamo essere altra cosa rispetto alle regionali, non sarà un impegno facile; proprio per questo dovremo impegnarci, a mio avviso, da subito nelle cose che ho indicato come prioritarie, facendo da subito chiarezza sui rapporti tra chi deve rappresentare nelle istituzioni e nel partito il simbolo Pd, diversamente si continuerà ad abbaiare alla luna.

 

 

 

Giuseppe Livadoti

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