Giovedì, 13 Agosto 2020

 

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L'ira del Pd per le accuse di Prossima Crotone: «Clientele? Chiedete pure a chi vi sta vicino»

Posted On Domenica, 03 Aprile 2016 16:01 Scritto da

via roma sculcoBotta e risposta. Il Pd replica ancor più duramente al comunicato diramato ieri da Prossima Crotone [LEGGI ARTICOLO]. «Se cè qualcuno - scrive il Pd - che è in terapia elettroconvulsilvante subito dopo avere tripudiato "l'approssimativa Crotone", questo non è certamente il Pd, o il suo segretario, ma piuttosto la squadra che fa riferimento all'onorevole Sculco. E' del tutto evidente infatti, che, in attesa di capire a quale campionato iscriverla questa squadra, non riuscendo a trovare in città riscontri positivi ad un progetto politico evanescente, che non riesce proprio a decollare, figuriamoci a "volare", il tempo venga utilizzato per dileggiare quel Pd, ricercato ripetutamente, sognato a piè sospinto, in infruttuosi pellegrinaggi romani, e visto sfuggire all'ultimo istante».

 

«In vista - ricorda il PArtito democratico - ci sono le elezioni amministrative, all'orizzonte c'è la conquista del Comune, sulla scena i cittadini crotonesi. Il finale, è già scritto, lo si percepisce per le vie cittadine, e le convulsioni non basteranno ad arrestare l'ultima, definitiva disfatta amministrativa (finalmente e non sarebbe la prima) con tanto di necrologio per un modo di fare politica di cui i crotonesi sono stanchi. Avremo modo di confrontarci in campagna elettorale con gli amici di Calabria in Rete, sui temi che interessano i crotonesi, noi del Pd, l'intera coalizione di centrosinistra e tanta parte della società civile, dell'imprenditoria locale, del mondo associazionistico e delle professioni che già hanno detto pubblicamente di volere sostenere in prima persona e direttamente il progetto di rinnovamento messo in campo dal Partito democratico».

 

«Nel frattempo - prosegue il comunicato del Pd -, caro onorevole Sculco ci permetta: sentirla usare l'espressione "a comando" ci induce a sorridere, intanto perchè è una locuzione che appartiene come stile politico e modus operandi al suo contesto di riferimento, quello di via Roma per intenderci, dove decide uno e tutti si adeguano; e poi perchè noi siamo "democratici" veramente e il futuro sindaco, lo scegliamo coinvolgendo, come stiamo facendo, tutti, a partire da Crotone, così come si addice ad un grande partito e ad una grande forza di governo. Il dottor Arena non ha bisogno di essere difeso da nessuno, men che meno dal Pd, del quale non ha la tessera in tasca per essere chiari, basta chiedere, andare tra la gente per capire quanto egli stia dando con grande spirito di sacrificio alla sanità crotonese».

 

«Infine - scrive ancora il Pd -, ci perdoni l'onorevole Sculco, ma sentirla parlare di "foraggiare carriere, incompetenze e clientele...": ma da quale pulpito viene la predica! Abbia almeno il coraggio di non aprirlo per nulla questo capitolo, lei è troppo giovane, ma chieda a qualcuno vicino a lei, come ha fatto le proprie fortune elettorali elargendo incarichi e foraggiando inconpetenti autentici, che però avevano voti da mettere sul piatto. Per fortuna dal 2014 anche la sola promessa è reato penale, non è necessario che la metta in atto un candidato, basta che lo faccia qualcuno anche da dietro una scrivania. A Crotone abbiamo un campione di questo modo di fare politica, e finchè all'Asp gli eventi lo permettevano, nessuno si è lamentato, guardacaso oggi che quel sistema è sfuggito dalle mani, si grida all'attentato».

 

«Stiate sereni - conclude il comunicato -, amici de "La prossima Crotone", per quelle che possono essere le nostre possibilità, condividiamo pienamente le vostre preoccupazioni e ci attiveremo immediatamente per eliminare all'Asp, se ne sono rimaste, residue incrostazioni magari frutto di vecchie rendite di posizioni, prive di titoli e meriti. E questo dovrà avvenire prima ancora che la campagna elettorale inizi, su questo siamo sicuri che il dottor Arena si adopererà ed adempierà, se lo riterrà opportuno, immediatamente e nel solo ed esclusivo interesse della difesa del bene collettivo».